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OVHcloud promette una sovranità a 360 gradi sulla nuvola

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OVHcloud promette una sovranità a 360 gradi sulla nuvola

Non solo sovranità dei dati, ma anche sovranità tecnologica e operativa: la scommessa del cloud provider europeo è fornire servizi web e infrastrutturali completamente ‘sovrani’, consentendo alle aziende utenti d’implementare e gestire cloud aperti e reversibili. Sono questi i valori fondanti su cui OVHcloud punta, per rispondere alle esigenze delle imprese, che ricercano soluzioni cloud più semplici e veloci da adottare e gestire. Al contempo, la strategia della società è rilanciare il proprio business nel mondo, in Europa e in Italia, posizionandosi come possibile alternativa agli hyperscaler globali

22 Nov 2021

di Giorgio Fusari

A poche settimane dal lancio, sulla Borsa di Parigi, di un’offerta pubblica iniziale (IPO) che gli ha permesso di raccogliere 350 milioni di euro, OVHcloud, fornitore cloud europeo, con 1,6 milioni di clienti nel mondo, ora può contare su nuovi mezzi per costruire, nei prossimi anni, la nuvola che ha in mente: un cloud “aperto, fidato, reversibile, sostenibile”, ma soprattutto sovrano. Dove, con sovranità, il cloud provider intende l’abilità di dare ai propri clienti il controllo, non solo sui loro dati, ma anche sulla tecnologia che utilizzano, e sul modello di deployment che adottano.

Occasione per fare il punto sulla strategia globale, e sulla sua declinazione in Italia, una conferenza di presentazione in anteprima dei temi chiave dell’evento internazionale EcoEx21, in cui annualmente OVHcloud condivide con partner e clienti i princìpi fondanti della propria azione di business.

Piano di espansione globale

“Prendiamo molto seriamente la sovranità e la protezione dei dati” spiega Michel Paulin, CEO di OVHcloud, aggiungendo che la società userà le nuove risorse finanziarie per accelerare la roadmap d’innovazione ed estendere ulteriormente la presenza a livello globale, attraverso un piano strategico di cinque anni. “Una più forte presenza globale significa più data center in Europa, Asia meridionale, Nord America, per essere il più vicino possibile” ai diversi mercati, servire meglio i clienti e rafforzare le relazioni con i vari stakeholder, ovunque nel mondo. Espansione globale, innovazione e sostenibilità, precisa Paulin, restano priorità chiave, “perché la sostenibilità è stato un pilastro di OVHcloud, fin dal primo giorno”. L’obiettivo è rendere le operation “carbon neutral” entro il 2025, e raggiungere “zero emissioni nette” per l’intera catena del valore, appaltatori e fornitori, entro il 2030.

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Michel Paulin, Chief Executive Officer di OVHcloud

Sovranità su tre fronti

Octave Klaba, fondatore e presidente di OVHcloud, sintetizza i punti essenziali: riguardo al piano strategico di espansione, oltre ad estendere i data center esistenti, il cloud provider sta pianificando di espandere la presenza in Germania, Regno Unito, e oltre. “I nostri clienti ci hanno chiesto di aggiungere nuove location in Italia e Spagna. In Nordamerica siamo presenti sulla costa orientale, occidentale e nella regione centrale; in Canada, stiamo pianficando d’implementare un secondo data center a Toronto. In India stiamo costruendo il nostro primo data center, e pensando di espandere la nostra presenza in Asia, in almeno quattro nuovi paesi”.

La sovranità dei dati è un altro punto chiave, ma oggi “non è sufficiente” sottolinea Klaba. “Due anni fa abbiamo cominciato a parlare di sovranità tecnologica basata su OpenStack, e la nostra strategia punta a fornirla, secondo la guida dell’iniziativa europea Gaia-X. Ma anche la sovranità tecnologica non è sufficiente: oggi cominciamo a parlare di sovranità operativa, per consentire ai nostri clienti di scegliere anche dove dispiegare il proprio cloud. Forniremo, quindi tutte e tre queste sovranità: data sovereignty, technological sovereignty, operational sovereignty”.

