Edge computing, cosa succederà secondo Vertiv

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Edge computing, cosa succederà secondo Vertiv

Uno studio del vendor prevede la crescita del 29% della componente edge della capacità di calcolo complessiva

18 Mar 2022

di Redazione

Nel corso dei prossimi quattro anni investimenti significativi nell’edge computing da parte di tutto il settore data center cambieranno il profilo dell’ecosistema dei data center stessi. In particolare, la componente edge della capacità di calcolo passerà dal 21% al 27% nel 2026, raggiungendo un incremento complessivo del 29%. È uno dei risultati di una nuova indagine globale condotta da Vertiv, fornitore globale di infrastrutture digitali critiche e soluzioni di continuità, sui professionisti del settore dei data center.

Secondo lo studio, che ha coinvolto 156 professionisti del settore con conoscenza dei piani relativi all’edge computing della propria azienda, circa un terzo (34%) degli intervistati sta pianificando o realizzando importanti implementazioni edge.

Un quarto ha già messo in opera nuovi siti creati appositamente per l’edge e il 41% sta gestendo siti edge legacy. Oltre a questa impressionante attività sull’edge, gli intervistati prevedono anche un 150% di aumento dell’attività nel cloud e nei siti core. La domanda di risorse di calcolo è in vertiginoso aumento su tutte le reti odierne e, secondo l’indagine, la percentuale di risorse IT impegnate nel cloud pubblico crescerà dall’attuale 19% al 25% entro il 2026.

L’indagine ha altresì rivelato il profilo mutevole dei moderni siti edge. Il 29% di questi ha tra 5 e 20 armadi rack, mentre il 13% è composto da più di 20 rack. Più rack significa più potenza e l’indagine riflette questo dato: il 28% degli intervistati afferma che i propri siti richiedono tra 21 e 200 kW e il 14% riporta una domanda energetica superiore ai 200 kW. Sono finiti i giorni del singolo rack nascosto in armadi rudimentali dei locali IT.

Altre scoperte significative dell’indagine includono il fatto che la sostenibilità sta giocando un ruolo significativo nell’implementazione dei siti edge. Oltre i tre quarti (77%) stanno adottando o pianificano di utilizzare sistemi UPS efficienti dal punto di vista energetico. Inoltre, il 40% prevede di usare energie rinnovabili, il 31% un raffreddamento a basso consumo d’acqua, il 29% tecnologie di supporto dinamico alla rete, e il 19% refrigeranti con un basso potenziale di riscaldamento globale (GWP).

Inoltre, sebbene gli intervistati che stanno implementando siti edge abbiano individuato sicurezza e disponibilità come priorità assolute, l’indagine ha evidenziato alcune pratiche attuali di progettazione ed esecuzione che potrebbero ridurre la capacità dei siti di edge computing di rispondere a queste esigenze man mano che il numero dei siti aumenta.

“I prossimi cinque anni – ha affermato Martin Olsen, global vice president for edge strategy and transformation in Vertiv – ridefiniranno il panorama dei data center, spostando sempre più la capacità di calcolo verso l’edge e rafforzando al contempo le infrastrutture aziendali al centro delle reti ibride moderne. Questa indagine mostra chiaramente l’urgente necessità di una capacità di calcolo più vicina all’utente finale. Il futuro dell’elaborazione dei dati risiede nella velocità e nella latenza, e la costruzione di reti edge rappresenta l’unica soluzione possibile”.

“I dati del sondaggio condotto da Vertiv – ha detto Birgit Jackson, director of the integrated racks and IT solutions business in Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) – mostrano che le aziende sono seriamente intenzionate a far crescere il loro edge computing per soddisfare la domanda prevista, ma costruire soluzioni Edge può essere complicato. Le aziende devono considerare software e hardware, coordinamento, gestione e molto altro. Questo è il momento per le organizzazioni di iniziare a collaborare con una rete di partner e produttori al fine di implementare soluzioni edge-enabled in modo configurabile e personalizzato.”

R

Redazione

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