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Come stanno cambiando gli investimenti IT in Italia

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Mercati

Come stanno cambiando gli investimenti IT in Italia

23 Nov 2016

di Patrizia Fabbri

Al di là dei meri numeri che indicano un aumento complessivo della spesa IT del 3,1%, il Rapporto Assintel 2016 è l’occasione per approfondire le priorità di investimento delle aziende grazie alla tradizionale Matrice di Attrattività che quest’anno è stata realizzata in due versioni: una per capire quali investimenti tecnologici sono ritenuti prioritari per la strategia aziendale, l’altra definisce le priorità tecnologiche necessarie al funzionamento dell’IT. Dall’analisi delle due matrici alcune interessanti indicazioni

MILANO – Se da un lato il dato del Rapporto Assintel che indica un aumento complessivo del 3,1% della spesa IT è sicuramente positivo, dall’altro è molto interessante andare oltre i numeri per capire come si stanno posizionando le aziende italiane nel processo di trasformazione che ha investito, a tutti i livelli, la nostra società. Per questo è utile un approfondimento sulla Matrice di Attrattività a 12 mesi che Assintel realizza ogni anno con il contributo di Nextvalue, dove vengono sistematizzate le priorità di investimento. Nell’edizione attuale, in questo strumento è stata introdotta una interessante novità: sono state realizzate due matrici, la prima descrive gli investimenti tecnologici indicati come prioritari per la strategia aziendale (l’IT per il business), la seconda indica gli investimenti prioritari al fine del funzionamento del Dipartimento IT (l’IT per se stesso, potremmo dire).

 

Investimenti IT per la trasformazione del business

Partiamo dagli investimenti IT necessari per la trasformazione digitale del business (figura 1):

Figura 1: matrice di attrattività: priorità di investimento a 12 mesi – Business
Fonte: NextValue
  • il quadrante Enigma comprende investimenti che, per loro natura, non sono applicabili a tutte le tipologie di aziende oppure fanno parte di aree emergenti di cui è ancora difficile valutare rilevanza e velocità di sviluppo. Si trovano in quest’area tecnologie come l’Augmented Reality (alla base di nuove applicazioni per la valorizzazione della user experience; il successo di Pokemon Go ha impresso un’accelerata a queste tecnologie), Additive Manufacturing e 3D printing (il cui interesse è ancora marginale), Cognitive Computing e Gamification. Merita un discorso a parte l’Internet of Things che risulta ancora a livello iniziale di adozione, ma che si distingue dagli altri di questo quadrante per livello di priorità, tanto da essere molto vicino al quadrante Alto Potenziale. Anche i sistemi Gis e di local marketing si vanno avvicinando al quadrante dell’Alto Potenziale grazie alla rapida evoluzione delle tecnologie geospaziali;
  • denso di tecnologie il quadrante Alto Potenziale nel quale sono racchiusi i progetti di maggiore interesse e rilevanza per le aziende del panel: in pole position svettano le soluzioni che indirizzano le tematiche della customer experience tra le quali, oltre a quelle specifiche di Crm, si possono annoverare anche quelle relative alla Cybersecurity/Data privacy per garantire esperienze di navigazione nella massima sicurezza e Big Data/Advanced Analytics, indispensabili per offrire servizi basati sulla customer experience.
  • sempre connesse alla tematica della customer experience sono tutti i progetti legati al social business (Digital Marketing, Multicanalità e Social Media) che si sono ormai spostati nel quadrante Diffusione, al quale si stanno sempre più avvicinando anche tutte le tecnologie relative alla fruizione in mobility di servizi e soluzioni (per ora ancora nel quadrante ad Alto Potenziale, ma molto vicine a quello sottostante).

Investimenti IT per migliorare il dipartimento IT

La seconda matrice (figura 2) racchiude quelle tecnologie che gli intervistati ritengono prioritarie per l’efficienza dell’apparato IT e, quindi, del servizio offerto:

Figura 2 – matrice di attrattività: priorità di investimento a 12 mesi – IT Fonte: NextValue
  • un dato in controtendenza da quanto emerso da altre indagini è la presenza di Software Defined Datacenter, Network, Storage nel quadrante Nicchia che identifica, in questa matrice, le tecnologie con bassa intenzione di investimento (mentre, per esempio, l’Osservatorio Cloud & Ict as a Service della School of Management del Politecnico evidenzia una crescita del 14% della cloud enabling infrastructure ossia l’insieme di  investimenti necessari a creare le condizioni tecnologiche abilitanti per l’utilizzo del cloud, di cui il Software Defined è un a componente essenziale);
  • nel quadrante Enigma abbiamo, anche in questa matrice, tecnologie emergenti come Blockchain, ma troviamo anche il Business Process Outsourcing che non vede una diffusione particolarmente estesa all’interno del panel;
  • nel quadrante Diffusione troviamo le soluzioni di Human Resource Management a indicare l’importanza attribuita a strumenti e metodologie di gestione delle risorse umane e dei processi collegati; stabilmente collocate in questo quadrante anche le tecnologie per i Datacenter on premise e gli strumenti di Enterprise Content Management;
  • molto popolato il quadrante dell’Alto Potenziale, in particolare da progetti di efficienza operativa: sempre maggior importanza è ricoperta da strumenti e applicazioni di Supply Chain Management e da IaaS e PaaS, soprattutto per le opportunità che queste modalità di fruizione dell’IT offrono per lo sviluppo agile e rapido di nuove applicazioni

Gestione esistente e innovazione. Superare l’infausto rapporto 80-20

Figura 3 – Budget IT Complessivo: ripartizione per macro-capitolo di Spesa Fonte: NextValue

Concludiamo questo approfondimento con una lettura degli investimenti IT che consenta di comprendere l’evoluzione del rapporto tra gestione dell’esistente e innovazione per vedere se il nefasto rapporto 80 (gestione esistente) – 20 (innovazione) si sta modificando a favore del secondo fattore.

Il Rapporto Assintel non ci consente di fornire una risposta immediata perché la destinazione del budget IT è stata suddivisa in quattro finalità (figura 3), ma fornisce comunque utili spunti di riflessione:

  • Gestione dell’IT esistente, tutto ciò che serve per il funzionamento e la manutenzione dell’attuale infrastruttura tecnologica e dei servizi attuali: 46%;
  • Adeguamento tecnologico e regolatorio, per tenere aggiornati e adeguati infrastruttura e servizi ai cambiamenti regolatori o di legge: 18%;
  • Sviluppo, ampliamento e trasformazione dell’esistente, per ampliare e modernizzare ciò che già esiste: 19%;
  • Nuovi progetti e investimenti di innovazione: 17%.

È interessante notare come gli ultimi due ambiti, dove il secondo indirizza chiaramente progetti di innovazione ma anche il primo rappresenta investimenti di carattere evolutivo, rappresentino insieme il 36% del budget IT. Infine un piccolo “reminder” per i Cio: il 20% della capacità di spesa It viene demandata a dipartimenti esterni ai sistemi informativi (ed in altre ricerche la percentuale è rilevata essere ancora più alta).

Patrizia Fabbri
Giornalista

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno.

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