HPE: sistemi convergenti per l’IoT

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HPE: sistemi convergenti per l’IoT

Portare l’intelligence ‘in periferia’, ossia catturare i dati e aumentare le capacità di analisi e potenza di calcolo a livello di edge (nei punti di accesso alla rete). Solo così, nella visione e nuova proposta tecnologica di HPE, l’IoT può davvero ‘prendere forma’.

21 Lug 2016

di Nicoletta Boldrini

Con la proliferazione continua dei device ‘connessi’ che generano miriadi di petabyte ogni giorno, le organizzazioni aziendali hanno l’opportunità di catturare, processare e analizzare tali dati per abilitare controlli e prendere decisioni di business in real-time. Questa è quanto meno la promessa di business dell’IoT che mostra però un limite legato all’origine dei dati, oggi ‘troppo’ distante dal momento in cui vengono poi analizzati per i fini di business.

Antonio Neri, Executive Vice President e General Manager di HPE

I dati dell'IoT, in effetti, hanno origine ‘a distanza’, da apparecchiature, prodotti, device e ‘cose’ che emettono dati analogici lontano dal data center aziendale (o dall’ambiente cloud ove vengono poi elaborati). “Per riuscire ad abilitare nuovi scenari competitivi dove possano prendere forma modelli di servizio innovativi, è necessario poter sfruttare i dati all’origine”, osserva Antonio Neri, Executive Vice President e General Manager di HPE sul palcoscenico di Londra (durante l’evento aziendale europeo HPE Discover che peraltro ha visto la recente tappa mondiale a Las Vegas). “Riuscire a catturare ed analizzare i dati ai ‘margini’ del data center, laddove tali dati si creano, significa poter ‘agire istantaneamente’ ottenendo un controllo in tempo reale sulle ‘cose’ connesse”.
Possibilità oggi concretizzabili grazie alla nuova generazione di tecnologie quali l’edge computing, il machine learning, la realtà aumentata e la realtà virtuale, nonché le capacità di ‘intelligence’. “Lo spostamento della potenza di calcolo, della cattura dei dati e della loro gestione/analisi al di fuori del data center tradizionale, permette di accedere più rapidamente ai dati realmente rilevanti per un’impresa, con una conseguenza diretta anche sull’ampiezza della banda di connettività, sulla quale si evita dunque di trasportare dati inutili”, fa presente Neri.
E se a Londra, su questi temi, gli annunci di HPE si sono concentrati sulla nuova gamma HPE Edgeline IoT System, gateway frutto di una partnership tra HPE e Intel che si installano alla periferia della rete consentendo alle aziende di aggregare e analizzare i dati in tempo reale e di monitorare dispositivi e cose connessi, recentemente a Las Vegas la multinazionale americana ha messo un altro punto fermo sulla propria strategia IoT presentando dei veri e propri sistemi convergenti specifici per l’IoT. Si tratta delle soluzioni HPE Edgeline EL1000 ed HPE Edgeline EL4000 specificatamente sviluppate per le esigenze di real-time monitoring e analisi di aziende che operano nei segmenti Oil&Gas, Manufacturing e Telco. Si tratta, in dettaglio, di due sistemi hardware che integrano capacità di calcolo (nello specifico gli HPE ProLiant Server Cartridge), storage e funzionalità di analisi che nella versione più ampia (l’Edgeline EL4000) sono amplificate dalla possibilità di ospitare nel sistema stesso la soluzione HPE Vertica Analytics Platform, con un motore algoritmico di in-database machine learning in grado di abilitare analisi predittive già nella ‘periferia’ dell’edge.

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Per maggiori informazioni: IoT, il mercato in Italia e gli strumenti del fare

Nicoletta Boldrini

giornalista

Segue da molti anni le novità e gli impatti dell'Information Technology e, più recentemente, delle tecnologie esponenziali sulle aziende e sul loro modo di "fare business", nonché sulle persone e la società. Ha fondato il portale AI4Business di DIgital360 ed è stata direttore di ZeroUno da aprile a dicembre 2019. Il suo motto: sempre in marcia a caccia di innovazione #Hunting4Innovation

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