Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Digital Connected Community: fare impresa e PA in una società digitale integrata

pittogramma Zerouno

Digital Connected Community: fare impresa e PA in una società digitale integrata

14 Mag 2015

di Stefano Uberti Foppa, Giorgio Bongiorno, Giancarlo Capitani

Si svolgeranno quest’anno a Mogliano Veneto (TV) dal 25 al 28 giugno prossimi gli Incontri Ict 2015 di Finaki, 15° appuntamento annuo dei Cio delle maggiori aziende e della pubblica amministrazione del nostro paese. È ormai diventato un incontro tradizionale il Community Gathering organizzato da Finaki quale palestra e laboratorio delle tematiche attuali della domanda di prodotti e servizi Ict. Dai lavori del Convegno si evidenzia ogni anno la “voce” degli operatori di questa importante funzione aziendale.

E come ormai è tradizione da alcuni anni, a supporto dei lavori, sia in fase di preparazione sia nella fase conclusiva di rielaborazione e sistematizzazione dei contenuti che emergeranno, si affianca il progetto Finaki-ZeroUno-NetConsulting che, oltre all’area dedicata sul sito www.zerounoweb.it (Osservatorio Cio e IT Transformation), prevede la realizzazione di web survey, Tavole Rotonde di approfondimento e la pubblicazione degli ormai classici “Quaderni CIO Conversations”.
Di fronte alle rapide e turbinose trasformazioni della rivoluzione digitale si ritiene necessaria, da parte del nuovo Cio, una valutazione oltremodo differente dei vecchi modelli organizzativi atta a modificare i comportamenti e le responsabilità della funzione informatica sulla base di nuovi paradigmi e di nuove variabili. Sarebbe ovviamente auspicabile che detta valutazione fosse il più possibile omnicomprensiva e tenesse cioè conto non solo del mondo aziendale proprio della struttura con tutte le sue componenti e i suoi stakeholder tradizionali, ma anche del più complesso ecosistema esterno all’azienda stessa.
È ormai evidente la necessità per il Cio di dover diventare finalmente, dopo un gran numero di oscillazioni di ruolo, dovute al processo evolutivo della sua funzione in ambito aziendale, il protagonista del business e dell’innovazione digitale e quindi si aprono vere e proprie opportunità di esercizio della leadership che nel passato aveva sempre avuto l’ambizione di esercitare. Si fa strada per il Cio un’istanza organizzativa di tipo nuovo, propria di un atteggiamento prettamente imprenditoriale piuttosto che di una esigenza gestionale manutentiva: una grande opportunità e insieme una grande sfida che solo con coraggio e competenza potrà essere dominata e vinta.
Si aggiunge poi alla tematica del fare impresa in una società digitale integrata, la necessità, nella quotidianità dell’azienda, di reinterpretare i processi e di introdurre innovazione e creatività come chiavi di un successo che tenga conto del nuovo atteggiamento manageriale richiesto e della velocità con cui le nuove tecnologie crescono e si impongono sul mercato.
Non esiste ovviamente una formula precisa di successo da applicare da parte dell’azienda, ma il nuovo assetto provocato dalla rivoluzione digitale richiede una complessa convergenza di attitudini e di pratiche. Esiste comunque una stretta correlazione fra alcuni attributi ed eccellenze aziendali ritenuti di caso in caso essenziali ad affrontare e vincere queste sfide.
Negli approfondimenti dei lavori previsti nel Convegno, strutturato in 7 Workshop (vedi riquadro) si analizzano diverse tematiche:

