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5G e il ruolo delle smart tower di Calzavara

Con il 5G le smart tower della società saranno sempre più vere e proprie stazioni di lavoro per elaborare e diffondere dati

30 Nov 2020

di Redazione

I prodotti principali di Calzavara sono le smart tower, ovvero ripetitori moderni, coperti di led, contenitori intelligenti con funzioni di illuminazione, videosorveglianza, soccorso, informazione, presidio, pubblicità e ogni possibile necessità dell’arredo urbano.

Fondata nel 1966 da Lucio Calzavara a Basiliano (UD), fino agli anni ’90 l’azienda è stata un system integrator di sistemi elettronici e informatici per le imprese, con una specializzazione nel settore delle telecomunicazioni che continua ancora oggi. Con l’avvento di internet e l’evoluzione del digitale, Calzavara è diventata un fornitore globale di soluzioni a alto contenuto tecnologico per le smart city. La società (che impiega 110 persone su 3 sedi in Italia: Udine, Bologna, Roma, oltre a Marsiglia dal 2019) prevede di chiudere il 2020 con 21 milioni di fatturato, +10% rispetto al 2019.

Oggi le smart tower di Calzavara sono installate in ogni parte del mondo e combinano architettura, design e innovazione ingegneristica, rispondendo alle esigenze di operatori telefonici e radiotelevisivi e dei cittadini.

“Con il 5G – ha dichiarato Marco Calzavara, presidente di Calzavara – la capacità computazionale sarà a livello più diffuso, il cloud sarà selettivo per le grandi potenze di calcolo, le analisi saranno fatte a livello locale con gli edge computer situati nelle smart tower. Non più pali che trasmettono un segnale, esse diventano stazioni di lavoro che raccolgono, elaborano e diffondono dati. Filosoficamente è la logica conseguenza del cloud. Quando la rete sarà installata, si potrà gestire in tempo reale una strada trafficata modificando in tempo reale semafori, attraversamenti, corsie e flussi di persone e merci”.

“Con il 5G – ha continuato Calzavara – rispetto a oggi, la densità delle strutture radianti sarà decuplicata: le torri, cioè le stazioni che diffondono il segnale non saranno più una ogni 10 km in campo aperto. Diventeranno una al km in campo aperto ma nelle aree popolate ce ne dovrà essere una ogni 150 metri. Questo significa cambiare l’aspetto delle città. Significa integrare queste strutture a alto contenuto tecnologico rendendole compatibili con la vita dei cittadini. Significa quindi renderle prima di tutto belle, poi utili e con facile manutenzione. Questa è la sfida che Calzavara ha vinto e che, soprattutto all’estero, è riconosciuta come una competenza tipica del made in Italy. 5G rispetto al 4G è una rivoluzione. L’attuale rete è nata per la comunicazione verbale, poi è stata ampliata e si è evoluta, ma è nata così. 5G è concepito per i dati, quindi il concetto alla base è diverso. Sarà una transizione di diversi anni forse anche più di 3 o addirittura 5. Faremo tutto in rete, guida automatica, riconoscimento di tutto e tutti dalle persone alle cose, case, luoghi di lavoro, clima, spostamenti, tutto digitale. IoT e smart city sono concetti che avranno piena realizzazione e compiutezza con il 5G. Quello che vediamo nei film di fantascienza sarà realtà. Gli oggetti saranno intelligenti e con intelligenza artificiale e machine learning faranno da soli. Il 5G abiliterà la trasmissione dei dati, la banda disponibile sarò così tanta che permetterà volumi di dati costanti e coerenti tali da diventare una vera propria rivoluzione industriale. Il digital divide sarà più marcato: aree e persone senza banda saranno fuori dal mondo. Sarà un tema che i governanti dovranno affrontare per forza, più di oggi”.

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Redazione

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