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Appian: “Dimezzeremo, ogni due anni, il tempo di sviluppo applicativo”

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Intervista

Appian: “Dimezzeremo, ogni due anni, il tempo di sviluppo applicativo”

Fornendo benefici di velocità e potenza, la piattaforma ‘low-code’ della società promette di semplificare progressivamente la creazione delle applicazioni di business. In questa intervista, Matt Calkins, fondatore e CEO di Appian, illustra funzionalità e vantaggi della tecnologia

20 Mar 2019

di Giorgio Fusari

Nell’era della trasformazione digitale, in cui il software anima il cuore di qualunque business, avere l’obiettivo di tagliare della metà, ogni due anni, il tempo necessario per costruire un’applicazione ricorda i ritmi della Legge di Moore, nel pur totalmente diverso campo dei transistor e microchip elettronici, e suona davvero ambizioso, quanto dirompente per il mercato: ma è ciò che dice di poter fare Appian, attraverso la propria piattaforma di sviluppo low-code. Per il momento, comunque, con l’annuncio a ottobre 2018 di The Appian Guarantee, la promessa è la consegna del primo progetto in sole otto settimane, per i nuovi clienti che fanno il deployment in Appian Cloud. “Oggi otto settimane è già molto buono” esclama Matthew Calkins, fondatore e CEO della società, spiegando come ciò possa diventare possibile con l’approccio low-code, nel corso di un’intervista a Milano con ZeroUno.

Foto di Matthew Calkins
Matthew Calkins, fondatore e CEO di Appian

Cosa si intende per low-code

Prima, però, meglio chiarire subito cosa sintende quando si parla di questa tecnologia. E lo si può fare menzionando la definizione della società di ricerche e consulenza Forrester, secondo cui le piattaforme di sviluppo low-code utilizzano tecniche visuali e dichiarative, invece di tradizionali linee di programma, consentendo di creare applicazioni anche a chi non è uno sviluppatore professionista.

Le comuni funzioni di questi prodotti includono oggetti e componenti riutilizzabili, e strumenti di tipo ‘drag-and-drop’. In virtù di tali caratteristiche, la piattaforma low-code di Appianspiega Calkins permette di costruire molto velocemente applicazioni software uniche, in un contesto dove il software è diventato parte di ogni business, e in cui ciascuna impresa ha necessità di differenziarsi. Sviluppare software è in genere lungo, costoso, difficile; alle aziende serve una ‘easy way’ per farlo in maniera facile e veloce, disegnando flow-chart e usando oggetti grafici che diventano mattoni base per sviluppare applicazioni di volta in volta diverse: ecco perché il low-code è importante”.

La velocità di sviluppo non è comunque il solo vantaggio. “L’altro beneficio – precisa Calkinsè la potenza, e significa che, una volta definiti i requisiti, la piattaforma Appian è in grado di restituire applicazioni estremamente scalabili, in grado, ad esempio, di funzionare su qualunque dispositivo mobile, in conformità con i più elevati standard di sicurezza, e supportando caratteristiche di failover e alta disponibilità”.

Implementazioni in Pirelli e Amadori

Quando si chiede di portare esempi di progetti aziendali in cui le capacità della soluzione Appian hanno generato benefici, in Italia, Calkins cita il caso utente di Pirelli: qui l’adozione della piattaforma ha permesso d’implementare un’applicazione per migliorare e velocizzare il processo di gestione degli stampi per le nuove tipologie di pneumatici richiesti dalle case automobilistiche. Ma c’è anche il caso utente di Amadori dove, attraverso la soluzione Appian, è stato possibile superare la rigidità di gestione applicativa e i ‘compartimenti stagni’ creati dai silos di sistemi legacy esistenti. Usando Appian, Amadori ha in sostanza potuto creare una serie di nuove applicazioni digitali, moderne e connesse, arrivando a ottenere una miglior efficienza operativa, che ora permette di concludere in circa tre giorni operazioni che prima avrebbero richiesto almeno due settimane.

Automazione intelligente per gestire la forza lavoro mista

Una componente primaria della suite Appian è la Intelligent Automation, ma a cosa serve esattamente? La Intelligent Automation, in ogni applicazione sviluppata in Appian, permette di orchestrare la nuova forza lavoro mista – spiega il Ceo fatta di esseri umani, processi di intelligenza artificiale e, altre volte, di bot RPA (robotic process automation).

L’automazione rende molto semplice delegare, a seconda dei tipo di lavoro, i diversi compiti a persone, processi di AI, o a robot software”.

Alla domanda su quali siano i maggiori fattori differenzianti della piattaforma Appian rispetto ai concorrenti, Calkins sottolinea che l’azienda si colloca come pioniere nel settore low-code: “Abbiamo inventato questa tecnologia, gli altri cercano di raggiungerci, tuttavia ritengo che la maggioranza dei nostri concorrenti riesca ad abbracciare il concetto di semplicità della tecnologia, non di potenza. Appian conserva un grande vantaggio a livello di potenza della piattaforma, che vuol dire scalabilità, sicurezza, portabilità. La tecnologia low-code è tutto questo, e noi siamo abituati ad applicarla negli ambienti IT con i processi più complessi e rigorosi. E ciò ci rende differenti”.

Giorgio Fusari

Giornalista

Nel settore giornalistico dal 1989, Giorgio Fusari negli anni ha collaborato per numerose pubblicazioni nel panorama tecnologico e ICT italiano, tra cui la rivista NetworkWorld Italia (gruppo IDG); il settimanale di tecnologia @alfa, del quotidiano Il Sole 24 Ore, la testata Linea EDP. Dal 2012 collabora con il gruppo Digital360 e in particolare con ZeroUno. Tra le aree di maggior specializzazione di Giorgio, il crescente universo dei servizi cloud, il networking, le tecnologie di cybersecurity.

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