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Huawei: obiettivo far evolvere la sicurezza pubblica

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Attualità

Huawei: obiettivo far evolvere la sicurezza pubblica

05 Giu 2018

di Giorgio Fusari

Con l’introduzione della tecnologia eLTE Multimedia Critical Communications System, il colosso cinese vuol portare voce, video e dati ovunque siano richiesti da forze di polizia e servizi e dispositivi di public safety: l’dea è abilitare un miglior coordinamento dei sistemi e il potenziamento della capacità d’intervento in aree urbane e luoghi di disastro

BERLINO – Oggi, con la diffusione e l’utilizzo di immagini e video anche nelle infrastrutture e nei sistemi di sicurezza urbani, i requisiti delle applicazioni sono diventati più complessi da soddisfare, e non possono più essere unicamente risolti attraverso sistemi di trasmissione a ‘banda stretta’ (narrowband). Proprio con l’obiettivo di rispondere alle esigenze di questo importante e vasto mercato, non solo fatto di sicurezza pubblica, ma anche privata, Huawei, il colosso cinese che sviluppa, produce e commercializza a livello globale prodotti, sistemi e soluzioni di ICT, ed è attivo in Italia dal 2004, a metà maggio, in occasione dell’evento Critical Communications World 2018 di Berlino, ha presentato ufficialmente il proprio sistema di comunicazione: si chiama eLTE Multimedia Critical Communications System (eLTE MCCS) e si posiziona come una soluzione end-to-end, basata su tecnologia wireless 4.5G, in grado di fornire funzionalità di comunicazione multimediale ultra affidabili, specificamente indirizzate al settore della pubblica sicurezza.

Con eLTE MCCS, spiega Huawei, diventa in sostanza fattibile chiudere i divari tecnologici esistenti tra le diverse infrastrutture wireless attraverso la creazione di un servizio mobile unificato, in grado di interconnettere differenti sistemi narrowband e di farli convergere con sistemi broadband, sistemi di videosorveglianza, sistemi informativi geografici (GIS), costituendo una sola piattaforma tecnologica capace di rompere tutti i ‘silos’ dei sistemi informativi e, in definitiva, di portare a una migliore collaborazione, a un più efficace reperimento dei dati critici, a una miglior intelligence.

Una piattaforma che si propone anche di abilitare una graduale eliminazione delle reti narrowband esistenti, e stimolare upgrade verso nuove reti, mantenendo comunque la fornitura dei servizi e proteggendo gli investimenti già fatti dai clienti nelle reti a banda stretta. Proprio tenendo in considerazione la diversità delle infrastrutture wireless con cui operano i differenti utenti, eLTE MCCS fornisce prodotti di rete differenziati, in grado di soddisfare diversi standard, tra cui 3GPP, ITU, MulteFire. La soluzione comprenderebbe anche diverse serie di terminali e attrezzature, progettati per applicazioni di comunicazione voce e video, e per un utilizzo sia individuale, su autoveicoli e moto, sia in diversi scenari di public safety.

Public safety: gestire meglio le emergenze con la tecnologia

Lavorare nell’ambito della sicurezza pubblica è sempre più complicato, perché per le forze dell’ordine attive nelle pubbliche amministrazioni locali o per le strutture operative come le protezioni civili, la sfida quotidiana di salvaguardare la sicurezza dei cittadini diventa sempre più difficile e impegnativa: da un lato, per il progressivo dilatarsi nel mondo dei fenomeni di urbanizzazione e di sviluppo delle grandi metropoli; dall’altro, per il verificarsi con sempre maggiore frequenza di calamità naturali e disastri, anche dolosi, che mettono a dura prova le capacità di soccorso. Ne sa qualcosa Hong-Eng Koh, Global Chief Public Safety Scientist nell’Enterprise Business Group di Huawei, una carriera iniziata nella Singapore Police Force (SPF), della città in cui vive. Con ZeroUno Hong-Eng scambia qualche battuta: “In Italia – dice – un caso tipico di come la tecnologia eLTE MCCS sviluppata da Huawei possa essere in grado di migliorare il coordinamento delle operazioni di salvataggio è l’intervento di soccorso dopo il disastro avvenuto all’hotel Rigopiano. In questo tipo di situazioni, il supporto del video, e non solo delle semplici comunicazioni in voce, si rivela di notevole ausilio nelle attività di recupero dei superstiti”. Operazioni in cui, spesso, la facilità e l’efficienza di comunicazione determinano la tempestività dell’intervento, e fanno la differenza.

Portare voce, video, dati ovunque servono

Nell’operazione di recupero dei sopravvissuti della valanga al Rigopiano, i vigili del fuoco utilizzarono il sistema portatile di trunking a banda larga eLTE Rapid di Huawei: ora, con eLTE MCCS, in grado di interoperare con sensori IoT, droni, telecamere mobile, dispositivi montati su veicoli, l’obiettivo, dichiara la società, è integrare piattaforme, reti, terminali, per sviluppare una completa consapevolezza delle varie situazioni, abilitando una collaborazione multi-servizio e la capacità di distribuire servizi voce, video e dati ovunque siano richiesti. “Con eLTE MCCS vogliamo portare la sicurezza dappertutto” dice Kevin Xu, Head of Marketing Operations di Huawei Wireless Solutions, sottolineando il ruolo di primo piano che la società ricopre nel settore wireless a livello mondiale, con il dispiegamento delle reti commerciali LTE (Long Term Evolution).

Kevin Xu Huawei
Kevin Xu, Head of Marketing Operations di Huawei Wireless Solutions, illustra la strategia nell’ambito della pubblica sicurezza

Nelle città, la tecnologia eLTE MCCS può risolvere situazioni critiche di comunicazione e migliorare la capacità di risposta nei casi di emergenza: oltre alle smart city, però, mostra Xu, il piano di investimento strategico di Huawei nella public safety va a indirizzare anche altre aree cruciali, come quella dei trasporti, delle smart grid, dell’Internet of Things (IoT).

Soprattutto, aggiunge nel proprio intervento Eric Sun, President of Enterprise Wireless Business di Huawei, la sfida con eLTE MCCS, nelle operazioni di pubblica sicurezza, è arrivare a un grado di consapevolezza delle situazioni che permetta di passare, dalle mere strategie di prevenzione, a sistemi intelligenti di previsione degli scenari di rischio, che consentano di programmare interventi con il maggior anticipo possibile.

Giorgio Fusari
Giornalista

Nel settore giornalistico dal 1989, Giorgio Fusari negli anni ha collaborato per numerose pubblicazioni nel panorama tecnologico e ICT italiano, tra cui la rivista NetworkWorld Italia (gruppo IDG); il settimanale di tecnologia @alfa, del quotidiano Il Sole 24 Ore, la testata Linea EDP. Dal 2012 collabora con il gruppo Digital360 e in particolare con ZeroUno. Tra le aree di maggior specializzazione di Giorgio, il crescente universo dei servizi cloud, il networking, le tecnologie di cybersecurity.

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