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I monitor diventano intelligenti per adattarsi alle esigenze di business delle aziende

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Attualità

I monitor diventano intelligenti per adattarsi alle esigenze di business delle aziende

In molteplici ambiti, come digital signage e collaborazione aziendale, schermi e display non sono solo periferiche di rappresentazione grafica delle informazioni, ma dispositivi versatili e personalizzabili, in grado di elaborare le informazioni e supportare le applicazioni. Come? Grazie al modulo OPS, implementato nei monitor di NEC Display Solutions

03 Dic 2019

di Giorgio Fusari

In tema di monitor professionali, qualità è certamente la parola chiave che giustifica un maggior esborso economico. Ad avvalorare la qualità complessiva di un monitor contribuiscono essenzialmente alcuni fattori, come la visualizzazione di alto livello, che significa alta leggibilità, per dati e immagini, nonché l’abilità di rappresentare i colori in maniera fedele e stabile nel tempo.

Un elemento distintivo, cruciale per applicazioni aziendali, è la capacità computazionale del monitor, ovvero la tipologia di hardware di cui è dotato. Le aziende hanno bisogno di poter contare su una soluzione flessibile in base alle loro esigenze nei diversi casi d’uso, di un monitor che è ‘intelligente’, cioè in grado di adattare di volta in volta la componente di computing alle differenti necessità di business. Ciò significa avere l’opportunità di semplificare e razionalizzare la gestione, l’aggiornamento e la manutenzione del parco di monitor professionali nelle varie applicazioni, ottenendo benefici sul piano del costo totale di possesso dei prodotti (TCO) e della salvaguardia degli investimenti.

Chioschi interattivi più intelligenti

Un caso d’uso emblematico in cui l’aggiornabilità del monitor in termini di capacità di calcolo può fare molta differenza, rispetto a prodotti più ‘rigidi’ e limitati da tale punto di vista, è il mondo dei chioschi interattivi, sempre più diffusi e utilizzati in molti settori. Questi chioschi permettono di razionalizzare e potenziare il servizio clienti, sia in ambito privato sia pubblico, attraverso la possibilità di accedere a informazioni e servizi 24 ore su 24. Oggi tali dispositivi sono ormai presenti in una varietà di ambienti, tra cui negozi e punti vendita retail, centri commerciali, hotel, ristoranti, banche, distributori automatici, aeroporti, ospedali, uffici pubblici, dove contribuiscono appunto a migliorare l’accesso a servizi e informazioni, e a incrementare la fidelizzazione della clientela. Non a caso, stima un recente rapporto della società di ricerche di mercato Market Research Future, il mercato globale dei chioschi interattivi è previsto raggiungere 34 miliardi di dollari entro il 2023.

Tuttavia, negli anni, i chioschi self-service sono divenuti più complessi da gestire e manutenere, assecondando la trasformazione digitale ed evolvendosi, da semplici terminali con funzioni e servizi limitati, in chioschi multifuzione sempre più complessi e intelligenti, con un display dotato di un’interfaccia ‘touchscreen’ attraverso cui è possibile accedere a una molteplicità di servizi: ad esempio, eseguire una transazione commerciale, od ottenere supporto avvalendosi di un assistente virtuale. Tra l’altro, oggi i chioschi interattivi hanno la necessità di evolversi di continuo, per supportare funzionalità ancora più evolute, integrando strumenti di analisi dei dati, tecnologie d’intelligenza artificiale, smartphone, social media.

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OPS, una chiave per razionalizzare la gestione dei monitor smart

La soluzione per semplificare l’aggiornamento della capacità elaborativa dei chioschi interattivi, ma anche l’upgrade, la gestione, l’utilizzo e la manutenzione di monitor dotati di capacità di computing, c’è, e si chiama ‘open pluggable specification’ (OPS): è stata annunciata da Intel nel 2010, ed è supportata da vendor del settore, tra cui NEC Display Solutions e Microsoft. In sostanza, OPS definisce specifiche che aiutano a standardizzare la progettazione e lo sviluppo dei sistemi di digital signage. NEC, ad esempio, arricchisce il proprio portafoglio di monitor professionali, con moduli di espansione hardware basati sulla specifica OPS. Tali moduli, chiamati ‘slot-in options’, possiedono tutti lo stesso form factor standard, in modo da poter essere intercambiabili, attraverso il semplice inserimento in un apposito slot posto sul retro del monitor. Oltre alle dimensioni dello slot, di cui sono dotati tutti i monitor NEC di grande formato, OPS standardizza anche la connessione display e le specifiche di alimentazione.

Soluzioni su misura e ‘a prova di futuro’

La varietà dei moduli OPS di NEC, in termini di potenza di elaborazione, capacità grafica, architetture di processore, sistemi operativi (Windows 10 Pro, Android), interfacce, permette alle imprese utenti di personalizzare in profondità le proprie soluzioni, creando sistemi ‘tailor-made’ versatili, in grado di adattarsi alle esigenze dei singoli settori verticali, come il retail, i trasporti, la formazione, il mondo dell’energia e delle utility. Tra l’altro, integrando tutti i componenti necessari, i prodotti OPS, spiega NEC, consentono di eliminare la necessità di usare computer, media player, cavi di collegamento, splitter, sistemi di comunicazione wireless e wired, o staffe di fissaggio esterni.

Utilizzando Windows e Android, i moduli OPS di NEC possiedono diverse app preinstallate e, comunque, consentono il download di quelle necessarie per soddisfare le esigenze di un settore specifico. In aggiunta, questi moduli sono anche in grado di far girare svariate soluzioni software di digital signage certificate di terze parti. Tali caratteristiche, sottolinea Enrico Sgarabottolo, direttore vendite per la regione Tigi (Italy, Greece, Turkey Israel) di NEC Display Solutions, fanno sì che NEC possa definire i propri monitor ‘future-proof’. “I moduli OPS – aggiunge Sgarabottolo – rendono i nostri monitor adattabili a tutti i software e a tutte le esigenze di business delle varie aziende”.

Giorgio Fusari

Giornalista

Nel settore giornalistico dal 1989, Giorgio Fusari negli anni ha collaborato per numerose pubblicazioni nel panorama tecnologico e ICT italiano, tra cui la rivista NetworkWorld Italia (gruppo IDG); il settimanale di tecnologia @alfa, del quotidiano Il Sole 24 Ore, la testata Linea EDP. Dal 2012 collabora con il gruppo Digital360 e in particolare con ZeroUno. Tra le aree di maggior specializzazione di Giorgio, il crescente universo dei servizi cloud, il networking, le tecnologie di cybersecurity.

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