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Il desktop virtuale nativo per il cloud: caratteristiche e benefici della soluzione VMware

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Il desktop virtuale nativo per il cloud: caratteristiche e benefici della soluzione VMware

Il modello Desktop as-a-service unisce i benefici del cloud a quelli della virtualizzazione degli ambienti desktop, rappresentando una soluzione vincente per supportare un modello di lavoro sempre più diffuso, connesso e ‘mobile’. VMware, pioniere del DaaS, propone una soluzione fondata su semplificazione, efficienza e scalabilità: Horizon Cloud

20 Gen 2021

di Emanuele Villa

Se è vero che in azienda il tradizionale PC desktop non è ancora del tutto scomparso, si può affermare che abbia le ore contate. In realtà, all’alba del 2021, è proprio il concetto di computer fisico ad essere anacronistico: è costoso, va aggiornato e sostituito ciclicamente, può essere colpito da attacchi di diversa natura e data breach, oltre ad essere complesso da gestire a livello centralizzato, soprattutto quando in azienda ce ne sono migliaia. A tutto questo va poi aggiunta la progressiva affermazione del modello di lavoro smart e diffuso: complici gli effetti della pandemia, l’IT ha e avrà a che fare con una workforce sempre più mobile e desiderosa di lavorare in modo leggero e produttivo, sfruttando strumenti moderni come tablet, smartphone e thin client, anche di proprietà (BYOD). Oggi, lo spazio di lavoro è digitale e i suoi confini sono molto più estesi e meno definiti di un tempo: il concetto stesso di digital workspace identifica un insieme di device, applicazioni e servizi cui l’end-user accede da un’unica posizione e che l’IT gestisce in forma centralizzata assicurandone il continuo aggiornamento, le migliori prestazioni, la sicurezza di fronte a minacce in continua crescita e la conformità con le policy aziendali e la normativa in essere.

La virtualizzazione dei desktop e i benefici del DaaS

La virtualizzazione del desktop (VDI) e delle applicazioni è un elemento cardine del workspace digitale: disaccoppiare l’ambiente desktop (sistema operativo e applicazioni) dall’hardware del client ed eseguirlo come macchina virtuale in un data center conduce a diversi benefici in termini di sicurezza ed efficienza gestionale. Grazie all’infrastruttura VDI, l’IT può gestire e automatizzare il rollout degli aggiornamenti di tutte le macchine (virtuali) e gestire eventuali problematiche in modo molto più veloce ed efficace, avendo inoltre la certezza che le patch di sicurezza vengano applicate tempestivamente e che tutte le applicazioni siano costantemente aggiornate. Tutto ciò riduce l’esposizione dell’intera azienda alle vulnerabilità zero-day e favorisce la compliance con le policy e la normativa in essere, senza contare che la virtualizzazione di desktop e applicazioni fa sì che i dati non siano memorizzati in locale: anche in caso di compromissione di un endpoint, non si verifica un data breach.

Nonostante gli indubbi benefici, la virtualizzazione degli ambienti desktop non è mai stata particolarmente diffusa. Il motivo è legato alla complessità delle infrastrutture VDI on-premise: per esempio, in ambienti con forti turnover di dipendenti (lavori stagionali, temporanei…), dimensionare correttamente le risorse in funzione delle esigenze e di eventuali picchi di attività è molto complesso e, talvolta, porta a un over-provisioning che si traduce in uno spreco di risorse. Tutto ciò, inoltre, crea un limite non da poco sul versante della scalabilità e rende complesso l’adeguamento delle risorse alle reali esigenze dell’azienda. Spesso l’investimento in hardware può essere proibitivo per molte aziende, ricadendo nella fattispecie della spesa in conto capitale (Capex), ma è soprattutto la complessità di gestione e orchestrazione – tra diverse tecnologie e vendor concorrenti – ad aver limitato la diffusione delle infrastrutture VDI, che richiedono risorse dedicate con competenze specialistiche di cui il mercato è piuttosto avaro. Capita talvolta che, a causa del turnover di questi professionisti, i progetti VDI vengano abbandonati dopo inizi promettenti.

