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Deloitte: la differenza sta nell’It

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Deloitte: la differenza sta nell’It

26 Set 2014

di Cristina M. Palumbo

Storica azienda di consulenza d’impresa e revisione contabile, Deloitte sta facendo dell’It un fattore differenziante, con l’implementazione di un programma specifico per la mobility, per dotare i propri professionisti i tecnologie innovative che consentano di svolgere con maggior efficacia la propria attività

Deloitte, l’importante azienda di servizi di consulenza e revisione, stringendo un forte legame tra l’It e il business, vuole fare della tecnologia uno dei suoi fattori differenzianti. E questo, come vedremo, per tantissimi motivi, tra cui, la forte volontà di dotare i propri professionisti di soluzioni più performanti da quelle fornite dai competitor.

“Dotare le nostre persone di prodotti e applicazioni all’avanguardia rientra nella nostra mission globale e nazionale – ha spiegato Adriano Camnasio, Chief Information Officer Deloitte – e ha un risvolto molto importante all’interno della società. Vogliamo mettere a disposizione dei neo laureati, delle persone più giovani e di valore, strumenti davvero innovativi affinché siano invogliati ad approdare in Deloitte per arricchirla con il loro talento. Per noi questo è molto importante, basti pensare che il 50% delle 3.600 persone in Italia è sotto i 30 anni”.

Adriano Camnasio, Chief Information Officer di Deloitte

Il network Deloitte, presente in oltre 150 Paesi con 200mila professionisti, offre servizi di audit, tax, consulting e financial advisory operando in molteplici mercati: prodotti di consumo, energy&resources, financial services industry, manufacturing, public sector, real estate, technology, media & telecommunications. È presente in Italia dal 1923 ed è diffusa a livello capillare sul nostro territorio.

“Il nostro top management ha capito da tempo il ruolo dell’It. È stato un percorso lungo, ma anche il mercato ci ha sollecitato nella direzione di un più proficuo utilizzo della tecnologia e abbiamo raccolto la sfida. Per fare un solo esempio, ma molto significativo, uno dei principali servizi che offriamo è quello della revisione, tradizionalmente basato sulla carta: oggi abbiamo implementato un software che rende questo lavoro molto più efficace, perché più veloce, e più sicuro, in quanto si tenta di mettersi al riparo dai possibili errori umani.

Inoltre, la diffusione su larga scala di dispositivi come smartphone e tablet, con tutte le opportunità che hanno portato con sé, ha sicuramente facilitato l’innovazione: tutti siamo abituati a usare questi device e quindi vogliamo che anche la proposta aziendale sia allineata e consenta, per esempio, metodi comunicativi ai quali ormai siamo avvezzi. Da ciò si intuisce che la figura del Cio non e più, come è stata per troppo tempo, solo quella del manutentore dei sistemi, ma molto di più”.

Come è cambiato il Cio in Deloitte

La sede milanese di Deloitte

La tecnologia è entrata a far parte del pensiero di business di Deloitte e questo è avvenuto in modo strutturato ed esplicito a partire dall’ultimo anno fiscale.

“Il ruolo del Cio – ha continuato Camnasio – era quello di occuparsi di problemi contingenti e specifici, quali manutenzione, l’organizzazione di una video conferenza e così via. Questa situazione e la consapevolezza del ruolo del Cio è mutata nel tempo, ma il vero punto di svolta di questo cambiamento è recente e dall’anno scorso, in Deloitte le figure It e quelle di business stilano un vero e proprio piano, con aree di intervento precise e obiettivi chiari: ci si è prefissi maggiore produttività personale e di utilizzare la tecnologia salvaguardando la sicurezza, ma senza considerare quest’ultima un ostacolo… Inoltre, preparare il piano vuol dire aggiornare il top management su una visione più a lungo termine: per esempio abbiamo parlato del superamento delle tecnologie on premise verso modelli ibridi anche se, nel caso di un business come il nostro, dobbiamo porre massima attenzione alle questioni legali, ai vincoli legati ai contratti con i clienti in riferimento ai loro dati eccetera”.

Uno dei punti di forza del piano relativo all’anno fiscale che si è concluso lo scorso giugno è sicuramente il Mobility Program.

