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Riverbed per la moderna hybrid enterprise

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Riverbed per la moderna hybrid enterprise

13 Apr 2015

di Arianna Leonardi

Valter Villa, Country Manager per l’Italia di Riverbed, racconta a ZeroUno le strategie della società e l’evoluzione dell’offerta nell’ottica di soddisfare le esigenze delle aziende sempre più globali, aperte e distribuite.

Le aziende stanno cambiando, sulla spinta di fenomeni quali delocalizzazione produttiva, internazionalizzazione, globalizzazione e digitalizzazione pervasiva. L’esigenza di garantire l’interscambio informativo tra attori di varia natura e geografia, nonché di abilitare e connettere rapidamente filiali in tutto il mondo è cruciale e si ripercuote inevitabilmente sui sistemi informativi. Come spiega Valter Villa, Country Manager per l’Italia di Riverbed, si passa da un modello centralizzato (mainframe) e chiuso (Lan) agli ambienti It della hybrid enterprise, complessi ed eterogenei. Nel nuovo scenario, governance e ottimizzazione sono le parole d’ordine e gli obiettivi intorno a cui Riverbed costruisce la sua offerta.

Valter Villa, Country Manager per l’Italia, Riverbed

“Alla base –  spiega Villa – c’è la piattaforma SteelCentral per il monitoraggio e la visibility su reti, applicazioni e utenti, al fine di garantire una user-experience ottimale. La soluzione, che include appliance per la raccolta dei dati e software di analisi, permette il controllo integrato sia del network sia della componente applicativa ed è proprio questa duplice funzionalità a rappresentare il nostro differenziale rispetto alla concorrenza”. L’altro punto di forza risiede nella modularità del sistema: “Capita che il cliente – continua Villa – ci contatti per un’esigenza di Apm, ma che poi estenda il progetto anche alla componente di network performance management”.

Reti sempre più intelligenti
A garantire l’integrazione con gli ambienti esterni e le risorse di terze parti interviene SteelScript, un layer di interfaccia (un insieme di Api) che permette la comunicazione con le soluzioni dei partner (ad esempio Microsoft, Emc, Ibm, Salesforce) per le quali Riverbed è certificato.
Il cuore dell’offering è rappresentato da SteelHead, il controller per la Wan Optimization che regola centralmente il traffico di rete in base alla criticità delle applicazioni, con tutta una serie di prodotti specifici per accelerare le performance di soluzioni terze come Office 365.
“Estensione di SteelHead – continua Villa – è SteelFusion, una soluzione di infrastruttura convergente [server + storage + networking + layer di virtualizzazione, ndr] che risponde alla sempre più sentita esigenza di filiali serverless, risolvendo le problematiche di manutenzione e aggiornamento dei sistemi alla periferia”. In sintesi, si tratta di uno stack standardizzato e pre-integrato, che consente agli utenti di accedere alle applicazioni eseguite ad alta velocità localmente presso i branch office, mentre i dati principali vengono archiviati nel data center centrale, in una partizione dedicata.
“La soluzione è ideale per filiali con un numero di utenze comprese tra 10 e 200 – precisa Villa -, mentre i target preferenziali sono i settori Retail, Finance, Logistica e Trasporti”. Le applicazioni possibili coprono un ampio ventaglio: Villa cita l’esempio di un grande retailer multinazionale che utilizza SteelFusion nei punti vendita per accelerare l’elaborazione delle transazioni con carta di credito nei giorni festivi di massimo afflusso.
Oggi, andare oltre la semplice vendita di prodotto, coniugando capacità progettuali e consulenziali per creare nuovi scenari applicativi, è un must strategico per qualsiasi azienda che, come dichiara Villa, “intende fare il salto”. Il controllo integrato su reti e applicazioni sarà il punto caldo di Riverbed per distanziarsi dai competitor, garantendo una risposta ad hoc alle nuove necessità della domanda.

Arianna Leonardi

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