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VMware: la virtualizzazione punta dritto all’infrastruttura di rete

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Attualità

VMware: la virtualizzazione punta dritto all’infrastruttura di rete

18 Set 2017

di Giorgio Fusari

Al VMworld Europe 2017 di Barcellona, il focus primario della casa di Palo Alto è tutto sulla trasformazione digitale, resa possibile dall’avvento dell’architettura di rete NFV (network functions virtualization). Diventerà fondamentale per gli operatori di reti radiomobili 5G e, più in generale, per automatizzare e rendere agile la gestione del networking

BARCELLONA – La tecnologia digitale e la sua capacità di trasformare in profondità tutti i settori nevralgici delle attività umane è stata messa al centro del VMworld Europe 2017, che si è svolto nei giorni scorsi a Barcellona, integrando e aggiornando gli ultimi annunci sull’offerta tecnologica di VMware rilasciati ad agosto, al WMworld 2017 di Las Vegas. L’evento di Barcellona ha anche consentito alla società di fare il punto su alcuni importanti accordi e collaborazioni, come quelli con IBM e Vodafone, e sulla visione strategica di VMware per il futuro.

Il dirompente cambio di paradigma che l’avvento della tecnologia digitale ha permesso di imporre in tutte le attività imprenditoriali, e nella vita sociale, consente a Pat Gelsinger, amministratore delegato di VMware, di affermare nel keynote di apertura che “Questo è un interessante momento nella storia della tecnologia”. Perché? “Perché tecnologie che solo qualche anno fa avremmo detto appartenere al mondo della fantascienza, oggi diventano realtà tangibili, trasformando i processi, il modo di fare business. Ovunque, l’innovazione nell’IT sta ridefinendo ciò che è possibile fare con la tecnologia e, al contempo, sta elevando le ‘user experiences’ e le aspettative degli utenti, sulle nuove applicazioni e servizi che essa può offrire”.

Pat Gelsigner, Ceo di VMware

Ovunque, sottolinea Gelsinger, la tecnologia digitale è visibile attraverso i suoi effetti: si è insediata nel settore dell’intrattenimento, portando alla diffusione dei media digitali; nel settore bancario ha generato valute e monete digitali come il Bitcoin; ha disintermediato il mondo retail creando il commercio elettronico e il concetto di ‘omnicanalità’, attraverso ‘first movers’ e precursori come Amazon, nel 1995, e Alibaba, nel 1999; ha innovato la Sanità introducendo modelli di ‘digital health’. Ed ora sta trasformando radicalmente anche il business di società e operatori di telecomunicazioni, creando tutto un nuovo mondo, fatto di ecosistemi di oggetti e utenti connessi, nuove reti, cloud e modelli di business innovativi: un mondo guidato dall’evoluzione delle reti radiomobili verso la quinta generazione (5G), e dalla virtualizzazione della rete abilitata dall’architettura NFV, altrimenti nota come ‘network functions virtualization’.

Mondo telco, rivoluzione in atto con cloud e NFV

Fattori competitivi, reputazione e immagine del brand rispetto alle aspettative degli utenti, necessità di creare ricchezza di servizi e, al contempo, personalizzazione delle esperienze d’uso, rendono le telecomunicazioni un settore di business molto agguerrito e complesso, in cui il clima è ulteriormente esacerbato dalle sfide poste dallo sviluppo della tecnologia 5G, che dovrà servire a superare gli attuali limiti di connettività, fornendo la base, l’affidabilità, e la banda, per l’utilizzo delle applicazioni di realtà virtuale (VR) e realtà aumentata (AR), che abilitano e rendono possibili nuove esperienze utente.

La trasformazione digitale attraversa in profondità il mondo telco

Per quanto riguarda NFV, continua Gelsinger, essa consente di spezzare la rigidità delle tradizionali architetture degli operatori di telecomunicazioni, orientate verticalmente e costituite da data center con ‘silos’ separati di tecnologia, ciascuno con apparati e attrezzature dedicati. NFV fa invece tesoro di questa eredità, accumulata nell’arco di un ventennio, per andare verso una rete dinamica, scalabile e guidata dal software. Una rete in grado di usare hardware ‘general purpose’ e dove molte applicazioni possono interoperare in maniera trasparente, fornendo differenti esperienze utente e nuovi servizi.

