Social e intelligence in Live Story per vendere di più

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Social e intelligence in Live Story per vendere di più

La startup italo-americana ha adottato la soluzione Qlik Sense per analizzare l’attrattività, ai fini della vendita dei prodotti, dei contenuti social integrati dinamicamente nei cataloghi e-commerce

23 Nov 2016

di Arianna Leonardi

Conoscere il comportamento dell’utente per ottimizzare gli strumenti di vendita è l’Eldorado di qualsiasi azienda; non a caso, rientra tra i campi di impiego più popolari degli analytics. Una giovanissima startup italo-americana sta facendo fortuna nel settore, applicando la Business Intelligence a un’idea di marketing innovativa, basata sui social. Si tratta di Live Story, una piattaforma che permette di costruire wall con post di Instagram, Twitter, Tumblr, Pinterest, YouTube e Vimeo, integrata dinamicamente con un catalogo e-commerce.

Di questo servizio fa parte anche il seguente articolo:
L’EVENTO – Qlik, come disegnare l’azienda data-driven

I social incontrano l’e-commerce

Stefano Mocellini, fondatore e ceo di Diana Corp. e fondatore e VP di Live Story

Stefano Mocellini, fondatore e VP della società è entrato nei dettagli del progetto: “Dal 2007, Diana Corp. [di cui Mocellini è fondatore e Ceo, ndr] gestisce servizi di e-commerce in outsourcing per marchi di moda. Nel 2014, lavorando con la fashion blogger Chiara Ferragni, è nata l’esigenza di creare un sistema per la gestione dei contenuti social, utilizzati al fine di promuovere le vendite”. In sostanza, i post multimediali creati dagli utenti confluiscono nel sito dell’azienda per spingere il visitatore a comprare prodotti: “Il consumatore diventa brand ambassador”, ha precisato Mocellini, ovvero produce contenuti che diventano uno strumento promozionale per il marchio. Incubata nella sede di Diana a New York e sul mercato dal 2016, la startup vanta già clienti come Ray-Ban e Yoox.

Gli analytics come motore di business

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Gli analytics, che permettono di studiare le interazioni dei visitatori con i contenuti social, sono la chiave per monetizzare la piattaforma. “Le informazioni da analizzare sono tantissime – ha raccontato Valentino Baraldo, software engineer di Live Story -. Le sonde raccolgono in tempo reale i dati sulle azioni compiute dall’utente, ad esempio i click o i passaggi del mouse su immagini e video. Grazie a Qlik Sense, la soluzione di Bi adottata, è possibile correlare le informazioni e confrontare l’engagement generato [la capacità di convertire l’utente all’acquisto, ndr] dai diversi post. Inoltre, si ottengono insights predittivi sui contenuti che daranno i maggiori risultati”.

Valentino Baraldo, software engineer di Live Story

I sistemi informativi di Live View risiedono interamente nel cloud di Amazon Web Services (“I dati sono in continua crescita – ha detto Baraldo -: ci servono infrastrutture flessibili, in grado di scalare rapidamente all’occorrenza”). Qui, con il supporto di Hadoop, le informazioni vengono collezionate, sottoposte a pulizia notturna e preparate per alimentare le analisi di Sense. “Per fornire al cliente una visione più completa sull’andamento delle campagne – ha aggiunto Baraldo – le informazioni provenienti da Live Story vengono correlate con dati di social intelligence, ad esempio per monitorare la popolarità di un hashtag nel tempo. Di Sense, abbiamo apprezzato molto la capacità di integrare dati provenienti da una pluralità di fonti”.
Guardando al futuro, Mocellino e Baraldo concordano sugli sviluppi tecnologici: il gap temporale tra analisi e azione è destinato ad accorciarsi, perché gli insights generati dalla piattaforma di Business Intelligence saranno in grado di determinare automaticamente gli input per massimizzare i ritorni delle campagne.

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Arianna Leonardi

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