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App economy, motore della trasformazione del business

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App economy, motore della trasformazione del business

14 Mag 2015

di Elisabetta Bevilacqua

L’application economy è, secondo Michele Lamartina, Country Leader Ca Technologies Italia, il fenomeno più rilevante degli ultimi anni che fa emergere la necessità di trasformazione digitale all’interno delle aziende, dove il fattore chiave è “costruire una customer experience consistente e integrata indipendentemente dal canale con cui l’utente si mette in contatto con l’azienda”.

Questa trasformazione, che investe tutte le organizzazioni, si caratterizza per un time-to- market più stringente, che vede ridursi a poche settimane il tempo dal disegno di un nuovo servizio al quello del profitto per il business, e una qualità molto elevata del software rilasciato, visto che basta un’applicazione con alcune difettosità per distruggere una relazione con il cliente sviluppata nel tempo. “Il rilascio di un’applicazione va visto come l’inizio di un ciclo che vede sviluppo e distribuzione continui, con costanti aggiustamenti a seguito dei feedback che vanno raccolti per contribuire a valorizzare il brand aziendale”, sottolinea Lamartina.

Michele Lamartina, Country Leader Ca Technologies Italia

In questo scenario sono indispensabili strumenti di governance efficaci, per gestire cicli veloci di sviluppo e messa in produzione: Ca Technologies suggerisce l’adozione del modello operativo DevOps che consente di abbattere le barriere fra sviluppo e la successiva gestione operativa. “Come Ca Technologies contribuiamo alla componente sviluppo con la virtualizzazione dei servizi, che consente di ridurre drasticamente i tempi di sviluppo, grazie alla possibilità di testare le transazioni anche senza l’effettiva disponibilità di un servizio”, sostiene Lamartina. Sul versante operation, l’azienda propone l’automazione dei rilasci in produzione grazie a tecnologie di release automation, che consentono rilasci più veloci e a prova di errore.
“Ma non bisogna mai dimenticare che in un mondo aperto e interconnesso – ricorda inoltre Lamartina – un elemento strategico è considerare la security non dal solo punto di vista della protezione dell’informazione e dei sistemi, ma come abilitatore per creare nuovo business”. Si inserisce in questa vision una gestione delle identità che sia indipendente dal canale di comunicazione utilizzato dagli utenti. Una vista unica del cliente in tutta la sua attività svolta nel web, abilitata da questa unica identità digitale, consente, per esempio, di offrire nuovi prodotti o servizi al verificarsi di determinate situazioni (transitare con il proprio smartphone nei pressi di un negozio, visitare un sito di viaggi per informarsi su una certa meta ecc.). Sempre dal punto di vista delle tecnologie che abilitano la trasformazione, non manca, da parte del top manager di Ca Technologies, la focalizzazione su altro tema di grande attualità: la fruibilità dei sistemi aziendali in cloud e in mobility transita attraverso Api (Application programming interface) che semplificano l’accesso alle applicazioni aziendali in questi ambienti, ma affinché le Api siano efficaci, sicure e non diventino un ulteriore elemento di complessità, è indispensabile l’utilizzo di appropriate tecnologie di Api management.
Sul piano delle riorganizzazione aziendale, la trasformazione digitale è, secondo Lamartina, un processo che coinvolge le diverse strutture aziendali e deve essere quindi il risultato di un effort di gruppo, per garantire quell’omogeneità e consistenza di fronte al cliente, possibili solo se le diverse business unit collaborano con i sistemi informativi. “Una diversa capacità di relazione pone sicuramente anche un problema di skill –aggiunge il Country Leader – e questo è un aspetto critico che vede le aziende alla disperata ricerca di risorse di sviluppo secondo i nuovi paradigmi e che porta anche all’acquisizione di aziende per assicurarsele. Garantirsi le risorse adatte, inserendo nelle aziende giovani nativi digitali con competenze adeguate e attraverso il supporto di partner che possono contribuire con best practice avanzate è la via maestra per una trasformazione che funziona solo se si ha un approccio drastico, che vede il ridisegno dei processi in logica digitale”.
Per quanto riguarda i criteri di scelta delle soluzioni, negli ultimi due anni l’approccio è cambiato. “Una volta il focus era sul risparmio, con l’obiettivo di ridurre i costi operativi; oggi ci stanno chiedendo una riduzione dei costi per investire i risparmi in tecnologia abilitante, che si traduce in strumenti di monitoraggio dei progetti e che fornisca l’agilità in termini sviluppo, gestione operativa delle applicazioni, interoperabilità con applicazioni di terze parti”, conclude il top manager.

Elisabetta Bevilacqua
Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

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