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Data protection e performance d’accordo per il digital business

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Data protection e performance d’accordo per il digital business

24 Gen 2017

di Riccardo Cervelli

Nel dibattito che è succeduto alle presentazioni del Webinar organizzato da Zerouno con Veeam, Cisco e Pres, molte le domande su come trovare il giusto equilibrio fra sicurezza e prestazioni, e sulla necessità di passare a soluzioni storage moderne

Nella seconda parte del Webinar “Data protection: come garantire sicurezza e prestazioni ai data center in ambienti virtualizzati”, organizzato da ZeroUno in collaborazione con Veeam, Cisco e Pres si è sviluppato un dibattito interessante fra i relatori e i partecipanti al Webinar online.

Di questo servizio fa parte anche il seguente articolo:
LO SCENARIO – Business continuity: nei data center virtualizzati si fa così
Andrea Borella, Systems Engineer Veeam e Davide Cattoni, Product Sales Specialist Data Center Cisco

Una domanda relativa a come trovare la giusta “quadra” tra esigenze di performance e di data protection, ha portato Andrea Borella, Systems Engineer Veeam ad affermare che per trovare il giusto equilibrio occorre prima di tutto “determinare quelli che sono gli Rto (Recovery Time Objective) e gli  Rpo (Recovery Point Objective) accettabili ed effettuare un assessment di quello che esiste in un data center”. A volte, le risorse interne delle aziende non sono in grado di fare da sole queste valutazioni.

Cosimo Rizzo, Sales Engineering Manager del system integrator Pres

“Nelle aziende si possono trovare ambienti It molto eterogenei e con complessità difficili da sviscerare – è intervenuto Cosimo Rizzo, Sales Engineering Manager del system integrator Pres -. Uno dei nostri compiti come system integrator è affiancare il cliente per capire le sue reali esigenze, e quindi fornire una serie di servizi che partono dall'analisi e dall'assessment, per arrivare all'implementazione, alla manutenzione e all'evoluzione futura dei sistemi It”.

Alcuni utenti hanno posto il quesito se investire in soluzioni di storage e business continuity moderne come quelle di Veeam o se invece sia ancora possibile sfruttare le piattaforme legacy. “Ancora una volta – ha risposto Borella – è fondamentale capire quali dati dobbiamo proteggere e come farlo”. I sistemi informativi aziendali stanno cambiando.

Massimo Ficagna, Senior Advisor degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano

“Per anni – ha esemplificato Massimo Ficagna, Senior Advisor degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano – si è parlato di agile development. Adesso è il momento del DevOps, che integra nella filiera anche chi si occupa di provisioning e operation. Servono quindi strumenti adeguati a un nuovo modo di fare delivery”. Veeam è nata per proteggere gli ambienti virtualizzati [sempre più utilizzati, oltre che per il consolidamento, anche per velocizzare il provisioning e abbattere silos infrastrutturali]. “Le soluzioni Veeam – ha sottolineato Borella – sono agentless, effettuano copie delle immagini delle virtual machine e permettono di monitorare costantemente le attività di backup e i contenuti degli stessi. Qualora fosse necessario un recovery, questo può essere fatto in modo granulare”.

Questo approccio all’insegna di semplificazione, virtualizzazione e availability si è ben sposato con la filosofia Unified Computing System (Ucs) di Cisco, alla base dei suoi package di sistemi convergenti o delle appliance iperconvergenti. “Cisco e Veeam – ha spiegato Davide Cattoni, Product Sales Specialist Data Center Cisco – hanno costituito un’alleanza tecnologica, che ci permette di abbinare alle alte performance di computing, networking e storage di Ucs, la visualizzazione istantanea dei contenuti dei backup e l’esecuzione di recovery granulari. Arrivando a livelli di business continuity tali da rendere possibile il riaccendere una virtual machine direttamente dal file di backup”.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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