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Dell, parole d’ordine: pragmatismo, flessibilità ed ecosistemi

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Dell, parole d’ordine: pragmatismo, flessibilità ed ecosistemi

09 Lug 2015

di Riccardo Cervelli

All’Innovation Day di Copenhagen, il vendor texano presenta alcune delle sue più importanti soluzioni per i data center ad alta densità, i Big Data, l’IoT e l’hybrid cloud. Pur offrendo alcuni software, l’azienda ribadisce il focus sulle infrastrutture e l’importanza delle partnership con system integrator e service provider.

COPENHAGEN – Un’azienda che ha fra i propri pilastri filosofici il pragmatismo e la volontà di far parte di un grande ecosistema piuttosto che voler rappresentare un punto di riferimento unico per tutte le esigenze It. È Dell così come si è presentata lo scorso giugno a Copenhagen, in occasione del suo Innovation Day 2015, rivolto a clienti, partner, analisti e stampa della regione Emea. Sotto i riflettori, le strategie, le novità e i focus presenti e futuri nell’ambito delle soluzioni enterprise.

ZeroUno ha avuto l’opportunità di intervistare Matt Baker, Executive Director Enterprise Solutions di Dell a livello globale. Il suo gruppo, come ha premesso subito, si occupa sia della progettazione e della produzione dell’hardware per i server, lo storage e il networking e delle soluzioni per l’infrastructure e il system management, sia di collaborare con i gruppi Dell che si occupano di servizi professionali e di software applicativo.

Matt Baker, Executive Director Enterprise Solutions di Dell

Baker esprime subito la sua soddisfazione per l’andamento del business Dell nel segmento delle enterprise solutions: “Da quando, due anni fa, Michael Dell ha deciso di ritrasformare l’azienda in una società privata, abbiamo investito molto nella struttura commerciale e abbiamo perfezionato i modelli di go-to-market in collaborazione con i business partner. I maggiori analisti, fra quali Gartner, Idc e Dell’Oro, hanno rilevato una nostra crescita in tutti e tre i settori: server, storage e networking. Stiamo crescendo a un tasso doppio rispetto al mercato sia nel networking sia nello storage, mentre nei server stiamo guadagnando anno dopo anno market share fino ad aver quasi colmato il nostro gap rispetto al principale competitor, Hp. Continuiamo a incrementare la nostra quota di mercato e ad essere leader, invece, nei server ad alta densità per i data center di hosting provider e aziende che necessitano di elevata scalabilità sul web”.
Alla base di questo successo, secondo il top manager ci sono nuove soluzioni server, fra le quali spicca, per esempio, Dell PowerEdge FX: “Si tratta di una nuova e originale architettura che combina i vantaggi della densità e dell’efficienza dei server blade con la semplicità e i costi contenuti dei sistemi rack. Un’innovazione che consente ai clienti di affrontare carichi di lavoro variabili, assicurando al contempo affidabilità, disponibilità e livelli di servizio elevati”. Ma un altro dei punti di forza presentati dal vendor texano, sono i Dell Blueprint: “Non vendiamo solo hardware per le infrastrutture – spiega Baker – ma proponiamo anche dei punti di vista su come le diverse componenti possono essere integrate per implementare, per esempio, un database o un ambiente di business intelligence. Ogni Blueprint propone diverse architetture di riferimento. Se, invece, il cliente preferisce non fare tutto da sé, offriamo appliance, o converged infrastructure, già pronte per diversi utilizzi”.

Focalizzati sulle infrastrutture del futuro
Accanto al focus sulle infrastrutture, Dell offre un numero limitato di applicativi d’eccellenza che possono essere sfruttati dalle aziende o dai partner per costruire soluzioni mirate: un esempio emblematico è la piattaforma analitica predittiva Statistica, (che deriva dall’acquisizione, nel 2014, di StatSoft): “Uno dei perni delle nostre strategie per i Big Data e l’Internet of Things, insieme ai nostri nuovi gateway che permettono di integrare dati provenienti da diversi device, anche con protocolli di comunicazione legacy, e di inviarli tramite standard Internet a repository centrali per attività analitiche”, precisa il top manager.
Fra gli utenti delle tecnologie di infrastructure hanno un ruolo sempre più importante le aziende (sia lato cliente, sia lato fornitore) che adottano il paradigma hybrid cloud: “Dell – afferma Baker – crede moltissimo nel modello cloud ibrido. Le ragioni principali del suo successo sono due: la sicurezza e la flessibilità. Soprattutto dopo la vicenda di Edward Snowden [ex consulente della National Security Agency americana, che ha rivelato informazioni sui programmi di sorveglianza di massa delle agenzie di intelligence statunitensi e britanniche, ndr], molte aziende hanno iniziato a preoccuparsi della segretezza dei propri dati. In più, in Europa, vi sono paesi come la Germania, l’Olanda e anche l’Italia, che hanno legislazioni molto restrittive in fatto di tutela della privacy. Questo porta molte imprese europee a privilegiare hosting e cloud service provider locali, per le applicazioni in cui girano dati confidenziali, e a utilizzare i public cloud globali solo per altre applicazioni, in particolare per quelle di cui uno dei principali valori aggiunti è proprio l’essere distribuite a livello globale”.
Quanto alla seconda motivazione favorevole all’hybrid cloud, la flessibilità, Baker fa un esempio molto suggestivo: “Negli Stati Uniti sta avendo molto successo una società che noleggia articoli di arredamento per la casa. Oggi molto spesso le persone cambiano abitazione o desiderano modificare nel corso del tempo l’architettura d’interni. In questi casi ha più senso acquistare prodotti costosi, come una lavatrice di marca, che non dovranno cambiare nel tempo, ma noleggiare, per esempio, i mobili per il soggiorno. Ecco – conclude il suo pensiero il top manager di Dell – le aziende dovrebbero prima di tutte ragionare intorno a ciascun workload It. Se è critico e destinato a durare nel tempo, è più conveniente implementarlo su un’infrastruttura on-premise. Se invece non si è sicuri della durata di un certo lavoro, allora la soluzione migliore può essere rivolgersi ai servizi di un cloud pubblico, anche se costano di più rispetto a quelli di un cloud privato. Il modello hybrid cloud o quello puro public cloud, inoltre, sono i più appetibili per le start up”.
All’insegna dell’hybrid cloud, fra i software che Dell ha deciso di offrire direttamente figura Dell Cloud Manager: “Si tratta di una soluzione – chiarisce Baker – che aiuta le aziende a gestire dati e applicazioni attraverso molti cloud differenti, anche sulla base di policy”. Altro fiore all’occhiello in questo ambito è il nuovo servizio Dell Cloud Marketplace: “Dell non ha intenzione – dichiara il numero uno delle Enterprise Solutions – di dotarsi di una propria piattaforma cloud pubblica”; dal portale web di Dell Cloud Marketplace, gli utenti e i system integrator possono accedere ai servizi di hyperscaler come Amazon o Azure o di service provider locali o regionali, integrarli nei propri progetti hybrid cloud e gestire l’ecosistema così costituito con Dell Cloud Manager.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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