Questo era stato presentato all’Executive team con l’obiettivo finale di risolvere i punti in cui erano evidenti scollature tra le necessità di business e quanto garantito dalla tecnologia: “Per la prima volta – ha specificato Camnasio – abbiamo voluto spiegare esplicitamente tutto quello che facciamo noi dell’It e soprattutto chiedere cosa dovremmo fare di più e meglio, secondo i responsabili del business. Questo ha fatto sì che nell’arco dell’anno, sempre di più, i function leader si siano rivolti all’It con esigenze specifiche legate alla loro attività; in pratica il ruolo dell’It è  percepito in modo diverso e possiamo dire che oggi coloro che si occupano di It sono davvero a servizio delle linee di business per erogare servizi e hanno un ruolo strategico”.

Il Mobility Program si è fatto in quattro

La divisione It di Deloitte conta circa 50 addetti full time; l’infrastruttura (sulla quale l’azienda sta investendo per rinnovarne la connettività) si avvale di due data center, quello interno alla sede milanese e uno per il disaster recovery presso Telecom Italia.

Alcuni spunti del Mobility program derivano dal Global network di Deloitte, altri sono frutto della compliance a standard internazionali, ma tanti suggerimenti sono anche arrivati da chi lavora sul campo: “In generale – ha sintetizzato Camnasio – il Mobility program nasce da due semplici esigenze: maggiore velocità nel proprio lavoro (produttività) e aggiornamento dei sistemi, il che si declina in tantissimi modi sia lato hardware (pc, smatphone ecc.) sia software (sistemi operativi ecc.)”.

Proprio per rispondere a queste necessità il Mobility Program si muove in quattro direzioni.

Prima di tutto, il rinnovo del parco di telefoni cellulari con la diffusione di smartphone. La principale esigenza in questo ambito era quella di poter visionare e lavorare con file ‘office’ anche utilizzando il device mobile. “I feedback positivi in merito a questa scelta – ha sottolineato Camnasio – sono stati immediati, le nostre persone se lo aspettavano e subito ne hanno rilevato i benefici. Inoltre, si sta rivelando molto utile avere anche a disposizione l’instant messaging sul device mobile”.

In secondo luogo, Deloitte ha aggiornato il sistema operativo, passando a Windows 8, e dotato molti collaboratori di ultrabook. “Anche in questo caso – ha riconosciuto Camnasio – non ci sono stati problemi. La maturità e le conoscenze tecnologiche del singolo probabilmente sono spesso sottostimate; tutti si sono allineati alla novità del sistema operativo. Noi abbiamo preparato delle semplici e snelle istruzioni per l’utilizzo, ma non ci sono state difficoltà”.

Un’altra importante innovazione è relativa all’implementazione Lynk Enterprise Voice, la piattaforma di comunicazione unificata di Microsoft  basata su Web, che rende davvero immediata e molto semplice la comunicazione e la condivisione di documenti. “Il fine ultimo di questa scelta – ha affermato Camnasio – è che ognuno abbia un unico riferimento telefonico; in modo che ciascuno con un device e una cuffia possa comunicare con chiunque. I benefici attesi in questo senso sono l’ampliamento e la semplificazione dello svolgimento dei propri compiti, ma soprattutto un significativo risparmio, immediatamente percepibile dal punto di vista delle telefonate internazionali; dunque il costo del passaggio da Isdn e analogico a digitale verrà ammortizzato con tali risparmi”.

Infine, novità assoluta per Deloitte, il Mobility Program prevede l’implementazione di app.

“Si è partiti – ha raccontato Camnasio – con il proporre app relative alle principali attività critiche per noi: attività fondamentali per un business come il nostro e che se non svolte in modo efficiente rischiano di far perdere tempo e bloccare la produttività. Inizialmente si è quindi incominciato con due app, una per l’approvazione dei job [le commesse, ndr] e una per l’approvazione delle fatture. Ciò significa che se sinora era necessario essere collegati alla Vpn e all’Erp [Microsoft Dynamics, ndr] per svolgere queste attività, da oggi è sufficiente avvalersi della nostra app con un risparmio di tempo davvero notevole.

Seguiranno poi app informative, per offrire in modo più comodo, per esempio, la rassegna stampa con tutte le informazioni utili alle nostre persone”.

La seconda fase del Mobility Program, prevista per i primi mesi del prossimo anno solare, riguarda la mobilizzazione della reportistica, per mettere a disposizione dei collaboratori, in modo semplice e immediato, le informazioni di incassi e fatturato, la disponibilità del magazzino e quant’altro.

Cristina M. Palumbo

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