Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Servizi It centralizzati e always-on per la open enterprise

pittogramma Zerouno

Servizi It centralizzati e always-on per la open enterprise

21 Apr 2015

di Arianna Leonardi

Razionalizzare le infrastrutture, semplificare i sistemi delle periferie e garantire sempre e ovunque l’accesso alle applicazioni aziendali diventano i focus per il nuovo modello di impresa estesa. La Tavola Rotonda di redazione organizzata da ZeroUno in partnership con Riverbed ha fatto il punto su questi temi, aprendo una finestra sulle esperienze concrete delle aziende italiane

L’accesso anytime-anywhere al patrimonio informativo aziendale richiesto da un mercato sempre più dinamico e globale diventa il collante di un nuovo modello di open enterprise, geograficamente distribuita e aperta a soggetti diversi (non solo clienti, fornitori e partner, ma anche associazioni, start-up, realtà territoriali), mentre si rendono necessarie la razionalizzazione delle infrastrutture e la centralizzazione dei servizi It a fronte di una complessità crescente. La roadmap verso l’ottimizzazione, anche attraverso l’adozione di appliance che unificano server, storage e networking, è stata al centro di una recente tavola rotonda organizzata da ZeroUno e Riverbed.

Patrizia Fabbri, caporedattore di ZeroUno,

“Come è noto – afferma Patrizia Fabbri, caporedattore di ZeroUno, aprendo i lavori -, le imprese oggi sono costrette a confrontarsi con modelli di business emergenti, all’interno di una connected community estesa. L’It è al centro del processo di trasformazione digitale, con il compito di efficientare la movimentazione dei dati tra risorse rispondendo alle esigenze sempre più stringenti del business. Occorrono quindi alla base un’infrastruttura flessibile e un disegno organico per la fruizione dei dati, perché siano accessibili nei tempi, nei modi e agli utenti corretti”. Tutto questo senza prescindere da una riorganizzazione interna della funzione It, che deve lavorare sempre più a stretto contatto con le Lob e acquisire nuove competenze.

“Il traguardo finale – conclude Fabbri – è il raggiungimento della piena razionalizzazione e governance dell’architettura informativa aziendale; i sistemi convergenti possono rivelarsi una risposta efficace allo scenario descritto, sia per le Pmi sia per i branches office”.

Ma se la riorganizzazione tecnologica e funzionale dell’It è l’obiettivo a tendere, quali sono le iniziative concrete portate avanti dalle aziende italiane?

Focus su razionalizzazione e business always-on

Giampaolo Tacchini, Ict Service and Security Manager di Edison

In Edison, al termine di un percorso di razionalizzazione e consolidamento dei sistemi legacy, business e It stanno lavorando fianco a fianco alla definizione della digital strategy. L’input è partito circa tre anni fa con un cambio di vision dell’R&D, come racconta Giampaolo Tacchini, Ict Service and Security Manager della società: “Il focus si è spostato dalla ricerca tecnologica allo sviluppo di servizi digitali (ad esempio, applicazioni di smart metering) messi a punto di concerto con il team It”.

Marco Malavolta, Network Infrastructure Manager di WamGroup

La semplificazione dei sistemi legacy è al cuore delle politiche It dell’emiliana WamGroup. “Abbiamo microsedi sparse in tutto il mondo – racconta Marco Malavolta, Network Infrastructure Manager del gruppo – e questo contesto genera complessità sul piano It. Abbiamo dovuto lavorare quindi sulla standardizzazione, che ci ha permesso di liberare risorse: il cloud è entrato prepotentemente nelle nostre strategie per i processi commodity; tra gli obiettivi, la semplificazione delle periferie, con sedi serverless”.

Giuseppe Ceglie, Responsabile Ripartimento Esercizio di Lombardia Informatica

L’as-a-service è un pilastro anche nelle iniziative di Lombardia Informatica, società a capitale regionale che fornisce servizi It agli enti pubblici del territorio: “Negli ultimi due anni, abbiamo rinnovato i nostri due data center, raggiungendo un tasso di virtualizzazione intorno al 75%. Abbiamo costruito una piattaforma IaaS, dove qualsiasi Pa lombarda può realizzare il proprio virtual datacenter da gestire in modo segregato. È stata la nostra risposta alle esigenze espresse dalle realtà regionali, che ricercavano innanzitutto riduzione dei costi e business continuity”, dice Giuseppe Ceglie, Responsabile Ripartimento Esercizio dell'azienda.

Elisabetta Nobile, Responsabile Architettura e Sicurezza, Banca Popolare di Milano

Anche per Banca Popolare di Milano prioritaria è la continuità di servizio, come sottolinea Elisabetta Nobile, Responsabile Architettura e Sicurezza dell’istituto creditizio: “Bpm sta puntando sul concetto di banca sempre aperta: con l’acquisizione di WeBank, che offre un servizio solo online, si è trovata a interfacciarsi con una clientela che abitualmente non viene in agenzia. Dobbiamo quindi gestire tutta una serie di servizi all’insegna della multicanalità e della disponibilità 24×7: stiamo quindi lavorando al front-end per l’utente finale, alla gestione dei dati, al Crm”.

