Raffreddamento a liquido (liquid cooling) nei data center nuovamente sotto i riflettori della ricerca più avanzata. Le superiori capacità di dissipazione dei liquidi rispetto all’aria (air cooling), infatti, sono la risposta più adatta rispetto all’aumentare della densità di potenza raggiunta oggi dai rack. Come sottolineano gli esperti da più parti, oggi è necessario identificare soluzioni più efficaci per contrastare la quantità di calore generato da sistemi in crescente evoluzione. Il problema è che, al momento, le opzioni uscite dai laboratori di R&D attualmente disponibili non solo risultano costose ma, soprattutto, nella maggioranza dei casi non sono ancora state portate in produzione.
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Raffreddamento a liquido versus raffreddamento ad aria
Per decenni nei data center i sistemi di raffreddamento ad aria sono stati l’opzione più gettonata dagli staff IT perché più economici. Il problema è che la generazione di calore nel tempo è significativamente aumentata: l’emergere di applicazioni ad alta intensità in termini di CPU e di server di dimensioni ridotte, infatti, stanno popolando i moderni data center e questa corsa al potenziamento sta creando diversi problemi ai sistemi di raffreddamento ad aria.
L’aria, infatti, ha conduttività mediocre e le organizzazioni sono costrette ad aumentare le dimensioni e la forza dei propri ventilatori e dei relativi sistemi di raffreddamento per gestire le temperature delle sale macchine. In alcuni casi, anche le nuove riconfigurazioni non riescono a raffreddare le infrastrutture per cui si impone la ricerca di una soluzione più efficace nel medio e nel lungo termine.
“I sistemi di raffreddamento da aria diventano critici quando il consumo di elettricità raggiunge dai 16 ai 20 kilowatt per rack – ha detto Henrique Cecci, Research Director di Gartner -. Attualmente, solo i data center più grandi al mondo hanno a che fare con questo tipo di sfide perché la maggior parte delle aziende utilizza meno di 10 kilowatt di energia per rack”.
Attenzione, avvertono gli analisti: in prospettiva i trend dicono che la maggiore densità sarà un problema che dovranno affrontare progressivamente tutti i data center. Ed è per questo che è necessario considerare già da oggi alternative migliori rispetto all’air cooling.





























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