Annunci: da vCloud NFV-OpenStack all’offerta integrata Dell EMC-VMware

Al VMworld di Barcellona, VMware ha illustrato una ricca offerta tecnologica con nuovi annunci, tutti indirizzati a supportare la strategia di realizzazione delle architetture di rete virtualizzate e del processo di trasformazione digitale: non solo Gelsinger ricorda la recente introduzione, al VMworld di Las Vegas, di VMware Integrated OpenStack 4.0, che punta alla modernizzazione dei data center, ma un annuncio chiave riguarda la piattaforma vCloud NFV-OpenStack, indirizzata a facilitare e velocizzare il percorso d’implementazione di servizi NFV in produzione su OpenStack. La soluzione vCloud NFV-OpenStack include infatti Integrated OpenStack-Carrier Edition, la nuova distribuzione OpenStack ‘Ocata-based’ di VMware, completamente integrata, collaudata e certificata con la piattaforma infrastrutturale NFV della società (vCloud NFV).

Verso la rete guidata dal software

Un’ulteriore novità è relativa alla disponibilità di un’offerta integrata Dell EMC-VMware, dedicata a CSP (communication service provider) e operatori mobile, e finalizzata a semplificare e accelerare le implementazioni NFV. Essendo pre-validata, la soluzione, sottolinea VMware, minimizza i tempi di adozione e riduce in modo significativo i tempi e i costi di attivazione dei nuovi servizi.

Tuttavia, puntualizza Gelsinger, la trasformazione delle reti nel mondo telco è attuata anche attraverso le collaborazioni, come quella con Vodafone, che abilitano il mondo cloud e quello telco a fondersi strettamente assieme, come mai prima d’ora. In particolare, Vodafone ha accettato un accordo di licenze software con VMWare, accordo che le consentirà di accedere a vari prodotti del vendor. VMware sarà invece uno dei fornitori che supporteranno il dispiegamento dell’infrastruttura NFV dell’operatore a livello globale, con l’obiettivo di accelerare l’erogazione di futuri servizi e prodotti in modo rapido ed economico.

Ambienti multi-cloud e ibridi: aumenta la capacità di gestione

Un’altra collaborazione chiave è quella esistente tra VMware e IBM che, come annunciato all’evento, sta permettendo a più di 1.400 imprese in quasi ogni settore industriale nel mondo di estendere i propri ambienti VMware verso il cloud di Big Blue.

C’è poi un potenziamento del programma dedicato ai VMware Cloud Provider, che si propone di aiutare questi partner a far migrare i carichi di lavoro VMware, per espandere le offerte di servizi, accrescere le opportunità di business e abbassare i costi facendo leva su automazione e operation più efficienti: tra le varie novità, il programma comprende la disponibilità iniziale delle tecnologie HCX, per abilitare la migrazione e la portabilità delle applicazioni in ambienti multi-cloud e multi-site. La strategia di VMware, sottolinea Gelsigner, è infatti rendere le app utilizzabili su ogni dispositivo, in ciascuna applicazione, tradizionale o SaaS, e su qualunque cloud, privato o pubblico.

La strategia VMware

Ancora, per fornire agli sviluppatori e alle LOB (line of business) aziendali un elevato livello di agilità e flessibilità, ma allo stesso tempo governance e capacità di controllo, VMware ha annunciato l’introduzione della piattaforma di gestione cloud vRealize Suite 2017, in grado di supportare ambienti eterogenei, tipicamente costituiti da un mix di applicazioni tradizionali e ‘cloud-native’, distribuite su macchine virtuali (VM) e container, e funzionanti in un ambiente di data center ‘software-defined’ (SDDC) o su molteplici cloud.

Tra le ultime iniziative della casa di Palo Alto, da citare anche l’espansione della Mobile Security Alliance (MSA), che forma un ampio ecosistema di fornitori di tecnologie di cybersecurity, profondamente integrato con la piattaforma di gestione Workspace One, che controlla lo spazio digitale e punta a garantire una protezione robusta dalle minacce informatiche in ambiente on-premise o nel cloud, in contesti di mobilità e su qualunque tipo di dispositivo.

Giorgio Fusari
Giornalista

Nel settore giornalistico dal 1989, Giorgio Fusari negli anni ha collaborato per numerose pubblicazioni nel panorama tecnologico e ICT italiano, tra cui la rivista NetworkWorld Italia (gruppo IDG); il settimanale di tecnologia @alfa, del quotidiano Il Sole 24 Ore, la testata Linea EDP. Dal 2012 collabora con il gruppo Digital360 e in particolare con ZeroUno. Tra le aree di maggior specializzazione di Giorgio, il crescente universo dei servizi cloud, il networking, le tecnologie di cybersecurity.

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