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Finaki 2015: 7 buoni motivi per esserci

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Finaki 2015: 7 buoni motivi per esserci

14 Mag 2015

di Daniele Rizzo

All’evento di Mogliano Veneto tra CIO, vendor e testimoni
di eccezione, la community IT Italiana si confronta e
prepara la propria sfida per la trasformazione digitale
fatta di tecnologia ma anche di nuovo umanesimo.

Qualche settimana addietro un collega Cio, incerto sulla sua partecipazione agli Incontri Ict Finaki 2015 mi chiedeva qualche informazione in più sull’evento, interrogandosi sull’opportunità di investirvi due o tre giorni del proprio tempo in un momento di particolare intensità lavorativa e di altrettante incertezze legate alla comune professione.
Finaki è davvero un evento unico nel panorama italiano dell’It. Il suo programma è interamente concepito e sviluppato dai Cio, ovvero circa 25 colleghi di varia provenienza che compongono un Comitato di Programma rinnovato annualmente e al quale contribuiscono su base totalmente gratuita e volontaria. Una community la cui ambizione è di realizzare appieno nelle rispettive organizzazioni il valore delle tecnologie informatiche, o meglio delle risorse digitali, attraverso lo scambio di idee e conoscenza, promuovendone uno sviluppo che si riverbera sulla community It allargata e sul sistema paese.
La centralità dei Cio nello sviluppo di questo evento è una opportunità, soprattutto se sono chiari i rischi opposti legati a un approccio tecnico e autoreferenziale, in particolare quando si parla di sviluppo digitale. È proprio questo lo spirito che anima un evento che unisce contributi accademici, ampia e paritetica partecipazione di fornitori, rappresentanti del mondo delle istituzioni e delle imprese e testimoni di industry di livello internazionale. Ovvero, parte dell’insieme che è definito in modo esplicito “Digital Connected Community” dal titolo stesso del programma 2015.
Con questi argomenti stavo fornendo al collega una visione più ampia e completa dell’evento, e forse anche motivazioni, approccio e un pizzico di orgoglio che condivido con i membri del Comitato di Programma che, come me, lavorano da quasi un anno alla sua realizzazione; ma forse non stavo ancora rispondendo alla domanda più precisa ed implicita: “Perché dovrei andarci?”
Credo ci siano almeno 7 punti che forniscono una risposta più diretta a questo quesito:

  1. per il tema affrontato che va al cuore della trasformazione prossima ventura in chiave digitale di organizzazioni, professionalità e relazioni, fornendo spunti di riflessione e condividendo esperienze su tematiche fondamentali (relazioni, competenze, tecnologie, criteri di gestione degli investimenti, modelli organizzativi, ecc.), utili per affrontare in chiave propositiva e pragmatica un cambiamento ormai quotidianamente richiesto sul nostro lavoro;
  2. per la qualità delle testimonianze e dei keynote speakers di eccezione: casi italiani e internazionali di successo dove innovazione e digitalizzazione sono denominatore comune, raccontati dai protagonisti (come Andrea Pontremoli, Ceo di Dallara o Marc Frons Cio di The New York Times), Istituzioni preposte a favorire il processo di digitalizzazione del Paese raccontate da manager con ruoli chiave, contributi accademici, dibatti, interviste e testimonianze su temi di “frontiera”, arricchite dalla verve di Carlo Alberto Carnevale Maffè. Tutto questo e molto altro ancora sarà parte del “bouquet” dell’evento;
  3. perché momento unico di confronto tra i protagonisti della community It Italiana, dove una elevata e qualificata partecipazione di professionisti e protagonisti della information technology si ritrova per confrontarsi, scambiare esperienze e lavorare in un clima informale ed aperto, anche grazie alla formula dei workshop in aula e alla stessa natura di evento “immersivo” che consente uno scambio alla pari e nuove reciproche opportunità di contatto tra Cio fornitori e operatori che partecipando contribuiscono all’evento, pur non determinandone agenda o contenuti;
  4. per la location: Nel cuore del distretto industriale trevigiano ed a pochi chilometri da Venezia, Mogliano Veneto ci offre una occasione unica di confronto con alcuni protagonisti del tessuto imprenditoriale del nord est e le loro dinamiche di trasformazione che Stefano Micelli, , Professore di E-business presso il Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università Ca’ Foscari Venezia e Dean di Venice International University, con il libro suo “Futuro Artigiano” ha ben colto e che ci aiuterà a leggere. Inoltre una speciale collaborazione con l’università Ca’ Foscari di Venezia ci offrirà una chiave di lettura originale del cambiamento,  valorizzando le dimensioni più antropologiche ed umanistiche, testimoniate da alcune  inestimabili opere d’arte veneziane che potremo osservare da vicino;
  5. per fornire il proprio contributo con idee, esperienze e professionalità a una community aperta e alla continua ricerca di scambi e nuovi contributori. La possibilità di fare la propria parte in Finaki a vari livelli – Comitato di Programma compreso – parte dalla messa a disposizione delle nostre esperienze verso gli altri. Ed il valore di questa condivisione per gli altri è spesso una sorpresa;
  6. per portare a casa nuove idee, opportunità, spunti in grado di alimentare il futuro nostro e delle nostre rispettive organizzazioni è esattamente la moneta con cui ripaga la disponibilità espressa sopra. Raramente ho lasciato un evento Finaki senza portarmi dietro un paio di spunti pratici, utili al mio lavoro una volta a casa.
  7. Infine, per il nostro futuro professionale, e per quello delle nostre organizzazioni. Il livello di discontinuità in atto sulla professione di Cio e su coloro che operano nell’It non ha precedenti. Shadow It, Organizzazioni bimodali, nascita di nuove figure come quella del Chief Digital Officer sono solo alcuni segnali di cambiamenti ancor più profondi e irreversibili che vanno compresi ed elaborati sotto forma di azioni e scelte professionali nuove, coraggiose e ponderate. La timidezza con cui a volte si è affrontato il confronto con il mondo esterno (se non anche con i propri interlocutori interni) non giova nè al futuro della nostra professione nè a quello delle organizzazioni per le quali operiamo.

L’evento di Finaki si offre come bussola a tutti i professionisti chiave dell’It che intendono affrontare una navigazione complessa ma anche unica, appassionante e densa di opportunità. Una nuova era di umanesimo digitale ci sta aspettando?

*Cio di Autogrill e Presidente del Comitato di Programma Incontri Ict 2015

Daniele Rizzo

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