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Huawei a Cebit: innervare il data center di intelligenza artificiale

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Attualità

Huawei a Cebit: innervare il data center di intelligenza artificiale

02 Lug 2018

di Michele Mornese

Al festival europeo del digitale e dell’innovazione, il colosso di Shenzhen ha presentato nuovi prodotti e soluzioni, mettendo al centro della sua vision per il futuro l’Internet of Things, l’Intelligenza Artificiale, il cloud e l’integrazione delle applicazioni.

HANNOVER – Dong Yu, President of Industry Marketing and Solution Department, Huawei Enterprise Business Group, nel keynote speech a Cebit 2018 ha presentato una overview della compagnia, che dal 2012 sta registrando una crescita significativa, passando dai 35 miliardi di dollari ai 92,5 del 2017. Huawei, che ha tre filoni di business (Enterprise Business Group con soluzioni, prodotti e servizi per le imprese; Consumer che propone dai telefoni ai notebook ecc.; Carrier, con un’offerta completa per i carrier) è presente in oltre 170 paesi, conta 180mila dipendenti e ha creato 36 joint innovation center. Huawei Investment & Holding, la holding del gruppo, occupa la 83esima posizione nella lista Fortune 500. Nella sua vision del mercato del futuro, Huawei ha identificato alcune keyword che rappresentano la filosofia aziendale: Real time, On demand, All online, Do it yourself, Social, che nel loro insieme compongono altrettante “strade” (Roads) da percorrere. Per realizzare questo cammino, occorre trasformare l’infrastruttura digitale da un’architettura chiusa a una struttura di tipo cloud e service based, che sappia aprirsi a tutti gli attori della supply chain e agli stakeholder secondo il modello delle Roads, e che diventi un sistema real time, intelligente e connesso con gli utenti.

Gaoqing: un esempio paradigmatico di Smart City

In ambito smart city, il manager ha parlato del progetto Gaoqing, un’area urbana di 800 chilometri quadrati e 370.000 abitanti, numeri modesti per una realtà cinese ma dove è stato possibile realizzare progetti “smart” facilmente esportabili perché adatti a tante città dello stesso tipo.

Foto di Dong Yu
Dong Yu, President of Industry Marketing and Solution Department, Huawei Enterprise Business Group

La piattaforma intelligente realizzata per Gaoqing è composta da moduli per la gestione del trasporto, carico e scarico di materiale pericoloso e utilizza tecnologie cloud, Big Data, GIS (Geographic Information System) e video per monitorare e digitalizzare la gestione del materiale.

La piattaforma si integra con i sistemi SAWS (State Administration of Work Safety), con il Quality and Technology Supervision Bureau, il Transportation Bureau e il Public Security Bureau, per restituire una vista a 360° dei movimenti dei veicoli che contengono i materiali pericolosi. Prima di caricare i veicoli, i bureau verificano online la lista dei materiali, e una volta entrati nell’area per lo scarico vengono identificati grazie alla tecnologia vehicle identification.

Lo staff è supportato da terminali per la comunicazione multimediale che usano il network dedicato eLTE Mobile Broadband. Il trasporto su veicoli è assistito dai moduli di Navigazione e Positioning che tengono traccia del percorso seguito, mentre le telecamere per la face recognition rilevano lo stile di guida del conducente per alert in caso di stanchezza.

La piattaforma intelligente per la supervisione e il trasporto del progetto Gaoqing è costruita su tecnologie IoT, sui Big Data, sul rilevamento video, sul coordinamento dei team di lavoro e sui sistemi informativi geografici.

One cloud, One data lake, One platform: il mantra di Huawei

William Dong

VP Data Center Marketing Solution Sales, Huawei

William Dong, VP Data Center Marketing Solution Sales ha lanciato FusionCloud 6.3 per “accelerare la migrazione nel cloud e l’innovazione”. L’architettura della soluzione si basa sulla formula “One Cloud, One Data Lake, One Platform”, che Dong ha spiegato in questi termini: “Vogliamo offrire tool per gestire in modo completo tutto il ciclo di vita del dato, dal data center alle risorse per elaborarlo, dall’analisi per trasformare il dato in valore, fino alla conservazione e all’archiviazione. FusionCloud fornisce soluzioni di Data Center, Platform, Infrastructure, tutto in modalità as a Service”, con servizi IaaS che comprendono la parte di computing, storage e network, con oltre 40 servizi in totale, comprese le funzionalità SAP Hana, con aumento delle performance a livello di database pari al 60% e tempi di latenza ridotti dell’80%. FusionCloud 6.3 supporta anche funzioni di Disaster Recovery e cross cloud backup per garantire la business continuity: “Supportiamo le API e i servizi di migrazione attraverso il cloud”, ha spiegato Dong.

Un sistema nervoso digitale per le imprese

Qiu Heng

Presidente del Global Marketing Enterprise Business Group, Huawei

Il Presidente del Global Marketing Enterprise Business Group Qiu Heng ha invece parlato dei “geni” per costruire la connettività dell’impresa digitale, interpretando questa come un organismo vivente che si nutre di dati e cresce. Secondo il Global Connectivity Index di Huawei, l’economia digitale varrà 23mila miliardi di dollari entro il 2025; un mercato potenzialmente enorme suddiviso in vertical come trasporti, retail, manufacturing, servizi finanziari, ICT, utility e servizi governativi, che avranno bisogno di connessione “intelligente” veicolata da tecnologie come cloud, data center, banda larga, analisi dei Big Data e Intelligenza Artificiale. Per tutti questi servizi c’è dunque bisogno, nella strategia di Huawei, di “neuroni digitali” con una piattaforma che si posizioni tra i dati e il livello applicativo per gestire il sistema a livello di computing, storage e network. Le release in ambito Internet of Things e Intelligenza Artificiale vanno proprio in questa direzione: si parla quindi di OceanConnect, la piattaforma Huawei per l’Internet of Things e l’Internet of Vehicle (IoV) che abilita il paradigma della Huawei Connect Car, e dell’upgrade di servizi eLTE per lo smart transportation e l’aeroporto di nuova generazione, con terminali dotati di collegamento a banda larga per il mobile office e l’acquisizione dati da remoto. La sfida, nell’epoca dei dati, è riuscire a integrare “mondo fisico e mondo digitale”, per creare un circolo virtuoso, un loop dove i sensori alimentano con i dati le piattaforme informatiche e queste, a loro volta, possono meglio gestire il mondo fisico grazie alle informazioni che elaborano: “L’intelligenza artificiale – ha concluso il manager – aiuta questo ciclo a diventare più efficiente. Internet of Things e AI rappresentano le basi fondamentali del sistema nervoso digitale delle imprese”.

Michele Mornese
Giornalista

Giornalista pubblicista, svolge attività professionale da una quindicina d'anni. Ha al suo attivo collaborazioni con gruppi di rilievo nazionale e internazionale in vari settori, dall'ICT alla formazione linguistica, alla riorganizzazione aziendale, e con associazioni specializzate in ambito sportivo, per le quali ha realizzato reportage e interviste legate al mondo della montagna. Si interessa di tutto ciò che riguarda la comunicazione e l'impatto delle nuove tecnologie per il vivere connesso. Ha vissuto a Londra e a Sydney e viaggiato in diversi paesi nel mondo.

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