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Micro Focus: dal cloud al mobile con l’aiuto dei partner

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Micro Focus: dal cloud al mobile con l’aiuto dei partner

“La fortuna di Micro Focus Italia sta nel poter fare riferimento a una capogruppo che sa guardare al futuro, aprendosi a nuove prospettive tecnologiche, salvaguardando però il passato che rappresenta lo strato su cui abbiamo costruito il concetto di ‘qualità’ della nostra proposta”. Così parla il country manager italiano, Pierdomenico Iannarelli, che oggi guida anche Israele, Grecia, Turchia, Arabia Saudita ed Emirati Arabi.

16 Mag 2012

di Nicoletta Boldrini

Incontriamo Pierdomenico Iannarelli, country manager per l’Italia e Igme regional manager (area che comprende Israele, Grecia, Turchia, Arabia Saudita, Emirati Arabi) di Micro Focus nel corso della conferenza italiana annuale dedicata a clienti, prospect e partner. Iannarelli illustra le strategie di un’azienda che oggi punta su cloud e mobility senza dimenticare il Cobol, linguaggio su cui ha costruito il proprio core business e che ancora oggi dalla maggior parte degli analisti è considerato sicuro, affidabile e performante.

“Abbiamo iniziato a ragionare sul cloud qualche anno fa – racconta Iannarelli – quando ancora non si sapeva bene cosa fosse. Noi lo abbiamo voluto considerare (e sfruttare) come un nuovo ambiente, una nuova piattaforma su cui sarebbero potute confluire le applicazioni aziendali, riviste e modernizzate salvaguardando le logiche di business in esse contenute, mantenendo il cuore del codice del software basato sul Cobol. Oggi – prosegue Iannarelli – stiamo proseguendo la strada del cloud con nuovi obbiettivi. L’idea è quella di evolvere l’outsourcing applicativo al cloud, soprattutto per quanto riguarda le soluzioni di sviluppo e testing, ma per farlo abbiamo bisogno di un ecosistema di partner tecnologici a supporto. Ciò su cui puntiamo è la proposta di soluzioni software in modalità as a service senza alcun vincolo legato all’infrastruttura fisica (e per farlo servono provider che garantiscano l’infrastruttura virtuale a sostegno)”.

Le soluzioni Micro Focus sono già predisposte per essere disponibili sul cloud e possono essere utilizzate sia per lo sviluppo o la modernizzazione di applicazioni che poi risiederanno in ambienti legacy o comunque in house presso i data center delle aziende, sia per applicazioni che verranno fruite via web come servizio.

E su quest’ultimo punto l’azienda sta fortemente puntando anche per tutto il mondo delle mobile application, come spiega il country manager: “L’idea è fornire ai team di sviluppatori delle aziende o dei service provider, ma anche alle software house stesse, tutto ciò che serve sia per sviluppare e testare ex novo applicazioni destinate a circolare attraverso i dispositivi mobili, sia per portare sul mobile applicazioni aziendali già esistenti”.

“Il punto di forza della nostra realtà – specifica Iannarelli quando parla in dettaglio della società italiana – sta proprio nel fatto che la casa madre è una società che ha saputo guardare lontano, aprendosi alle nuove prospettive tecnologiche, salvaguardando però il passato che rappresenta lo strato su cui abbiamo costruito il concetto di ‘qualità’ della nostra proposta. A questo va poi aggiunto un modello organizzativo che si è rivelato vincente e che ora la casa madre ha deciso di replicare in altre regioni (oltre che in Italia, in area iberica, Grecia, Middle Est), dando a noi l’onore e l'onere di farlo: un modello che vede la costruzione di una solida struttura di partner ai quali affidare non solo la vendita delle soluzioni ma la realizzazione stessa dei progetti (il 65% del fatturato di Micro Focus Italia viene proprio dal canale)”.

A sostegno di partner e aziende va anche l’ultima delle iniziative annunciate: l’application booklet. “Si tratta di una specie di catalogo – conclude Iannarelli – all’interno del quale raggruppiamo e raggrupperemo tutte le soluzioni collaudate e referenziabili sviluppate con tecnologia Micro Focus. L’idea è quella di dare un primo supporto alle aziende o ai provider che intendano sviluppare nuove applicazioni per capire se la tecnologia a tale fine è già disponibile e integrabile con i propri sistemi”. 

Nicoletta Boldrini

Direttore responsabile di ZeroUno

Direttore di ZeroUno e del portale AI4Business dedicato all'intelligenza artificiale, seguo da molti anni le novità e gli impatti dell'Information Technology e, più recentemente, delle tecnologie esponenziali sulle aziende e sul loro modo di "fare business", nonché sulle persone e la società. Il mio motto: sempre in marcia a caccia di innovazione #Hunting4Innovation

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