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Airwatch: l’enterprise mobility è un dato di fatto

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Airwatch: l’enterprise mobility è un dato di fatto

28 Mag 2015

di Nicoletta Boldrini

Nata nel 2003 in ‘tempi non sospetti’, quando l’enterprise mobility appariva sì in qualche report degli analisti ma i cui effetti planetari erano ancora sconosciuti alla maggior parte delle persone e delle aziende, AirWatch si è da subito focalizzata su quest’ambito. “Per innegabile intuizione dei fondatori John Marshall e Alan Dabbiere, i quali avevano previsto che la tecnologia mobile avrebbe completamente rivoluzionato i processi di business delle aziende”, evidenzia Marenza Altieri Douglas, Enterprise Account area Emea dell’azienda.

“Tirando un po’ le somme oggi, possiamo dire che la visione si è trasformata in strategia efficace, dato che siamo 1.800 dipendenti dislocati in una decina di sedi internazionali (cui si aggiungono poi diverse ‘rappresentanze commerciali’ attraverso alleanze e partnership sul territorio globale), ma, aspetto ancor più importante, la nostra piattaforma di Enterprise Mobility Management (Emm) è adottata da oltre 15 mila aziende in circa 150 paesi nel mondo,” continua Altieri Douglas.

Marenza Altieri Douglas Enterprise Account area Emea, AirWatch

Oggi infatti l’azienda propone al mercato una piattaforma modulare e completa (l’ultima release è AirWatch 8) che copre tutti gli aspetti della mobility aziendale, dalla gestione delle e-mail fino a quella dei dispositivi (compresi i laptop), delle applicazioni, dei contenuti, della navigazione web, ecc. “Siamo partiti con le soluzioni di e-mail management e Mdm – Mobile Device Management quando l’approccio all’enterprise mobility era ancora ‘confinato’ alla messa in sicurezza dei dispositivi – confida Altieri Douglas -, e devo dire che in una prima fase anche la parte di Mam – Mobile Application Management ha avuto come driver di adozione la sicurezza (dei dati e del patrimonio informativo dell’azienda)”.

La recente storia ci racconta però uno scenario differente: “l’utente aziendale ‘pretende’ un utilizzo del dispositivo corporate anche per questioni personali, e viceversa (Byod e Byoa); soprattutto, pretende di avere lo stesso grado di libertà, autonomia, flessibilità, velocità nella fruizione dei servizi It enterprise in mobilità come avviene nel mondo consumer, cioè nella sfera privata dell’utente”, evidenzia la manager di AirWatch. “Una ‘pretesa’ così dirompente da risultare non arginabile e non rallentabile; l’unico modo per ‘controllare’ l’enterprise mobility oggi è gestirla attraverso la strategia più corretta e le tecnologie più adeguate”.

Una delle sfide per gli It manager, per esempio, è riuscire a governare l’enterprise mobility alla stessa stregua dei desktop (nonché in modo univoco): “benché si sia ormai entrati nell’era post-PC è innegabile che gli strumenti ‘fissi’ siano ancora un asset di valore nelle aziende”, fa notare Altieri Douglas. “Perché tutto risulti ‘fluido’ per l’utente aziendale e al tempo stesso governato e sicuro per l’It manager è evidente che servano nuovi strumenti di gestione, soprattutto oggi che l’enterprise mobility abbraccia l’IoT”.

L’ultima versione della piattaforma, infatti, amplia il concetto di ‘gestione dei dispositivi’ a tutti gli asset mobili e fissi (desktop, laptop, smartphone, tablet, stampanti e altre perfieriche, ecc.), compresi i sensori e le weareable technology, nonché i sistemi basati su Qnx [sistema operativo real-time ‘Unix-like’, basato su microkernel e mirato principalmente al mercato dei sistemi embedded – ndr]: “ci si avvicina sempre più all’analisi e gestione in tempo reale dei dispositivi, qualunque essi siano; per poterlo fare efficacemente, crediamo servano strumenti in grado di semplificare la vita ai professionisti It, generando valore per l’utente”, conclude Altieri Douglas.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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