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Visualizzazione dati e collaborazione a distanza, ecco perché un monitor di qualità fa la differenza

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Visualizzazione dati e collaborazione a distanza, ecco perché un monitor di qualità fa la differenza

Una data visualization chiara, la fedeltà dei colori nel tempo, la solidità dell’hardware, l’assorbimento dei riflessi, la flessibilità di configurazione: sono solo alcune delle caratteristiche dei sistemi video professionali che diventano cruciali in applicazioni enterprise, dalle meeting room per la collaborazione da remoto alle control room, fino al digital signage, spiega Enrico Sgarabottolo di NEC Display Solutions

16 Set 2019

di Giorgio Fusari

Sono molteplici gli utilizzi nei quali la qualità di un monitor si traduce in un vantaggio di business. Ecco perché nell’era digitale, il valore che un monitor di livello professionale è in grado di creare sta crescendo. Pensiamo per esempio alla precisione nella visualizzazione dati in una control room, operativa H24, a un aeroporto con elevato traffico che deve informare i paseggeri in modo puntuale, o ancora nell’ambito delle soluzioni di comunicazione unificata e collaborazione (UCC), sempre più evolute, e in particolare dei sistemi di videoconferencing, che permettono ai team di lavoro che operano in differenti parti del mondo di interagire nonostante la distanza geografica: condividere progetti, prodotti, campionari di tessuti.

La collaborazione, scrive Craig Roth, Research Vice President della società di analisi di mercato Gartner, continua ad essere estremamente importante per il successo di tutte le organizzazioni, grandi e piccole, che lavorano verso obiettivi condivisi. Il mercato UCC, stando a stime molto recenti della società di ricerche Global Market Insights (GMI), passerà dai 32 miliardi di dollari del 2018 a circa 60 miliardi di dollari nel 2025, anche per effetto della crescente penetrazione dei dispositivi mobile, un trend destinato ad accelerare con la diffusione delle reti 5G.

In materia di display e monitor professionali, va anche sottolineata l’importanza dei grandi formati (LFD – large format display). “I pannelli di grande formato sono ancora più vantaggiosi di quelli di dimensioni più piccole” ha dichiarato Robin Wu, principal analyst della società di ricerche IHS Markit, spiegando che la domanda di monitor di fascia alta di grandi dimensioni è in crescita, trainata da applicazioni industriali, da quelle per il mondo automotive e dal settore pubblico.

Monitor professionali, cosa fa la differenza

Nel comparto dei monitor di fascia professionale, a fare la differenza rispetto a prodotti di prezzo e qualità inferiore, e a fornire benefici chiave all’utente, sono soprattutto alcune caratteristiche e funzionalità, di cui Enrico Sgarabottolo, direttore vendite per la regione Tigi (Italy, Greece, Turkey Israel) di NEC Display Solutions, spiega la cruciale importanza. “Caratteristiche chiave in ambiti di business e industriali sono la luminosità, la leggibilità e chiarezza dei dati, dei video, delle foto, o di qualunque altra cosa si voglia visualizzare sullo schermo, e la capacità di ‘opacizzare’ i riflessi prodotti sul display dai raggi del sole o da altre fonti di luce esterna. Un altro pregio da non sottovalutare, specie in applicazioni in settori come la moda, l’automotive o il design, è l’abilità del monitor di mantenere nel tempo una corrispondenza cromatica tra la fonte dell’immagine originale e ciò che viene effettivamente visualizzato sullo schermo, per esempio per le applicazioni di digital signage o nei punti vendita”.

Foto 2019 di Enrico Sgarabottolo
Enrico Sgarabottolo, direttore vendite per la regione Tigi di NEC Display Solutions

Forse ancora più importante, specie considerando le applicazioni industriali, o i casi d’uso all’aperto, in presenza di agenti atmosferici, come una stazione, è la durevolezza: ossia quella solidità del monitor che non solo garantisce longevità, ma gli permette di mantenere nel tempo le stesse caratteristiche che possiede all’inizio della sua vita, appena installato, ovvero lo stesso livello cromatico, di definizione dell’immagine e di luminosità. “Questa durevolezza – chiarisce Sgarabottolo – nei monitor NEC è ottenuta attraverso un’accurata gestione termica che, considerando i flussi di calore e le aree di sofferenza del pannello, è in grado di disperdere il calore stesso, tramite camini di evacuazione e apposite ventole”.

Altro aspetto da tenere presente, soprattutto quando il monitor va installato a soffitto, è la robustezza: “I display stanno diventando sempre più sottili, ma così aumenta il rischio che dopo un po’ di tempo si possano flettere, diventando concavi. Per ovviare questo problema, NEC rafforza i propri monitor con supporti metallici in grado di evitare tale flessione e mantenere nel tempo la forma corretta”.

Salvaguardare gli investimenti in monitor

Come sempre, anche l’acquisto di un monitor va considerato in un’ottica di Total Cost of Ownership, considerando cioè oltre al prezzo d’acquisto la durata del prodotto, la manutenzione, i servizi aggiuntivi e via dicendo. Solo così si può comprendere il valore generato per il business nel lungo periodo. “NEC si distingue perché tutti i prodotti possono essere aggiornati e personalizzati in modo flessibile per specifiche esigenze. All’interno dei display è possibile inserire, in un apposito slot, un hardware dotato di capacità computazionale, i dispositivi player OPS, più o meno complessi e basati su sistema operativo Windows o Android. Ciò consente di adattare le prestazioni del monitor in funzione delle singole necessità, e delle applicazioni software di collaborazione utilizzate”.

C’è poi la componente del servizio. Nella creazione di prodotti sempre più ‘tailor-made’ pesano in modo crescente anche le competenze di system integration, derivanti dalla collaborazione con i partner. “Il nostro programma di assistenza NEC One permette di usufruire degli stessi servizi di personalizzazione dei monitor NEC in tutto il mondo, includendo, ad esempio, configurazione del prodotto nella lingua locale e certificazioni di conformità con le normative dei singoli paesi”, conclude il manager.

Giorgio Fusari

Giornalista

Nel settore giornalistico dal 1989, Giorgio Fusari negli anni ha collaborato per numerose pubblicazioni nel panorama tecnologico e ICT italiano, tra cui la rivista NetworkWorld Italia (gruppo IDG); il settimanale di tecnologia @alfa, del quotidiano Il Sole 24 Ore, la testata Linea EDP. Dal 2012 collabora con il gruppo Digital360 e in particolare con ZeroUno. Tra le aree di maggior specializzazione di Giorgio, il crescente universo dei servizi cloud, il networking, le tecnologie di cybersecurity.

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