App cloud native e non: la proposta di HPE

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App cloud native e non: la proposta di HPE

HPE Container Platform è stata progettata per supportare i diversi tipi di applicazioni utilizzando al 100% Kubernetes per rendere possibili implementazioni in ambienti bare-metal o su virtual machine (VM), all’interno dei datacenter, su qualsiasi cloud pubblico o all’edge

25 Mar 2020

di Redazione

È ora disponibile con tutti i servizi di consulenza a corredo il nuovo software HPE Container Platform.

Presentata lo scorso novemebre, la piattaforma è stata progettata per supportare applicazioni cloud-native e non-cloud-native utilizzando al 100% il sistema open source Kubernetes per rendere possibili implementazioni in ambienti bare-metal o su virtual machine (VM), all’interno dei datacenter, su qualsiasi cloud pubblico o all’edge.

HPE ha anche introdotto nuovi servizi professionali che offrono un time-to-value più veloce e diverse nuove reference architecture per workload applicativi a uso intensivo di dati come AI, machine learning, deep learning (DL), data analytics, edge computing e Internet of Things (IoT).

HPE Container Platform è stato pensato per ridurre costi e complessità nell’utilizzo dei container in ambienti bare-metal, lasciando la flessibilità necessaria per poter completare i deployment all’interno di VM o istanze cloud. Ciò permette alle aziende di adottare un approccio cloud o multi cloud ibrido per il deployment di Kubernetes con sicurezza, prestazioni e affidabilità di livello enterprise. Le organizzazioni che ricercano un maggior grado di risparmio, efficienza, utilizzo e performance applicative possono eliminare la necessità della virtualizzazione e le costose licenze degli hypervisor installando i container direttamente sull’infrastruttura bare-metal.

Ulteriori vantaggi offerti da HPE Container Platform e dai container bare-metal comprendono: il fatto che implementare e far girare applicazioni containerizzate su bare-metal è più rapido. Non occorre avviare il sistema operativo (OS) guest della VM con tutto il suo processo di boot; questo velocizza sviluppo, operazioni e time-to-market.

Inoltre, dal momento che ciascuna VM possiede il proprio OS guest, eliminarle riduce le risorse impegnate in termini di RAM, storage e CPU, nonché i costi di data center ad esse associate, che servono per farle funzionare.

Non occorre poi dotarsi di un framework di gestione per l’ambiente virtualizzato, né di un ambiente di orchestrazione Kubernetes per i container.

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E su uno specifico host fisico può girare un numero superiore di container rispetto a quello delle VM, eliminando le molteplici copie degli OS guest e dei relativi requisiti di CPU, memoria e storage.

Infine, i workload delle applicazioni di analytics e intelligenza artificiale (AI) basati su algoritmi di machine learning (ML) richiedono calcoli intensivi per addestrare i modelli ML; queste applicazioni raggiungono risultati più rapidi e un throughput maggiore girando su bare-metal.

Realizzata attingendo alle comprovate innovazioni, frutto delle recenti acquisizioni di BlueData e MapR da parte di HPE, HPE Container Platform è una soluzione integrata chiavi in mano che si avvale di software BlueData per il control plane incaricato della gestione dei container, e del file system distribuito MapR come data fabric unificato per lo storage persistente.

HPE è attivamente impegnata all’interno della Cloud Native Computing Foundation e della comunità Kubernetes con progetti open source come KubeDirector. Componente chiave di HPE Container Platform, KubeDirector fornisce la capacità di far girare applicazioni monolitiche non-cloud-native (ovvero applicazioni di tipo stateful dotate di storage persistente) su Kubernetes.

La recente acquisizione di Scytale, azienda specializzata nella sicurezza cloud-native, da parte di HPE ne sottolinea l’impegno a favore dell’ecosistema open source insieme con i continui contributi forniti a progetti come Secure Production Identity Framework for Everyone (SPIFFE) e SPIFFE Runtime Environment (SPIRE).

HPE Pointnext Services fornisce servizi consultivi, di deployment, di formazione e di supporto per la containerizzazione. I nuovi servizi per il design, l’implementazione e l’operatività di HPE Container Platform aiuteranno i clienti ad accelerare le proprie strategie di containerizzazione, eliminare i rischi dall’adozione dei container su scala enterprise, e assicurare un più rapido time-to-production.

“La prossima fase dell’adozione dei container negli ambienti enterprise – ha commentato Kumar Sreekanti, senior vice president e chief technology officer of Hybrid IT di HPE – richiede innovazioni rivoluzionarie e un approccio inedito. Il nostro software HPE Container Platform fornisce agilità e velocità per accelerare lo sviluppo applicativo con Kubernetes su vasta scala. Facendo girare i container su bare-metal i clienti ottengono una superiore efficienza in termini di costi e, allo stesso tempo, la flessibilità per potersi appoggiare tanto alle VM quanto a un ambiente cloud. Stiamo mettendo a frutto le innovazioni provenienti dalla comunità open source di Kubernetes insieme con le nostre innovazioni software nelle aree della multi-tenancy, della sicurezza e del data storage persistente per i container. La nuova HPE Container Platform è progettata per aiutare i clienti a espandere i deployment della containerizzazione con molteplici cluster Kubernetes su vasta scala per casistiche di utilizzo che vanno dal machine learning alle pipeline CI/CD”.

R

Redazione

Nel corso degli anni ZeroUno ha esteso la sua originaria focalizzazione editoriale, sviluppata attraverso la rivista storica, in un più ampio sistema di comunicazione oggi strutturato in un portale, www.zerounoweb.it, una linea di incontri con gli utenti e numerose altre iniziative orientate a creare un proficuo matching tra domanda e offerta.

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