Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Alstom: software… ad alta velocità

pittogramma Zerouno

Caso Utente

Alstom: software… ad alta velocità

03 Feb 2014

di Nicoletta Boldrini, Nicoletta Boldrini

Riuscire a coniugare le esigenze di time-to-market con quelle di un software di alta qualità e sicuro per il mondo ferroviario e dei trasporti su rotaia richiede la massima focalizzazione sullo sviluppo e il testing applicativo. La chiave di volta sta nei meccanismi di automazione.

Presente in Italia dal 1998, Alstom è la nota società che opera nei mercati della produzione e trasmissione di energia e del trasporto ferroviario (attraverso le controllate Alstom Power Italia, Alstom Grid e Alstom Ferroviaria). Il gruppo – che ha raccolto l’eredità di nomi storici dell’industria italiana quali Ercole Marelli, Fiat Ferroviaria, Passoni & Villa e nell’anno fiscale 2012/2013 ha registrato un fatturato di 1 miliardo di euro – ha 13 sedi sul territorio nazionale e impiega circa 3.500 persone. Parte del gruppo italiano, Alstom Transport Italia è fortemente radicata nella tradizione ferroviaria italiana ed è specializzata (a livello mondiale) nei treni ad alta velocità basati su tecnologia tilting, conosciuti con il nome di Pendolino e venduti in 500 esemplari in tutto il mondo. L’azienda ha inoltre importanti competenze nella progettazione e produzione di sistemi di segnalamento ferroviario e sistemi di trazione (progettazione e realizzazione di materiale rotabile, componenti, segnalamento e infrastrutture per il trasporto su rotaia, dai treni ad alta velocità ai sistemi di segnalamento, fino ai progetti chiavi in mano per metropolitane e tramvie).

Una realtà decisamente technology intensive, sia come tipologia di azienda sia per i progetti e le soluzioni proposte al mercato, nella quale il software riveste un ruolo di importanza primaria e critica. “All’interno delle macchine e delle infrastrutture di trasporto la tecnologia (sia quella di potenza, ossia la trazione, per il funzionamento, sia quella software) ha un peso predominante – osserva Andrea Godio, Engineer di Alstom Transport -. Per una realtà come la nostra le sfide di business si giocano sui mercati internazionali, in particolare in paesi emergenti come Cina, India, Sudafrica e Russia con progetti che riguardano tram, treni e metropolitane”.

Sistemi critici ma semplici da gestire

Andrea Godio, Engineer di Alstom Transport

In Sudafrica, ad esempio, Alstom è impegnata per la fornitura di 600 treni passeggeri da consegnare tra il 2015 e il 2025. “È uno dei più grandi progetti nel settore del trasporto su rotaia mai realizzati al mondo e il più importante accordo nella storia di Alstom”, evidenzia Godio ricordando che in questo progetto è coinvolta direttamente anche la sede italiana (in particolare la sede di Sesto San Giovanni, a Milano, dove lavorano 390 dipendenti), responsabile della progettazione e produzione del sistema di trazione dei primi 20 treni, “nonché del trasferimento di tecnologia sul territorio Sudafricano per consentire la realizzazione in loco dei sistemi per i treni successivi”.

Non solo, recentemente l’azienda si è aggiudicata anche un contratto per il potenziamento tecnologico del Nodo Ferroviario di Roma, uno dei punti nevralgici del sistema ferroviario italiano dove l’Alta Velocità si incrocia con le linee nazionali e regionali (con un  traffico di 1.200 treni al giorno tra merci e passeggeri).

“Con commesse e sfide di questo tipo, i cicli di sviluppo e rilascio del software devono rispettare un time-to-market sempre più serrato – invita a riflettere Godio -. Se la criticità numero uno è la produzione di sistemi di trazione tecnologicamente avanzati (aspetto che però il mercato dà per scontato), la seconda è più legata alla gestione e manutenzione delle macchine che devono essere progettate in modo da rendere semplice il loro governo anche in paesi dove mancano le competenze specifiche in questo ambito”.

Ciò significa “semplificare i nostri sistemi per renderli costruibili, replicabili e gestibili da persone meno esperte e in aree geografiche non ad alto contenuto tecnologico – puntualizza Godio -. Nei paesi emergenti il valore di questi sistemi si ripercuote sulla capacità e sul percorso di crescita, sviluppo, industrializzazione del paese stesso”.

Focus sulla qualità del software

Cosa significa tutto questo dal punto di osservazione della software factory è presto detto: “cicli di sviluppo sempre più brevi per un veloce time-to-market, che non deve in alcun modo creare impatti negativi sulla qualità del software”, precisa Godio.

Alstom Transport è strutturata internamente in modo da seguire direttamente tutte le fasi del ciclo di sviluppo, dall’ideazione/progettazione fino al testing e rilascio in produzione. “Tuttavia l’estrema complessità degli scenari attuali ci ha portato ad avvalerci in modo sistemico anche di società indipendenti sia per la validazione del software (che comunque offre maggior tutela e garanzia di qualità a una clientela sempre più esigente), sia per il controllo finale sul campo (cioè sui sistemi che andranno a bordo delle macchine)”.

Questo anche per avere una certa indipendenza tra la parte di progettazione/design del software e quella di rilascio: “la validazione effettuata dalle stesse persone che si occupano dello sviluppo rende più rischioso il rilascio – sottolinea Godio – perché potrebbero sfuggire errori e dettagli”.

In quest’ambito è Alten, società di consulenza specializzata in innovazione tecnologica e ingegneristica (vedi riquadro), a fornire un supporto specialistico: “Oltre a darci un concreto sostegno per la parte di design del software, Alten ci affianca anche nel testing aiutandoci a strutturare metodologie e tools idonei sia per le fasi di testing, sia per la validazione e la messa in produzione delle applicazioni, anche in funzione delle normative cui dobbiamo essere compliant”.