La soluzione è il modello DaaS, cioè il desktop virtuale fornito come servizio cloud. L’impiego del cloud per la distribuzione di desktop virtuali può massimizzare l’efficienza operativa, da cui un ritorno sull’investimento (ROI) molto più rapido che è alla base del grande interesse da parte delle imprese. L’outsourcing dell’infrastruttura abilita inoltre il modello as-a-service che riduce il TCO (Total Cost of Ownership), elimina completamente i problemi di flessibilità e scalabilità dell’infrastruttura tradizionale e, soprattutto, la complessità di gestione e orchestrazione: in un modello cloud, l’infrastruttura è in mano al provider, mentre tutta la complessità di design, implementazione e supporto dei virtual desktop sparisce grazie a servizi dedicati che puntano molto sulla semplificazione. Il desktop virtuale in cloud permette una gestione semplificata e centralizzata, abilita il remote working su qualsiasi dispositivo e può legittimamente promettere migliori livelli di uptime rispetto a quelli dei desktop tradizionali e dell’infrastruttura interna, cui unire tutti i benefici di sicurezza e compliance legati alla virtualizzazione. Infine, ma tutt’altro che trascurabile, lo skill gap non fa più paura: l’azienda non deve andare alla ricerca di nuovi talenti per gestire un nuovo e importante progetto di digital transformation.

Horizon Cloud trasforma la virtualizzazione ‘tradizionale’ di desktop e app

Pioniera del modello desktop as-a-service da più di un decennio, VMware offre nella soluzione Horizon Cloud una risposta concreta alle esigenze di virtualizzazione di desktop e applicazioni che le aziende avanzano da tempo, aggiungendo ai benefici delle infrastrutture VDI tradizionali quelli direttamente riconducibili al modello cloud. Horizon Cloud permette dunque di distribuire desktop e applicazioni virtuali verso qualsiasi dispositivo, dal laptop allo smartphone, centralizzandone e semplificandone la gestione lungo tutto il ciclo di vita.

Volendo evidenziare gli elementi cardine della soluzione VMware, peraltro perfettamente integrata nel suo portfolio di tecnologie per il workspace digitale, la flessibilità è senza dubbio il primo. Con Horizon Cloud, l’azienda può infatti creare e gestire applicazioni e desktop virtuali scegliendo diversi ambienti di distribuzione, tra cui infrastrutture VMware completamente gestite, i cloud pubblici come IBM Cloud e Microsoft Azure – rispetto ai quali l’integrazione è massima -, una soluzione on-site su infrastrutture iperconvergenti (HCI) o una variante ibrida cross-cloud in grado di miscelare deployment diversi senza alcuna rinuncia dal punto di vista della semplicità operativa e del controllo. Infatti, oltre a poter scegliere tra diverse opzioni di deployment, è anche possibile passare agevolmente da una all’altra per assecondare cambiamenti nei casi d’uso, variazioni di tipo economico o spostamenti dei dipendenti.

Massima semplificazione, accelerazione del time to value e costi prevedibili

Il secondo aspetto degno di nota è la semplificazione operativa, un aspetto che si riflette sulla rapidità e l’efficienza delle risorse dedicate: Horizon Cloud offre infatti all’IT un ambiente di controllo unico, centralizzato, intuitivo e semplice da gestire a prescindere dall’infrastruttura adottata. Esso consente di creare e distribuire workspace completi in tempi ristrettissimi e di realizzare, in questo modo, il concetto di desktop e app ‘just-in-time’ tanto caro all’azienda. La distribuzione rapida di desktop personalizzati e applicazioni virtuali si avvale di tecnologie VMware come la clonazione istantanea (Instant Clones), App Volumes per il delivery delle app e User Environment Manager per la gestione dei profili utente. Tutto ciò permette di accelerare uno dei parametri più importanti per un IT manager: il time-to-value, che Horizon Cloud riduce in modo significativo rispetto alle infrastrutture VDI tradizionali poiché permette di fornire spazi di lavoro completi in pochi minuti, ma anche in pochi click e con un’attività gestibile senza competenze specialistiche. Dal punto di vista dell’end-user, Horizon Cloud offre un accesso Single Sign-on sicuro a tutti i desktop e le applicazioni dell’utente, supporta ogni tipo di dispositivo mobile, garantisce ottime performance e fornisce in questo modo un’esperienza appagante e in linea con le esigenze dei diversi gruppi di end-user aziendali.

A prescindere da Horizon, poi, il modello cloud ha nella scalabilità e nella resilienza due punti di forza indiscussi, ma anche nella prevedibilità dei costi, che oltre a passare dall’investimento in conto capitale (Capex) all’abbonamento ricorrente (Opex), sposano appieno la filosofia “pay as-you-grow”, permettendo all’azienda di modulare le uscite in modo flessibile, sostenibile e in funzione delle reali esigenze.

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Emanuele Villa

Giornalista

Appassionato di tecnologia da sempre, ho deciso che avrei impegnato il mio tempo raccontandola e lo faccio dal lontano 2000. Dopo un lungo percorso nel mondo della tecnologia consumer, ora mi occupo soprattutto di Digital Transformation.

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