Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Huawei: al Cebit presentate le nuove rotte strategiche

pittogramma Zerouno

Attualità

Huawei: al Cebit presentate le nuove rotte strategiche

23 Mar 2017

di Arianna Leonardi

La fiera di Hannover è stata il palcoscenico per illustrare le novità dell’Enterprise Business Group, con un focus su partner e applicazioni verticali. Tra i lanci, soluzioni Sd-Wan, eLte, STaaS, all-flash

HANNOVER – L’accoglienza di Huawei al Cebit 2017 di Hannover parla subito chiaro: basta un giro al grandissimo stand (3.500 metri quadrati) per capire sia che l’Enterprise Business Group della multinazionale cinese sta crescendo in Europa (e ha fame di brand awareness) sia che la chiave di successo si basa sull’ecosistema dei partner.
Il gigante orientale sta consolidando il posizionamento sul Vecchio Continente: presente in 33 Paesi, oggi conta oltre 11mila dipendenti (1.500 impiegati nel team R&D), 18 centri di ricerca e sviluppo, collaborazioni con 150 istituti accademici, 39 clienti tra le Global 500 companies.

Ma qual è la ricetta strategica? Se le buzzword per vincere sul mercato oggi si chiamano cloud, IoT e big data, il vendor mette a disposizione le tecnologie infrastrutturali di rete e computing, ma per arrivare al cliente ha bisogno di soluzioni end-to-end che includano la componente software. Da qui l’importanza delle alleanze commerciali e tecnologiche per lo sviluppo di casi applicativi specifici; le postazioni demo in Fiera offrono decine di esempi: nel settore Media & Entertainment, la partnership con Sony ha permesso di portare in cloud l’editing video; con Sas sono in corso iniziative in ambito bancario finalizzate alla gestione delle frodi attraverso gli analytics; la collaborazione con Sap si declina nel supporto alla soluzione in-memory Hana e applicazioni IoT.
WK Leung, CTO, Huawei Enterprise BG, ha chiarito la strategia durante un’intervista realizzata con ZeroUno: “Vogliamo arrivare a un’offerta cloud a tutto tondo, che riguarda sia tecnologie infrastrutturali per i moderni data center sia la fornitura di servizi di cloud pubblico attraverso i nostri partner [Deutsche Telekom sempre tra gli esempi in prima fila, ndr], all’interno di una visione di hybrid It”. Stesso approccio anche per l’IoT: attraverso i partner, Huawei declina il portfolio in una miriade di applicazioni verticali, dai lampioni intelligenti agli ascensori di Schindler. “L’impegno verso l’ecosistema di alleanze è confermato dagli OpenLabs – ha proseguito Leung – che permettono ai partner (ma anche ai clienti) di sviluppare e testare le proprie soluzioni basate su prodotti Huawei”.

OpenLabs, prossime aperture

La partnership con Sony ha permesso di portare in cloud l’editing video

Il commitment della multinazionale asiatica nell’OpenLab Program è stato esplicitato anche in conferenza stampa. Sono 5 i laboratori di innovazione già attivi: Suzhou in Cina, Monaco, Città del Messico, Singapore e Dubai. “Per il 2017 – ha detto Victor Yu, President of Industry Marketing & Solution Department of Huawei Enterprise Business Group – ne sono stati pianificati altri 7 (tra cui Londra e Parigi), ma l’intenzione è di arrivare a 20 nei prossimi tre anni, per un investimento complessivo di 200 milioni di dollari. Ogni laboratorio è studiato per rispondere alle esigenze del mercato locale, con l’obiettivo di valorizzare i talenti e le risorse tecnologiche del territorio”.

Tutti gli annunci di Hannover

Se Huawei è partita dal networking, oggi l’obiettivo esplicito è diventare una società ICT a 360 gradi con il supporto dei vendor e del canale. In quest’ottica vanno letti i lanci annunciati al Cebit, che toccano gli ambiti più disparati.
Nel mercato storage, la multinazionale asiatica intende consolidare la posizione tra i leader (Gartner Magic Quadrant for General-Purpose Disk Arrays 2016) e ha presentato due nuove soluzioni: l’offerta STaaS (storage as-a-service), che permette la gestione on-demand di pool di risorse SAN, NAS, storage ad oggetti; il sistema all-flash OceanStor Dorado V3, che supporta applicazioni aziendali ad alta intensità, con tempi di risposta inferiori a 500μs e affidabilità del 99.999%.
Sul fronte IoT, la partnership con Tridium, business indipendente di Honeywell, ha dato vita a interessanti evoluzioni nel campo della domotica: il nuovo IoT Gateway del vendor cinese (AR502 Series) funge da collettore per una miriade di dati e protocolli provenienti dalle diverse applicazioni di smart building, grazie alla combinazione con il Huawei Agile Controller e alla piattaforma middleware Niagara Framework di Tridium.

