“Gli attacchi di ransomware dello scorso anno hanno creato molta più consapevolezza sul cybercrime di dieci anni di convegni”. Così commenta sarcastico Alessio Pennasilico, membro del comitato direttivo del Clusit, lo stato d’attenzione delle imprese italiane nei riguardi della sicurezza informatica. Attenzione peraltro del tutto insufficiente, come dimostrano i dati riportati nel Rapporto Clusit 2018 e lo scarso peso degli investimenti in rapporto con l’ICT: “Solo l’1% è speso nella sicurezza, contro il 10% che gli analisti di Gartner ritengono appropriato”. Malgrado l’effetto positivo degli obblighi di compliance GDPR restano nelle aziende italiane problemi a rispettare la scadenza del 25 maggio prossimo. Di seguito ciò che ci ha raccontato Pennasilico in occasione di un nostro recente incontro a Milano.
Who's Who
Alessio Pennasilico
Partner di P4I e responsabile della practice di information Cybersecurity

ZeroUno: La scadenza degli obblighi GDPR è vicina. Qual è lo stato delle aziende italiane?
Alessio Pennasilico: Lo stato di adeguamento è scarso, quasi tutte hanno realizzato il Registro dei Trattamenti – sanno insomma quali informazioni hanno – ma sono lontane dall’aver messo a punto le misure richieste, riuscire ad analizzare in profondità il rischio e nominato le persone responsabili. C’è più di un motivo per ritenere che le aziende italiane si presenteranno in ritardo all’appuntamento GDPR.




























