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5G: Fastweb crea l’infrastruttura per l’Internet of Everything

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Attualità

5G: Fastweb crea l’infrastruttura per l’Internet of Everything

10 Gen 2017

di Riccardo Cervelli

L’operatore capitalizza sul possesso di una sempre più capillare rete di fibra ottica, cabinet in grado di ospitare small cell, e le frequenze 5 GHz messe a disposizione da Tiscali. Un mix ideale per costruire un network ibrido fisso/mobile, prerequisito per la nuova tecnologia 5G wireless

MILANO – Fibra ottica, Wi-Fi e data center. Sono i tre pilastri su cui Fastweb, come ha dichiarato recentemente il suo Ad Alberto Calcagno, ha investito in modo molto forte negli ultimi anni. Ora a questi tre pillar se ne aggiunge un quarto: il mobile 5G.

Alberto Calcagno, AD, Fastweb

La scelta di compiere ora questo passo ribadisce la vocazione di Fastweb a essere un’azienda fortemente concentrata sull’innovazione infrastrutturale, “per poter sempre offrire una rete di prim’ordine su cui fornire servizi innovativi ai clienti”, ha sottolineato Calcagno.

“Abbiamo sempre debuttato in ogni nuovo tipo di servizio ricorrendo a tecnologie disruptive”, ha aggiunto il top manager. “Basti ricordare che, all’alba dell’anno 2000, Fastweb non nasce come uno dei tanti Internet service provider (Isp) fornitori anche di servizi di telefonia fissa, con qualunque tecnologia di rete, ma lo ha fatto puntando [grazie alla partnership con Metroweb, che stava cablando grandi città e i loro hinterland, ndr] solo sulla fibra ottica. In questo modo abbiamo potuto offrire fin da subito connettività a banda larga a tutte le abitazioni e agli uffici raggiunti” (oggi fino a 200 megabit con la tecnologia Vplus). Aggiungiamo noi che, per quanto riguarda la voce, Fastweb è stata anche pioniera (a scotto di alcune imperfezioni iniziali nella qualità delle comunicazioni) dell’uso del protocollo VoIp (Voice over Ip) nelle comunicazioni fra privati, piccole aziende, negozi e uffici, grazie al fatto che tutta la rete Fastweb Ftth (Fiber to the home) e Fttc (Fiber to the cabinet o Fiber to the curb) è nata come  Ip-based.

“Ora – è ritornato a segnalare Calcagno – siamo i primi in Italia a introdurre un’infrastruttura 5G Ready, che è la tecnologia di networking necessaria per l’Internet delle Cose. Ricordiamo che il 5G è una tecnologia ibrida fisso/mobile, basata su un network di small cell [piccole stazioni radio, contrapposte alle grandi torri di antenne che siamo abituati a vedere sui tetti dei palazzi, ndr] interconnesse fra loro da fibra ottica. Siamo gli unici in Italia a disporre sia di un gran numero di cabinet interconnessi in fibra pronti a ospitare small cell sia, grazie al recente accordo con Tiscali, di frequenze 3 Ghz [da utilizzare nelle small cell, ndr]”.

Il rapporto fra Fastweb e il mobile è quindi destinato a rivoluzionarsi nel prossimo futuro. Da anni l’operatore disponeva di un’offerta mobile, di tipo 3G e 4G, erogata in qualità di operatore virtuale (o Mvno, Mobile Virtual Network Operator), grazie a un accordo di partnership con 3 Italia. Un’alleanza che, a partire dal gennaio 2017, sarà sostituita da un’analoga con Tim. Ora Fastweb intende giocare un ruolo maggiore anche nel mobile, ma sempre alla sua maniera, ovvero cercando di essere prima di tutto un player all’avanguardia dal punto di vista infrastrutturale, aperto a nuovi possibili business sia verso l’utenza finale sia in partnership con altri player del mondo Ict.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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