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IBM z14: Sua Maestà compie 53 anni

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Attualità

IBM z14: Sua Maestà compie 53 anni

25 Lug 2017

di Stefano Uberti Foppa

Presentato pochi giorni fa l’ultimo nato della serie di mainframe di Big Blue. Prestazioni elevatissime, security, analytics con machine learning, aperto alle blockchain e a nuove modalità di sviluppo. Nell’era del cloud e della trasformazione digitale, ecco l’evoluzione di un computer che sta dietro a molte delle attuali transazioni mission critical delle grandi aziende. Quale applicabilità nel futuro di un sistema ciclicamente dato per morto ed oggi più che mai allo stato dell’arte tecnologico?

Ne ha viste davvero di tutti i colori: il pc, l’informatica distribuita con il modello client server, la nascita di Internet e quella del cloud, ed oggi, il mainframe, parola pressoché bandita nell’era della digital transformation, viene presentato da IBM nella sua versione Z14, un concentrato di potenza, security e innovazione sia architetturale sia di integrazione e apertura alle tecnologie più moderne. Ecco alcuni parametri, prima di cercare di capire gli utilizzi di un “mostro” che per molti ormai rappresenta un oggetto sconosciuto ma che è invece ben noto ai dipartimenti IT delle large enterprise (ancora oggi, 92 delle prime 100 banche del mondo basano le proprie transazioni su mainframe IBM) che vogliono accentrare, su questo dispensatore di Mips, capacità elaborativa per i workload core e magari scegliere strade più flessibili, meno costose e meno proprietarie attraverso il modello cloud.

“Il mainframe manda avanti l’economia moderna” ha dichiarato, con un po’ di enfasi, Marco Utili, Director of Systems Hardware Sales, Ibm Italia. E questo sistema racchiude in sé una serie di caratteristiche che lo pongono, per prestazioni, robustezza e sicurezza, senz’altro parte dell’attuale evoluzione tecnologica. Guardiamole brevemente:

Pilastri tecnologici…

La prima tecnologia di riferimento che rende lo z14 degno erede delle famiglie di sistemi centrali che lo hanno preceduto, riguarda la sicurezza: la piattaforma Z è in grado infatti di gestire 12 miliardi di transazioni crittografate al giorno e ha un encryption engine che consente di crittografare tutti i dati in transito associati a qualsiasi applicazione, servizio cloud o data base.

La crittografia è un punto molto critico oggi, e una delle risposte potenzialmente più importanti ai continui attacchi hacker. Tuttavia è ancora poco presente nei datacenter aziendali e in cloud, in quanto le attuali soluzioni su x86 registrano un calo significativo delle prestazioni, con il risultato che oggi solo il 2% dei dati aziendali è crittografato. Tre anni di beta test, con circa 150 clienti IBM top hanno collaborato con CSO ed esperti in sicurezza alla struttura di security della piattaforma Z. Oggi, dichiara l’azienda, le prestazioni di crittografia sono 7 volte superiori rispetto alla precedente generazione z13, con un aumento dei chip (4 volte) dedicati agli algoritmi crittografici.

Il mainframe IBM Z14

Inoltre, sul fronte della gestione delle chiavi crittografiche, uno dei principali elementi di fragilità spesso oggetto di attacco hacker, il sistema può proteggere milioni di chiavi (e i relativi processi di accesso) con hardware di tipo “tamper responding”, in pratica, semplificando, un sistema con una serie di livelli di controlli di security che provvede a verifiche continue e ad azioni restrittive, fino all’autodistruzione delle chiavi (e alla loro successiva ricostituzione) in caso di eventuali segni di intrusione. Una funzionalità che può essere estesa anche a storage e server in cloud.

Il nuovo mainframe si pone inoltre  come snodo primario nella governance ed erogazione di servizi Blockchain sicuri. Rende infatti disponibile all’ecosistema che sta lavorando su questa tecnologia le funzionalità di crittografia e container sicuri integrati. Questo layer di sicurezza è un elemento fondamentale in un segmento, quello delle Blockchain, in cui fiducia, reputation e credibilità sono per le imprese elementi primari, con un immediato impatto di business.

IBM dichiara che il sistema dispone inoltre del più veloce microprocessore oggi disponibile (5.2Ghz) sul mercato, con un aumento del 35% nella capacità di supporto di carichi di lavoro tradizionali e del 50% per i carichi Linux rispetto alla precedente generazione z13. E ancora: 2 milioni di container Docker, 1.000 database concorrenti NoSQL, 32 TB di memoria, tre volte in più del precedente sistema così come, grazie ad un I/O tre volte più veloce dello z13, aumenta significativamente la velocita nell’eleborazione transazionale.

Quale ruolo nell’attuale trasformazione digitale

È un tema molto delicato, quello dei sistemi centrali all’interno della profonda revisione architetturale e tecnologica, soprattutto in chiave cloud, oggi in corso. Tuttavia non va dimenticata la base installata e l’estrema criticità business associata a questo sistema, che oggi si pone come snodo da interconnettere pesantemente con il resto dei sistemi informativi. In quest’ottica rientra a pieno titolo il concetto di “trust”, di fiducia, che le aziende devono garantirsi presso i clienti dei propri servizi digitali sul mercato e un pillar come lo z14 integrato nelle sue funzionalità con il resto dei sistemi informativi, certamente contribuisce ad innalzare il livello di protezione dei dati, affidabilità delle transazioni, sviluppo sofware evoluto con tecniche cognitive. Su questi elementi si gioca infatti oggi il differenziale competitivo e considerando che attualmente le grandi aziende e le banche hanno centinaia di servizi mainframe in produzione, per la loro evoluzione in chiave cloud, mobility e altro, resta fondamentale un server mainframe di questo livello. Bisogna consentire al sistema di comunicare efficacemente con altre parte dell’infrastruttura IT utilizzando web services e SOA per generare nuovi servizi. Inoltre tutte le funzionalità di erogazione “as a service” (Iaas, Paas e Saas) potrebbero avere anche in questa piattaforma (Maas – mainframe as a service) la base per garantire performance elaborative, security, velocità di accesso elevate. La nuova piattaforma consente inoltre di esporre rapidamente funzioni e servizi mainframe alle applicazioni mobile mentre supporta gli stessi tools delle differenti fasi di sviluppo DevOps presenti su altre piattaforme.

Infine, ma non per ultimo, sulla nuova piattaforma non potevano certo mancare funzionalità di Intelligenza Artificiale grazie all’IBM Machine Learning for z/OS, per creare dall’analisi dei dati modelli di apprendimento in grado di prevedere comportamenti di acquisto e tendenze di business.

Durante il cocktail di presentazione abbiamo infine  avvicinato un CIO di una grande azienda per avere un suo parere a caldo: “È certamente una bellissima macchina, che va bene a chi sente il bisogno di accentrare su questo sistema grande capacità elaborativa. I Mips certo non mancano e più Mips servono e più Ibm è contenta…”

Stefano Uberti Foppa
Direttore Responsabile

Giornalista professionista dal 1989, inizia ad occuparsi di giornalismo nel settore informatico nel 1981, partecipando all'avvio della sede italiana del settimanale Computerworld. Nel 1987 passa al mensile ZeroUno di cui nel 1997 assume la direzione insieme a quella del settimanale PcWeek Italia. Opinion leader riconosciuto nel settore Ict in Italia, attualmente è direttore responsabile di ZeroUno edito da Ict&Strategy, società del Gruppo Digital360.

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