La parte di gestione dei requisiti è governata completamente all’interno, ed “è abbastanza naturale che sia così: le persone interne conoscono a fondo il core business, il modello d’impresa, le esigenze e gli obiettivi dell’organizzazione, nonché le necessità del nostro specifico mercato e della clientela”, evidenzia Godio. “Sviluppiamo applicativi di gestione e monitoring real-time per dispositivi di trazione (per qualsiasi tipologia di mezzo, dalla locomativa da 6 megawatt, al Pendolino, Tgv, metropolitane, tram…) nonché soluzioni per la diagnostica attraverso tools come Simulink (software per la modellazione, simulazione e analisi di sistemi dinamici), Matlab (ambiente per il calcolo numerico e l’analisi statistica che comprende anche l’omonimo linguaggio di programmazione), e altre soluzioni specifiche e di nicchia per il settore ferroviario”.

Parliamo quindi di software di sicurezza, dato che la trazione non serve semplicemente a muovere avanti e indietro un mezzo, ma è coinvolta in aspetti di security individuale (soprattutto se pensiamo ai tram che circolano su strade cittadine). Funzionalità come il controllo della trazione intempestiva, la direzione di marcia, la frenata elettrica, diventano elementi di criticità dipendenti dalla qualità del software.

La chiave sta nell’automazione

“Per coniugare elementi di complessità di quest’ordine con le esigenze di time-to-market del business – spiega Godio – servono meccanismi automatici di verifica del software. I cicli di sviluppo devono essere ovviamente garantiti e richiedono un tempo maggiore, ma le fasi di testing, attraverso le giuste metodologie e tecnologie possono essere accelerate. Soprattutto se riguardano interventi di modifica/revisione di software già esistenti: nel nostro caso abbiamo implementato un sistema completamente automatizzato che consente di verificare l’intero software in poche ore e di effettuare tutti i test di regressione necessari”.

L’automazione è la risposta efficace anche a un’altra problematica da non sottovalutare, quella della produzione della documentazione relativa allo sviluppo e al testing. “Abbiamo sviluppato un sistema che ci consente di automatizzare tutti i cicli di testing e di produzione della documentazione”, conclude Godio. “Oggi per sviluppare un software in SIL (sistema informativo locale tipicamente utilizzato per il settore ferroviario) sono necessari quasi 40 documenti (una decina di anni fa ne bastavano un paio). Con il sistema di automation che abbiamo implementato, quasi la metà della documentazione necessaria viene prodotta in automatico dai sistemi, con un risparmio del 30/40% del tempo necessario”.


Alten: competenze e flessibilità per supportare il mondo Industry

Un’azienda multinazionale come Alstom, che lavora su tecnologie all’avanguardia presenta molte sfide, sia dal punto di vista tecnologico, per gli skills richiesti, sia per quanto riguarda la reattività. “Il timing, spesso ristretto, l’internazionalità dei progetti e l’eccellenza richiesta nel delivery fanno il quadro ancora più complesso – sottolinea infatti Danilo Spada, responsabile della divisione Techno di Alten Italia -. Si tratta di sfide stimolanti anche per noi, che ci danno l’opportunità di mostrare il valore aggiunto della nostra realtà e le competenze della Divisione Techno, specializzata proprio in contesti, tematiche e ambienti tipici come quelli di Alstom”.

E cosa significa questo sul piano dello sviluppo software e della consulenza ingegneristica è presto detto: “operare con margini di tempo molto stretti e sotto stress – specifica Spada -. Ma ancor di più significa essere preparati sulle tecnologie di base ed essere sempre pronti a impararne di nuove. Di conseguenza è fondamentale che ci siano, tra i nostri tecnici, ingegneri e business manager, un gran senso di squadra e soprattutto motivazione”. Questo perché la divisione Techno di Alten Italia interviene di fatto su tutto il ‘ciclo di prodotto’ per le aziende che operano nel mondo Industry, ossia dalla ‘concezione’ della soluzione fino alla sua finale validazione prima del rilascio in produzione.

“A livello di gruppo possiamo mettere in campo la nostra multinazionalità e quindi intervenire in più paesi, in più lingue, anche con soluzioni nearshore”, aggiunge Spada, ma ciò su cui focalizza l’attenzione è la ‘capacità creativa’: “a livello più generale e strategico, dobbiamo avere sempre la capacità di proporre soluzioni e servizi che risultino sostenibili dalle aziende, in termini di costo prima di tutto, ma anche in termini di organizzazione, soprattutto per progetti complessi e collaborazioni di lunga durata”.

“Infine non va dimenticata la capacità di implementare piani di formazione, campagne di recruiting ed altri investimenti – conclude Spada -, necessari se ci si vuole collocare in una modalità nuova verso le aziende utenti”.

 

Nicoletta Boldrini

Giornalista

Nicoletta Boldrini
Giornalista

Giornalista e Blogger in ambito tecnologico: mi occupo di tendenze ed evoluzioni tecnologiche analizzandone l’impatto all'interno delle aziende e nel loro modo di 'fare business'. Come giornalista ho la possibilità di ‘vedere in anticipo’ le rivoluzioni tecnologiche, come esperta di comunicazione e Data Journalist aiuto manager ed aziende a trasformare la 'rivoluzione digitale' in realtà. Ho una conoscenza approfondita delle tematiche di digital economy e tecnologie Ict. Sono interessata alle dinamiche di innovazione che abilitano i percorsi di trasformazione delle imprese ed è qui che metto a frutto le mie competenze.

Articolo 1 di 4