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Microsoft, in Italia il private cloud ‘a misura’ di media azienda

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Microsoft, in Italia il private cloud ‘a misura’ di media azienda

20 Dic 2011

di Daniele Lazzarin

Lanciata da pochi giorni una soluzione basata su Windows Server, Hyper-V e System Center in offerta promozionale: ne parliamo con Luca Venturelli, Direttore della Divisione Server & Cloud della filiale italiana

Nel gran parlare che si fa oggi di cloud computing, uno dei luoghi comuni più diffusi è che il private cloud, cioè l'implementazione dei concetti cloud su risorse dedicate a una singola azienda, sia un'opzione destinata solo a grandi realtà con imponenti data center e ampia disponibilità economica. Con un'offerta lanciata da pochi giorni, Microsoft punta invece a promuovere un concetto diverso, in cui il private cloud diventa alla portata anche di aziende medio-piccole, grazie anche a un modello di licenza che secondo la società consentirebbe costi da quattro a nove volte minori rispetto a soluzioni comparabili di concorrenti.
Abbiamo parlato di questi temi con Luca Venturelli, Direttore della Divisione Server & Cloud di Microsoft Italia, che prima di tutto ci ha spiegato più in dettaglio i componenti dell'offerta. “La soluzione private cloud di Microsoft si basa su Windows Server, Hyper-V e System Center (rispettivamente sistema operativo, hypervisor e suite di gestione, ndr) e viene concessa in licenza sulla base del programma Microsoft Enrollment for Core Infrastructure (ECI), che è disponibile in tre versioni, Datacenter, Enterprise e Standard, e offre un'opzione di licenza per processore molto semplice e flessibile – spiega Venturelli -. Noi consigliamo l'ECI Datacenter a tutti i clienti che vogliono provare le soluzioni private cloud di Microsoft, anche le aziende medio piccole, perché dà la possibilità di avere un numero illimitato di macchine virtuali basate su Windows Server su un particolare processore, di gestire un numero illimitato di ambienti di sistemi operativi fisici o virtuali, e comprende anche Forefront Endpoint Protection per la protezione di un numero illimitato di macchine virtuali”.
Passando all'aspetto commerciale dell'offerta appena lanciata da Microsoft in Italia, si tratta, spiega Venturelli, “della proposta d'acquisto 'chiavi in mano' di dieci licenze di System Center, che è il prodotto su cui si basa appunto la nostra soluzione private cloud, a prezzi scontati e comprensiva di servizi di consulenza e implementazione fino a 5 giornate senza sovrapprezzo, per un risparmio totale di quasi il 50% rispetto al listino”. Microsoft Italia ha creato un apposito sito (www.microsoft.it/readynow) per spiegare l'offerta private cloud, e la settimana scorsa è partita anche una campagna pubblicitaria, che prossimamente sbarcherà su tutti i principali media e coinvolgerà anche i partner italiani. Partner che al momento sul private cloud sono una quarantina, precisa Venturelli, tra cui cinque grossi alliance partner, che sono HP, Avanade, Reply, Engineering e Almaviva. “Ma molti altri operatori sono interessati, anche specialisti di virtualizzazione che lavorano già con concorrenti ma cercano una tecnologia alternativa, perché sempre più clienti grandi preferiscono avere almeno due fornitori in quest'ambito, in modo da non vincolarsi troppo a un solo vendor”.

Vantaggi rispetto alla concorrenza
La promozione dell'offerta priva cloud è un grosso investimento per la filiale italiana, sottolinea il direttore della Divisione Server & Cloud, “perché ci interessa mettere in luce le caratteristiche della nostra soluzione e i vantaggi che secondo noi ha rispetto alla concorrenza”. Uno di questi è l'approccio centrato sull'intero ciclo di vita delle applicazioni erogate come servizi, dal provisioning al funzionamento: “Ciò che è importante per il business delle aziende utenti sono le applicazioni, non le macchine virtuali in sé”. Un altro è l'approccio “davvero multipiattaforma”, con supporto a vari ambienti hypervisor (Hyper-V, XenServer, VMware), sistemi operativi (Windows, Linux) e ambienti di sviluppo applicativo (.NET, Java, Python e altri). Il terzo è come già accennato l'aspetto economico: “Non entro nei dettagli, abbiamo white paper molto specifici su questo tema, comunque il concetto di base è che si risparmia per due motivi – sottolinea Venturelli -. Il primo è che molti nostri clienti hanno già un pezzo di private cloud in casa, che è Windows Server 2008 R2, in cui c'è già senza soprapprezzo l'hypervisor Hyper-V, che è il 'motorino' del private cloud dal pdv della virtualizzazione delle risorse; il secondo è che si paga per processore, e poi su quel processore si possono mettere tante macchine virtuali quante ne regge: non facciamo pagare in funzione del numero di macchine virtuali, né tantomeno dell'utilizzo di vRAM”.
Secondo i calcoli dettagliati di Microsoft, questi risparmi porterebbero a costi da cinque a nove volte più bassi di soluzioni comparabili dei concorrenti, aprendo l'opportunità del private cloud anche ad aziende medie o medio-piccole: “Penso che una soluzione come la nostra sia alla portata di una realtà anche da 200 dipendenti, a patto che abbia un portafoglio di una decina di applicazioni 'importanti', tra cui per esempio un piccolo ERP, un CRM, l'e-mail, il sito di e-commerce, una soluzione per la produzione o il magazzino, e magari la virtualizzazione desktop – conclude Venturelli -. Bastano 6 processori con 6-8 core, per gestire un'azienda come questa, non c'è bisogno neanche di consolidare su nuovo hardware se si ha già in casa per esempio un blade server abbastanza evoluto: non stiamo parlando di grandi batterie di macchine, ma di infrastrutture che stanno in una piccola stanza data center ben condizionata, oppure presso un host”.

Daniele Lazzarin

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