Valter Villa, Country Manager di Riverbed

Secondo Valter Villa, Country Manager di Riverbed, le esperienze riportate afferiscono al concetto di Location Independent Computing, sintesi della vision del vendor, per cui “i sistemi, i dati e le applicazioni aziendali sono disponibili anytime-anywhere, come se la rete locale venisse estesa al mondo intero. Un’esigenza oggi molto sentita dalle aziende italiane – evidenzia -, così come la branch consolidation, altro pillar della nostra strategia, per via dei processi di delocalizzazione, internazionalizzazione e globalizzazione. La nostra proposizione sul mercato è orientata a favorire il cambiamento in atto, garantendo l’accesso da remoto ai sistemi informativi centrali attraverso le tecnologie per l’ottimizzazione delle reti [da notare che un’altra problematica ribadita nel corso della round table è proprio l’inefficienza attuale dei network, soprattutto in alcune zone d’Italia, ndr]”.

Strategie di lungo periodo e riorganizzazione It

Alberto Guarnaccia, Technology and Infrastructure Manager di Metro Italia Cash & Carry

Il dibattito mette in luce un altro aspetto importante alla base di questi percorsi di ammodernamento infrastrutturale: l’impossibilità di una strategia di lungo periodo. “È difficile definire un disegno organico per la digital transformation – fa notare Alberto Guarnaccia, Technology and Infrastructure Manager di Metro Italia Cash & Carry – l’evoluzione del mercato è così rapida che costringe dopo solo pochi mesi a un nuovo cambio di rotta”.

Luca Magnoni, It Pm & FrontEnd Apps di Aviva Italia

“Tipicamente, costruiamo una strategia a cinque anni identificando i razionali comuni con la casa madre di Londra – dice dal canto suo Luca Magnoni, It Pm & FrontEnd Apps di Aviva Italia -. Ogni due mesi si rende comunque necessaria una revisione per verificare la coerenza di quanto realizzato con le linee guida iniziali, i risultati ottenuti e le iniziative dei colleghi di altre country”.

Parlando di strategie, la discussione si è poi spostata sull’impatto organizzativo che il cambiamento genera sulla funzione It. “C’è una maggiore vicinanza e collaborazione con le Lob: l’It sta diventando trasversale all’azienda e non è più visto solo come fornitore di servizi – commenta Guarnaccia -. Abbiamo creato dei gruppi digital che coinvolgono diverse funzioni aziendali per essere più ricettivi nei loro confronti, e attivato collaborazioni con enti universitari per conoscere le tecnologie disponibili a supporto della trasformazione”. “Stiamo cambiando la mission del demand management – interviene Tacchini di Edison -: se prima la funzione era focalizzata sullo sviluppo funzionale del legacy, ora deve essere più propositiva e pronta ad ascoltare i nuovi trend del mercato”.


ESPERIENZA UTENTE – WamGroup, filiali serverless contro il rischio sismico

WamGroup (2.400 dipendenti in 43 paesi nel mondo per un fatturato di quasi 380 milioni di euro) produce e fornisce attrezzature per la movimentazione dei materiali sfusi, la filtrazione dell’aria, del trattamento dei reflui, della miscelazione e della vibrazione. Nel maggio 2012, due terremoti hanno colpito il Nord Italia, danneggiando gravemente la sede centrale della società, situata in Emilia Romagna in prossimità dell’epicentro. Da qui la decisione di ridisegnare l’infrastruttura It con la creazione di sedi serverless, virtualizzando e gestendo centralmente server e storage delle filiali in un data center antisismico, ridondante e a elevata disponibilità, situato al di fuori della zona a rischio. Per la realizzazione del progetto si è scelto di adottare SteelFusion, l’infrastruttura convergente (dove in un’unica appliance di Riverbed vi sono server, storage, networking e layer di virtualizzazione) per le filiali. Oggi WamGroup è in grado di gestire centralmente macchine virtuali, applicazioni e dati nel data center, proiettandoli alle appliance delle filiali. Il sistema permette l’accelerazione del provisioning delle filiali (riducendo i tempi per l’apertura di nuovi uffici), del backup e del recovery in caso di guasti.

“Con SteelFusion – spiega Marco Malavolta, Responsabile Infrastrutture It di WamGroup -, abbiamo eliminato la necessità di archiviare e gestire asset fondamentali in aree a rischio: oggi siamo un’azienda più resiliente. La business continuity è il nostro driver e ora siamo in grado di eseguire il ripristino in modo istantaneo. Allo stesso tempo la virtualizzazione consente un miglior utilizzo della capacità di storage e delle risorse centralizzate, permettendo un ritorno sull’investimento nell’ordine dei sei mesi”.

Arianna Leonardi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

LinkedIn

Twitter

Whatsapp

Facebook

Link

Articolo 1 di 3