Le novità dal VMworld 2016 per il futuro multi-cloud

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Le novità dal VMworld 2016 per il futuro multi-cloud

Gli annunci hanno riguardato le ultime release di vSphere, Virtual San e vRealize, le componenti essenziali per gestire applicazioni e workloads attraverso la pluralità di cloud. E non mancano le soluzioni per il digital workplace

12 Dic 2016

di Arianna Leonardi

BARCELLONA – Al VMworld Europe, Pat Gelsinger, Ceo di VMware, ha tracciato la rotta verso un futuro inevitabilmente multi-cloud, dove servono tecnologie per connettere, gestire e proteggere i workload nei nuovi ambienti distribuiti e ibridi.

Pat Gelsinger, Ceo di VMware

Con questo obiettivo, il vendor ha definito la Cross-Cloud Architecture, un framework di riferimento che include: Cloud Foundation, il sistema iper-convergente che riunendo in un unico stack vSphere, Virtual San e Nsx (i software per la virtualizzazione rispettivamente di server, storage e reti) semplifica la costruzione del Software-defined data center (Sddc); un nuovo set di Cross-Cloud services, che permette di gestire le applicazioni sul cloud pubblico; la cloud management platform vRealize.

Innovazione sulla Cross-Cloud Architecture

Date le premesse (tra cinque anni, nuvola e It tradizionale raggiungeranno il fifty-fifty per tasso di adozione), l’architettura cross-cloud ha giocato un ruolo di primissimo piano durante la kermesse catalana (tra gli altri focus, le innovazioni per Workspace One e Photon Platform). Al centro degli annunci, VMware ha presentato, infatti, le nuove versioni di vSphere, vSan e vRealize.

  • La soluzione di computing vSphere, giunta alla release 6.5, è caratterizzata da user experience semplificata, sicurezza built-in e supporto per le moderne applicazioni containerizzate. Tra le feature principali: vCenter Server Appliance, un dispositivo virtuale che permette tra le diverse funzioni patching semplificato, aggiornamento, backup e recovery; Api Rest che migliorano controllo e automazione dell’infrastruttura virtuale per le moderne applicazioni; vSphere Client, basato su html5, che garantisce migliore usabilità nell’amministrazione delle virtual machine; le nuove funzioni per l’encryption delle macchine virtuali e Secure Boot, che evita la manomissione di immagini e il caricamento dei componenti non autorizzati negli ambienti vSphere; un’interfaccia compatibile Docker che apre l’utilizzo dei container agli sviluppatori.
  • La versione 6.5 di Virtual San permette il taglio del Total Cost of Ownership attraverso l’aggiunta di supporto per container e carichi di lavoro fisici, nonché per dispositivi di memoria iSCSI (Internet Small Computer Systems Interface), hard disk drive 512e e unità allo stato solido. La funzionalità di connessione diretta a due nodi, inoltre, consente di eliminare la necessità di routers/switch tra i sistemi Virtual San nelle filiali o uffici remoti, con risparmi sui costi infrastrutturali.
  • La suite vRealize, è stata migliorata nelle sue componenti: Automation, che con la versione 7.2 consente supporto immediato per Microsoft Azure e funzionalità per la gestione dei containers; Log Insight (release 4.0), che propone funzionalità di gestione di allarme e nuova interfaccia easy-to-use; Operations (6.4) che fornisce una migliore gestione degli alert, il raggruppamento metrico per la risoluzione veloce dei problemi, dashboard personalizzate per specifici utenti.

Gli annunci per il digital workplace e Photon Platform

VMware ha messo sotto i riflettori anche alcune novità sul fronte Workspace One, che consente di distribuire in tempo reale e gestire le applicazioni su qualunque dispositivo (smartphone, tablet o laptop), integrando funzionalità di gestione delle identità, delle applicazioni e dell’Enterprise Mobility.

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È stata lanciata l’edizione entry-level Workspace One Essentials, progettata per supportare le iniziative Byod perché permette l’accesso unificato a un catalogo di applicazioni e di servizi attraverso uno spazio identity-defined. Inoltre, le innovazioni di Workspace One introducono una maggiore sicurezza con nuove capacità di data loss prevention per Office 365 e un’esperienza utente migliorata con single sign-on mobile esteso a tutte le applicazioni web aziendali, grazie alla collaborazione con F5 Networks.

Sul fronte del digital workspace, infine, è stata mostrata un’anteprima della soluzione, frutto della partnership con Microsoft, che permetterà di ottimizzare la delivery di Skype for Business in VMware Horizon, sfruttando i canali virtuali endpoint peer-to-peer e alleggerendo il media processing agli endpoint.

L’ultimo annuncio, invece, ha riguardato il supporto built-in per Kubernetes (il container scheduler open-source) sulla piattaforma di infrastruttura cloud-nativa VMware Photon perché sia reso disponibile agli sviluppatori in modalità as-a-service. La platform offre inoltre anche servizi di rete e di storage attraverso le soluzioni Nsx e Virtual San.

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Arianna Leonardi

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