Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Airwatch, con VMware al vertice del mercato Emm

pittogramma Zerouno

Airwatch, con VMware al vertice del mercato Emm

08 Set 2015

di Riccardo Cervelli

Il merger ha accelerato la crescita del vendor di soluzioni di Enterprise Mobility Management. La sua tecnologia arricchisce l’offerta VMware per la gestione e la sicurezza dell’end user computing e consente di giocare un ruolo attivo nelle strategie di Software Defined Networking, dal data center a tutti i tipi di dispositivi.

Matrimonio riuscito quello fra Airwatch e VMware. A un anno dall’acquisizione della prima da parte della seconda, il bilancio è positivo. Ne hanno parlato insieme, di fronte alla stampa poco prima delle vacanze, Alberto Bullani, Regional Manager di VMware Italia e Marenza Altieri Douglas, Enterprise Executive di AirWatch by VMware. L’integrazione del vendor specializzato in Enterprise Mobility Management, ha spiegato Bullani nell’incontro tenutosi ai primi di luglio a Milano, è avvenuta in sintonia con “la nuova strategia VMware che poggia su tre pilastri fondamentali: Software Defined Data Center, Hybrid Cloud e Mobility ed End User Computing”.

Alberto Bullani, Regional Manager di VMware Italia

Forte, in particolare, il legame fra le tecnologie Airwatch e l’impegno di VMware in quell’ambito del Sddc che è il Software Defined Networking, che ha ricevuto un impulso importante, ha ricordato il regional manager di VMware Italia, “tre anni fa con l’acquisizione di Nicira”. Parliamo della società i cui fondatori sono stati anche gli inventori di Openflow, l’open standard per l’interazione fra i diversi livelli di un Sdn. “Parallelamente – ha però aggiunto Bullani – stiamo continuando a investire molto anche nel Software Defined Storage”.
Dall’abbraccio con VMware, Airwatch ha tratto nuova linfa di crescita. Lo ha dimostrato la società di analisi Idc, che nel suo report Worldwide Enterprise Mobility Managament Software Market Shares 2014 ha posto l’azienda al primo posto nel settore Emm per fatturato e quota di mercato. Un comparto che lo scorso anno ha raggiunto 1,4 miliardi di dollari ed è risultato molto frammentato. Nel 2014 Airwatch ne controllava l’11,4%, con un giro d’affari di 161,1 milioni di dollari, in crescita del 78% anno su anno. A gennaio 2015, VMware ha rivelato che il vendor (che continua a fare ricerca e sviluppo in modo indipendente) aveva già, per quest’anno, ordini per circa 200 milioni di dollari.

Marenza Altieri Douglas, Enterprise Executive di AirWatch by VMware

“Oggi – ha spiegato Altieri Douglas – non siamo più considerati solo un fornitore specializzato in gestione e messa in sicurezza dei classici dispositivi mobili, ma portatori di una visione più omogenea di tutti i device con cui gli utenti accedono alle applicazioni”. Ne è una dimostrazione il fatto che Airwatch sia fra i promotori dello standard Ace (App Configuration for Enterprise), fra i quali spicca anche Cisco. Ace è un framework che, sfruttando le Api dei principali vendor di sistemi operativi mobili – come iOs e Android – permette agli sviluppatori di creare app enterprise che possono essere gestite e messe in sicurezza da differenti soluzioni di Emm, senza le complessità e i vincoli legati al ricorso ai Sdk (Software developement kit) e ai tool di App Wrapping proposti dai singoli vendor di Enterprise Mobility Management. “Ecco – interviene Bullani – un’altra dimostrazione che non è vero, come alcuni sostengono, che VMware sia un vendor che vuole legare a sé i clienti con tecnologie chiuse. Al contrario, desideriamo che gli utenti siano liberi di scegliere quali soluzioni siano più adatte alle proprie esigenze”.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

LinkedIn

Twitter

Whatsapp

Facebook

Link

Articolo 1 di 4