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Pure Storage unifica lo storage on-premise e nel cloud

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Pure Storage unifica lo storage on-premise e nel cloud

Lo storage si evolve con architetture performanti, flessibili e sicure per la memorizzazione, l’accesso e la protezione dei dati. Risposte arrivano da soluzioni basate sulla flash technology NVMe al 100%, aperte verso cloud e integrabili fra loro con tecnologie e costi minori rispetto a quello delle tecnologie attuali

21 Feb 2019

di Riccardo Cervelli

La digital transformation, in cui la necessità di aumentare la velocità di accesso, backup e ripristino dei dati cresce in maniera esponenziale, mette a dura prova le architetture storage tradizionali delle aziende. Ecco quindi aumentare la domanda di sistemi storage on-premise con una maggiore efficienza di memorizzazione (capacity) e performance possibili, e il ricorso sempre più frequente al cloud storage come ambiente per il backup e per la conservazione a lungo termine dei dati a fini di disaster recovery e compliance (GDPR e altre).

Il vendor Pure Storage, fondato nel 2009 e con sede a Mountain View California, si dimostra tempestivo nel proporre soluzioni fondate esclusivamente su tecnologie di nuova generazione per le esigenze dell’era dei business model digitali, dei big data, dell’artificial intelligence e del multi-cloud. Le ultime due novità più recenti riguardano il mondo dello storage on-premises e quello dell’hybrid cloud.

Per il primo dominio dei dati (data domain) debutta Object Engine, un nuovo storage array, basato su tecnologia flash al 100% NVMe, all’insegna del modello end-to-end di storage management F2F2C . “Questa soluzione – spiega – Alfredo Nulli, EMEA Cloud Architect di Pure Storage – si propone di accompagnare le aziende a sostituire il classico modello di protezione dei dati con architettura Disc-to-Disc-to- Tape con quello Flash-to-Flash-to-Cloud. Object Engine, che utilizza la nuova versione del nostro sistema operativo, Purity 5.2, è anche un gateway verso il cloud, che sfrutta i benefici dell’utilizzo, da parte di Pure Storage, delle tecnologie di storage optimization in ambito hybrid cloud ottenuto con l’acquisizione (avvenuta lo scorso anno) di StorReduce”.

Due tipi di passi in avanti

Object Engine sarà disponibile per tutti a marzo 2019 come un sistema scalabile fino a 4 nodi (OE//A270). OE//A270 offre performance di backup pari fino a 25 TB/ora, di restore fino a 15 TB/ora e 15 PB di front-end capacity. Risultati che fanno impallidire le attualmente più utilizzate soluzioni Direct Attached Storage (DAS) in fatto di storage efficiency e latenza. “Da sottolineare – puntualizza Nulli – che OE si integra con le soluzioni di backup di vendor quali Commvault, Veeam e Veritas”.

In quanto gateway, OE offre funzionalità di deduplica inline (inline dedup) sia verso un altro OE on-premises, sia verso il cloud. La possibilità di integrarsi direttamente con il cloud sarà realtà a partire da maggio, con la general availability della soluzione CloudDirect. Nella seconda metà del 2019, invece, arriverà OE//Cloud, che consiste nella possibilità di connettere l’OE on-premises con Object Engine in the cloud, raggiungendo scalabilità fino a più di 100 TB/ora di backup, la possibilità di proteggere oltre 100 PB di dati nel cloud, garanzia di durability di tipo undici 9 (11 9’s), replica interna globale dei namespace e supporto della Api (application programming interface) di Amazon S3 (S3API).

Il secondo grande annuncio nelle scorse settimane di Pure Storage è DirectFlash Fabric. La soluzione implementa in modo ulteriore il modello F2F2C rendendo possibile realizzare fabric (infrastrutture interconnesse) di flash array Pure Storage connessi con i server (e quindi le applicazioni), e fra loro e con il cloud storage. “Questa innovazione – conclude Nulli – consente di superare i classici modelli DAS, NAS (Network attached Storage) e SAN (Storage Area Network), basati su connessioni tipo SCSI, iSCSI e Fiber Channel utilizzando reti Ethernet e il protocollo TCP-IP. Con questa soluzione abbiamo sperimentato aumenti di velocità nell’utilizzo di Oracle Data Warehouse pari a 2,9x e di Sap Hana pari a 3,7x. Il tutto con i vantaggi economici derivanti dall’uso di tecnologie di networking meno costose, dall’aumento delle prestazioni e della capacity efficiency, e dell’integrazione del cloud. Il nostro obiettivo – spiega l’EMEA Cloud Architect di Pure Storage – è estendere dall’on-premise a tutti i cloud lo sfruttamento dei vantaggi dell’architettura Pure”. Un concetto che il vendor californiano ribadisce nel payoff “Pure unifies cloud”.

Riccardo Cervelli

Giornalista

Nato nel 1960, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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