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Hitachi Vantara mette l’intelligenza nello storage

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Hitachi Vantara mette l’intelligenza nello storage

14 Giu 2018

di Piero Todorovich

Le capacità analitiche e d’intelligenza artificiale promettono di rendere più semplice la vita agli amministratori IT, automatizzando la gestione di dati e storage nei data center ibridi con applicazioni containerizzate. La novità dei nuovi sistemi VSP (Virtual Storage Platform), trait d’union tra on premise e cloud pubblico

I progetti di trasformazione digitale delle imprese non possono fare a meno della modernizzazione del data center, aspetto che oggi si concretizza nell’integrazione funzionale e operativa dei sistemi on premise con il cloud. Dopo aver aggiornato il modello di punta (F/G1500) dei sistemi storage flash/ibridi VSP (Virtual Storage Platform), Hitachi Vantara ha annunciato nei giorni scorsi di aver completato il rinnovamento della gamma restante, estendendo a tutti i modelli le garanzie contrattuali dell’uptime al 100% e il supporto di operazioni intelligenti per l’automazione della gestione.

Aggiunta anche una nuova modalità commerciale per rendere ‘cloud-like’ i rapporti Capex/Opex nell’acquisizione delle capacità on premise. “I nuovi sistemi modulari [modelli F/G 350, 370, 700 e 900, ndr] triplicano gli IOPS rispetto alle famiglie precedenti, hanno scalabilità 2,5 volte superiori, condividono lo stesso sistema operativo SVOS RF”, spiega Franco Davanzo, master solution consultant di Hitachi Vantara Italia.

Franco Davanzo

Master solution consultant di Hitachi Vantara Italia

L’aggiunta più interessante riguarda le capacità d’integrazione negli ambienti di cloud ibrido in cui sono impiegati sistemi container di tipo Docker e Openshift con gli orchestratori Swarm e Kubernetes. Altre capacità derivano dal software a corredo dei sistemi: “Come Hitachi Infrastructure Analytics Advisor (HIAA) che analizza milioni di eventi al secondo rilevando le situazioni che richiedono attenzione – precisa Davanzo -. Questo a livello non solo di dati e storage ma anche di server e reti”. I software Hitachi Automation Director e Data Instance Director integrati con HIAA, forniscono capacità automatizzate, “per la gestione delle risorse di protezione, dello zoning di rete, delle virtual machine e altro, riducendo gli oneri per gli amministratori oltre ai downtime causati da errori umani”. Sul fronte dell’offerta commerciale, l’aggiunta della modalità ‘utility’ promette, con alcuni limiti, di disporre di capacità storage flessibili con pagamenti in funzione dell’uso, chiudendo il gap sul fronte dell’on premise (o cloud privato) dell’offerta Hitachi Enterprise Cloud fatta di cloud pubblico totalmente gestito. Nei prossimi mesi, Hitachi ha in programma il rilascio di un NAS blade e supporti FMD (Flash Module Drive) dotati di capacità AI integrate. È previsto anche un rinnovo dei modelli G/F1500 con una nuova architettura scale-out. C’è inoltre il rilascio del sistema operativo SVOS in versione ‘portable’, capace di girare su differenti hardware per permettere applicazioni di software defined storage a più ampio spettro.

Un rinnovamento non solo tecnologico

Hitachi Vantara è stata protagonista negli ultimi mesi di cambiamenti che vanno al di là del rinnovamento della gamma prodotti: “Rispecchiano quelli del Gruppo di cui facciamo parte – spiega Marco Tesini, country manager – sintetizzati nel passaggio da società d’ingegneria ‘product driven’ a società ‘market driven”. Nata lo scorso settembre dalla fusione di HDS (la società storica del Gruppo Hitachi per le soluzioni IT e storage) con Pentaho (piattaforme analitiche e d’integrazione dati) e Lumada (IoT), Hitachi Vantara, “mette insieme brevetti e cultura aziendale uniche sui fronte dell’IT e delle operation – precisa Tesini -. Nell’anno fiscale 2017, chiuso a marzo, abbiamo aumentato del 21% il nostro fatturato [italiano, ndr] e i profitti”.

Marco Tesini

CEO di Hitachi Vantara Italy

L’ambito di maggior crescita riguarda le soluzioni analitiche “di otto volte, sia pure partendo da piccoli numeri, seguite da quelle per la modernizzazione dei data center (+41%) e data governance (+26%). Per quanto riguarda l’Italia, dati ufficiali non sono disponibili. La società conta circa 80 grandi clienti nel settore privato e pubblico. “La presenza in Italia, ottava potenza industriale nel mondo e seconda in Europa, è strategica: abbiamo 4 fabbriche, 6000 dipendenti e piani di crescita organica e con acquisizioni per raggiungere 1,5 miliardi di dollari di fatturato entro il 2020”, precisa Tesini. Gli ambiti d’investimento del Gruppo sono oggi focalizzati su energia, trasporti, finance e sanità: “Ambiti in cui IoT e digitalizzazione stano avendo grande impatto e dove prevedibilmente avranno sempre più significato le sinergie tra produzione industriale e IT”.

Piero Todorovich
Giornalista

Giornalista professionista dal 91, ha scoperto il Computer negli Anni 80 da studente e se n'è subito innamorato, scegliendo di fare della divulgazione delle tecnologie e dell'informatica la propria professione. Alla passione per la storia delle tecnologie affianca quella per i viaggi e la musica.

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