  • Come considerare gli interessi di tutti gli stakeholder della trasformazione digitale che rappresenta innovazione a tutti i livelli? È ormai evidente che siamo entrati in un mondo “digitale”, caratterizzato da un’evoluzione esponenziale delle tecnologie che influenza e sfida pesantemente i modelli di business delle aziende, anche quelle solo apparentemente più tradizionali, innovando fortemente processi e servizi. In un mondo quindi sempre più di “open innovation”, dove non esistono più frontiere e barriere, diventa più importante anche il coinvolgimento e la gestione della relazione con stakeholder esterni all’azienda, quali business partner, vendor e system integrator, partecipanti a vario titolo agli ecosistemi aziendali.
  • Focus sulle tecnologie abilitanti, chiave dell’impresa digitale come il mobile, l’IoT e il Cloud. Gli utenti del mobile, sia dipendenti sia clienti, rappresentano non solo un massiccio agente del cambiamento, ma anche una nuova via di creazione del valore. La mobilità può quindi di diritto essere considerata come un importante componente strutturale di business. La sfida è quella di individuare modelli di business e user experience di successo. Le aziende devono saper cogliere le opportunità messe a disposizione dall’IoT per abilitare nuovi paradigmi digitali, creando valore e facendo un uso sapiente delle competenze interne ed esterne, rivedendo i propri modelli organizzativi e le correlazioni con un ecosistema esterno sempre più importante. Inoltre è importante, per i Cio, la gestione del delicato e difficile equilibrio fra la persistenza delle infrastrutture e dei sistemi di legacy e la prepotente spinta all’impiego del cloud nella trasformazione digitale delle aziende.
  • Quali i problemi e le opportunità generati dall’introduzione di adeguati processi di innovazione e di selezione degli investimenti? Questo è nella sostanza, un passaggio chiave di scelta: ogni azienda deve, infatti, prendere delle decisioni d’investimento, dirette ad allocare ai soli progetti che “creano valore” le limitate risorse disponibili. Per risolvere a sistema la scelta fra possibili alternative è necessario poter valutare le diverse possibilità in base a un’unità di misura adatta a evidenziare sia la validità dell’iniziativa, sia i correlati effetti economico–finanziari: è comunemente accettato che l’unità di misura cui fare riferimento in questo caso sia il valore economico dell’iniziativa.
  • Quali sono le competenze necessarie per assimilare l’invasione digitale che come uno tsunami si insinua nelle strutture e nei piani dell’azienda? Proprio lo stato di connected community, a cui la trasformazione digitale tende, richiederà in futuro sempre di più sofisticate capabilities di tipo umanistico. L’owner di questa trasformazione non può essere una sola persona, ma un coacervo di soggetti che concorrono armonicamente a vincere la sfida della rivoluzione. In questo contesto il Cio ha sicuramente una funzione insostituibile purché sappia interpretare con grande resilienza la molteplicità dei contributi oltre che l’‘unicità dell’obiettivo comune.
  • Verso quali nuovi scenari organizzativi dell’It si sta guardando? Cio “orchestratore” di risorse, relazione con le Line of business basata sullo sviluppo collaborativo di soluzioni, prodotti e servizi: la funzione sistemi informativi è di fronte a un profondo cambiamento organizzativo, di ruolo e di competenze. Come agire affinché questa trasformazione non venga subìta, ma vissuta in modo proattivo?

Dunque una disamina a 360° delle problematiche che la trasformazione digitale, l’innovazione e l’impiego delle tecnologie abilitanti propongono al nuovo Cio, arricchita dalla presenza di importanti testimonianze portate da capi d’azienda e da Cio di particolare successo.
Un appuntamento, come ogni anno, quindi, da non perdere.


I Workshop degli Incontri ICT 2015

1. Il CIO nell’affollata arena degli stakeholder della trasformazione digitale
Coordinatori: Alessandro Campanini (Mediobanca), Gloria Gazzano (Snam), Dario Scrosoppi (Generali)

2. Tecnologie chiave dell’impresa digitale – il Mobile
Coordinatori: Emilio Frezza (MEF- Dip. del Tesoro), Federico Gentili (Fincantieri), Fabrizio Virtuani (PosteMobile)

3. Tecnologie che cambiano il valore della relazione tra persone e cose – l’IoT
Coordinatori: Lorenzo Anzola (Mapei), Danilo Gismondi (Trenitalia), Massimo Messina (UniCredit)

4. L’eredità delle infrastrutture, tra rischi ed opportunità – il Cloud
Coordinatori: Dario Castello (Maserati/FCA), Marco Forneris (Incontri ICT2003), Erminio Marco Iacomussi (Finmeccanica)

5. Innovazione IT: criteri di selezione degli investimenti IT
Coordinatori: Pierluigi De Marinis (Anas), Massimo Milanta (UniCredit), Alessandro Musumeci (Incontri ICT2011)

6. C’è posto per il CIO umanista? Le competenze IT necessarie per assimilare l’invasione digitale
Coordinatori: Gianluca Giovannetti (Amadori), Demetrio Migliorati (Mediolanum), Massimo Rosso (RAI)

7. Scenari organizzativi per l’IT: equilibrio tra agilità ed affidabilità
Coordinatori: Aldo Chiaradia (Furla), Alfonso Fuggetta (Cefriel), Luciano Guglielmi (Mondadori)

Stefano Uberti Foppa
Direttore Responsabile ZeroUno

Giornalista professionista dal 1989, inizia ad occuparsi di giornalismo nel settore informatico nel 1981, partecipando all'avvio della sede italiana del settimanale Computerworld. Nel 1987 passa al mensile ZeroUno di cui nel 1997 assume la direzione insieme a quella del settimanale PcWeek Italia. Opinion leader riconosciuto nel settore Ict in Italia, attualmente è direttore responsabile di ZeroUno edito da Ict&Strategy, società del Gruppo Digital360.

Giorgio Bongiorno
Delegato Finaki in Italia

Giancarlo Capitani
Presidente e Amministratore Delegato NetConsulting

Digital Connected Community: fare impresa e PA in una società digitale integrata

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    LinkedIn

    Twitter

    Whatsapp

    Facebook

    Link

    Articolo 1 di 2