L’architettura di rete tutta nel cloud: cos’è, come funziona

Ma le novità più importanti sono in campo networking, a partire dall’assetto di un’architettura di rete all-cloud.
Tra le novità più rilevanti, Huawei ha infatti presentato al Cebit la All-Cloud Network Architecture, che sistematizza il portfolio di soluzioni di rete intelligente in un unico approccio a supporto del digital journey dei clienti.  Secondo il  vendor cinese, la digitalizzazione non risiede soltanto nella tecnologia (cloud, SDN, NFV e così via), ma soprattutto nel ripensamento dei modelli operativi e di business, con la rete (agile e intelligente) che funge da centro nevralgico di tutto il sistema. Da qui la messa punto della nuova architettura che, come ha raccontato Hu Kewen, President of Huawei Switch & Enterprise Gateway Product Line di Huawei, prevede tre livelli: “Connessioni ubique in grado di interfacciare oggetti, persone e dati in scenari di campus, branch office e IoT; una piattaforma cloud aperta che aggiunge lo strato as-a-service di gestione del network, permettendo la configurazione centralizzata delle risorse e la comunicazione tramite API di apparati di rete e applicazioni verticali; un layer superiore di applicazioni verticali interconnesse tra loro (social industry application)”.

Un momento della presentazione della piattaforma All-Cloud Network Architecture

Sul piano tecnologico, l’approccio si traduce in sei tipologie di soluzioni: CloudFabric, che attraverso la combinazione di switch Huawei fisici e virtuali abbinati all’Agile Controller, permette di creare e gestire l’intera rete del datacenter con meccanismi software-defined; CloudDCI, che consente la creazione e gestione di una rete di interconnessioni tra datacenter distribuiti, secondo un modello on-demand basato su servizi cloud; CloudCampus, che permette l’amministrazione attraverso il cloud di reti locali; CloudEpn, che consente di sfruttare linee Internet più economiche e connessioni enterprise tradizionali con una gestione del traffico dinamica all’interno di reti geografiche estese; Edge-Computing-IoT che permette di portare la componente computazionale vicino alla fonte dati, abilitando applicazioni di big data analytics e predictive manteinance che richiedono analisi in real-time; Security, una serie di funzionalità di sicurezza per la protezione automatizzata e intelligente di dati e applicazioni, distribuite a livello di dispositivi, infrastrutture e cloud.
Tra le altre novità in ambito networking è stata presentata la soluzione SD-Wan per supportare lo sviluppo di infrastrutture di rete agili e application-aware. Un approccio che sta diventando sempre più popolare: negli ecosistemi aziendali aperti al cloud e geograficamente estesi, le tradizionali tecnologie di rete basate su Mpls risultano poco efficienti, dispendiose, lunghe da implementare. La soluzione SD-Wan permette di sfruttare le connessioni Internet e un mix di protocolli come 3G/LTE, Mpls e xDSL per aumentare la larghezza di banda e ridurre i costi.
L’altro lancio si riferisce, invece, alla soluzione eLte basata sul protocollo 4.5G, che supporta servizi a banda larga e narrowband, integrando frequenze licenziate e non. “Molte imprese – ha riportato Qiu Heng, President of Marketing Operations, Wireless Solution di Huawei – hanno bisogno di reti enterprise private, ma la sfida è assicurarsi uno spettro licenziato sufficiente a coprire le necessità aziendali, soprattutto ora che la trasformazione digitale sta facendo crescere la richiesta di banda per applicazioni dati, video, IoT, cloud ecc. L’utilizzo delle bande non licenziate rappresenta quindi un’opzione interessante per potenziare le reti private, ma poiché sfruttano per la maggioranza tecnologie Wi-Fi risultano instabili e non affidabili”. In accordo con il 3GPP, il maggiore ente standardizzatore per le comunicazioni mobili, Huawei ha messo a punto la nuova soluzione che permette di beneficiare sia dell’affidabilità delle reti cellulari 4.5G sia dell’abbondanza delle bande non licenziate, che garantiscono la disponibilità di servizio.

Arianna Leonardi

Articolo 1 di 4