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IoT, come e dove si muove Huawei

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IoT, come e dove si muove Huawei

Una chiacchierata con Wu Chou, Cto Enterprise Network Product Line della società cinese, per chiarire vision aziendale e progetti in corso nel campo dell’Internet of Things

07 Ott 2016

di Arianna Leonardi

SHANGHAI (Cina) – Al Huawei Connect 2016 di Shanghai, l’appuntamento di fine estate organizzato per clienti e partners, la collaborazione con Schindler, il produttore svizzero di ascensori e scale mobili, l’azienda ha portato l’attenzione sui temi caldissimi dell’Industrial IoT. Le due società sono impegnate nella costruzione di una Elevators Connection

Di questo servizio fanno parte anche i seguenti articoli:
LA VISION – Connect 2016: il cloud secondo Huawei
LE SOLUZIONI – Tutte le novità dal Huawei Connect 2016
LE PARTNERSHIP – Huawei e Intel si alleano per il 5G. Ma non solo

L'INTERVISTA – Tutti i retroscena della strategia Huawei

Solution, aperta e scalabile (basata su tecnologia Cloud Fabric e sull’Agile Controller), che permetterà di ottimizzare le attività e i costi di Operation & Maintenance di milioni di ascensori in tutto il mondo. I sensori intelligenti trasmettono le informazioni sullo stato degli ascensori, perché possano convergere nel cloud ed essere elaborate dagli analytics. Si abilitano così capacità di manutenzione predittiva, aumentando contemporaneamente la sicurezza.

Wu Chou, Cto Huawei Enterprise Network Product Line

La success story è servita come spunto per una chiacchierata con Wu Chou, Cto Huawei Enterprise Network Product Line, sugli scenari futuribili dell’Internet of Things.

“Il proliferare dei device e l’aggiunta di funzionalità rappresentano le principali sfide del panorama IoT. Serviranno nuovi chip [per aumentare le performance e l’efficienza dei nuovi dispositivi, ndr] e un’infrastruttura aperta in grado di connettere gli oggetti in modalità wireless, offrendo un supporto senza interruzione alle applicazioni”. Occorrono ovviamente anche le componenti software, per la gestione dei dispositivi, l’elaborazione dei dati, l’orchestrazione dei sistemi ecc. Dove si posiziona il vendor cinese in questo contesto? “Huawei – dice Chou – è molto forte sull’offerta infrastrutturale (antenne, gateways ecc.), ma attraverso i partner va a coprire anche la parte applicativa. Crediamo nella realizzazione di un ecosistema aperto e integrato, basato su open standard, dove le aziende, anche concorrenti, sono impegnate a collaborare”. Secondo il Cto, oggi il mercato IoT è un “green field” dove possono entrare continuamente nuovi operatori: difficile individuare concorrenti diretti, ma piuttosto tutti i player andrebbero visti come potenziali partner. Il mercato non è maturo neanche dal punto di vista dei protocolli di comunicazione: sebbene Chou preveda per il futuro una convergenza degli standard, Huawei sta lavorando attualmente a una serie di progetti che spaziano dallo ZigBee (standard che definisce diversi profili applicativi per le comunicazioni wireless nelle reti di sensori) al Plc – Power Line Communication (una tecnologia per la trasmissione voce / dati attraverso la rete di alimentazione elettrica).

Gli investimenti di Huawei nel settore sono consistenti e gli annunci di nuove applicazioni continui. Il Cto ha ricordato la Connected City Lighting Solution annunciata al Cebit di Hannover (Germania) lo scorso marzo, che sfrutta la tecnologia Gis (Geografic Information System) per verificare lo stato e controllare le performance di ogni singolo lampione stradale da remoto, permettendo ai Comuni di tagliare la spesa in elettricità. Significative anche le iniziative nel campo dell’Amr (Automated Meter Reading), molto importante soprattutto nei paesi in via di sviluppo perché permette di ridurre le dispersioni di energia elettrica durante l’erogazione dalla centrale alle periferie, riducendo i costi.

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Arianna Leonardi

IoT, come e dove si muove Huawei

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