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Oltre l’IoT: esempi di adozione del 5G e il ruolo di Intel

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Attualità

Oltre l’IoT: esempi di adozione del 5G e il ruolo di Intel

18 Mag 2017

di Arianna Leonardi

Maurizio Riva, country manager per l’Italia dell’azienda di Santa Clara (Usa), racconta come e perché il 5G rappresenta il volano per l’affermazione dell’Internet of things, che promuoverà innovazione in tantissimi ambiti, da quelli industriali in poi, basti pensare ai veicoli a guida autonoma

Tecnologia 5G, veicoli autonomi, intelligenza artificiale, merged reality (il connubio tra realtà aumentata e virtuale): Intel identifica in questi ambiti i principali trend IT del futuro e, come spiega Maurizio Riva, Country Manager della società per l’Italia, “Nel 2016 la corporation ha implementato cambiamenti radicali per allineare strategia e offerta alle nuove tendenze”. L’obiettivo è realizzare un “ciclo virtuoso della crescita per cui l’innovazione è trainata dall’interdipendenza dei dispositivi connessi, con il supporto del cloud e dei data center”.
Se la rete rappresenta il centro nevralgico dell’intero sistema, il lancio del 5G nel 2020 diventa il volano per lo sviluppo delle soluzioni IoT: “Il 5G permette di ottimizzare la connettività dei dispositivi intelligenti e lo scambio dei dati con il cloud (dove risiede l’intelligenza elaborativa), accelerando le applicazioni e consentendo risposte in tempo reale. Con una velocità di diversi gigabit al secondo, il nuovo protocollo diventa fondamentale, ad esempio, nelle applicazioni di guida autonoma, dove il volume di informazioni trasmesse è enorme e i tempi di comunicazione tra veicolo e cloud devono avvenire in real-time. Intel è impegnata con diversi partner, tra cui

Maurizio Riva, Country Manager Intel Italia

Nokia tra gli ultimi annunciati, per lo sviluppo di soluzioni 5G”.
Il vendor di Santa Clara ha stretto alleanze anche sul fronte della guida automatizzata: in fase di prototipazione, le funzionalità di HAD (Highly Automated Driving), sviluppate con BMW e MobileEye, saranno estese alle flotte di veicoli entro il 2017. Tuttavia, il settore automotive sta innovando anche in altri campi: “La telemetria – ha precisato Riva – aprirà la strada a soluzioni di manutenzione predittiva, mentre i cruscotti intelligenti permetteranno nuove applicazioni basate sui dati, ad esempio la navigazione intelligente”.
Le iniziative di realtà virtuale trovano un’esemplificazione con il visore Project Alloy: “La realtà virtuale non si indirizza soltanto al gaming – ha detto Riva -, ma trova applicazione anche in ambito industriale, permettendo all’utente ad esempio di eseguire interventi o lavorazioni presso impianti remoti, trovandosi fisicamente in altro luogo”.
La roadmap dei microprocessori segue l’evoluzione dei trend IT emergenti: “Stiamo andando verso la tecnologia a 10 nanometri (oggi siamo già a 14), le linee di sviluppo puntano a ridurre dimensioni e consumi, aumentando le performance. Il microprocessore diventerà sempre più system-on-a-chip, includendo connettività e funzionalità specifiche per un determinato workload”. Per esempio, in un veicolo autonomo, sono integrati diversi chip, dai processori Atom per i sistemi di bordo e i sensori stradali, ai processori Xeon in grado di analizzare i dati dei veicoli in tempo reale per ottimizzare il flusso del traffico.
Ma come si posizione l’Italia in questo contesto effervescente? “Ho preso la guida della country italiana da pochi mesi – risponde il country manager – e sono rimasto impressionato dalla capacità innovativa delle nostre imprese e startup. Ci sono tanti progetti di avanguardia. Le Lob spingono al cambiamento, ma oggi l’IT segue e supporta: c’è allineamento di intenti”.

Arianna Leonardi

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