Octave Klaba, fondatore e presidente di OVHcloud

OVHcloud, precisa Klaba, erogherà i servizi nei propri data center nelle modalità public cloud, hosted private cloud, o bare metal cloud, fornendo lo stack tecnologico completo, hardware e software. “E se, per i clienti, non fosse ancora abbastanza, potranno scaricare gratuitamente lo stack open source e gestirlo autonomamente. Invitiamo anche i nostri concorrenti a offrire questa piattaforma nei propri data center, per i nostri clienti, e, perché no, anche per i loro”.

Un terzo aspetto attiene al piano di iper-resilienza: “I clienti ci chiedono più sicurezza per i loro dati; e tutti i nostri data center rispettano le attuali normative, ma non basta. Oggi, il cloud diventa le fondamenta dell’intera economia, e per i nostri data center abbiamo creato standard totalmente nuovi. Anche per quanto concerne il backup, intendiamo trasformare il settore e gli standard, e includeremo un ‘regular backup’ in tutti i servizi. Inoltre, vogliamo essere considerati come esperti del backup e disaster recovery, e per raggiungere questo obiettivo strategico, offriremo nuovi prodotti basati su tutto il software esistente, disponibile sul mercato”.

Novità in vista e obiettivi per il 2022

Nei prossimi mesi, illustra il CTO Thierry Souche, OVHcloud renderà disponibili nuovi prodotti e soluzioni. Tra le più recenti, il lancio di soluzioni ‘hosted private cloud’ certificate SecNumCloud, di cui possono beneficiare le aziende più grandi che necessitano di sistemi di cloud privato ospitato. Le soluzioni di backup sono state migliorate, dopo l’acquisizione della società OpenIO, attraverso la disponibilità, in versione beta, di un’offerta di ‘high performance object storage’, mentre, prossimamente, dovrebbero anche essere resi disponibili, tra i vari servizi, soluzioni di ‘hyper-resilient cold storage’, ‘standard object storage’, e ‘high performance block storage’.

Nell’area del cloud pubblico, è ora disponibile ‘as a service’ il database NoSQL MongoDB, e, in beta, vengono rilasciati i database open source MySQL, PostgreSQL, Kafka, Redis. Sul versante dell’intelligenza artificiale, aggiunge Souche, OVHcloud punta a espandere i servizi, dall’AI training, all’AI inferencing, “per consentire ai clienti d’integrare facilmente questi algoritmi di training nei loro processi di business”.

Thierry Souche, Chief Technology Officer di OVHcloud

Sullo sfondo, l’ambizione di OVHcloud, nel 2022, è “rendere open source l’intero cloud stack”, gestendo la sovranità tecnologica e operativa in collaborazione con i partner europei, e stimolando l’innovazione digitale attraverso tutto l’ecosistema.

In Italia: forte impegno sull’iniziativa Gaia-X e accelerazione verso PaaS

Ribadendo la necessità di costruire un ecosistema di aziende allineate sui valori sostenuti da OVHcloud, John Gazal, Vice President Southern Europe & Brazil, ricorda che, quest’anno, quasi una trentina di startup italiane si sono unite allo Startup Program. Inoltre, l’azienda, in Italia, ha rafforzato la collaborazione con partner strategici come Serco, Capgemini, Atos, incorporando nel Partner Program oltre una ventina di nuovi advanced partner italiani.

John Gazal, Vice President Southern Europe & Brazil di OVHcloud

Riguardo alla sovranità dei dati, Gazal si dice “molto contento che l’ecosistema italiano abbia risposto così bene all’iniziativa europea Gaia-X”. Sul fronte delle soluzioni per medie e grandi aziende, ai clienti italiani sono state fornite nuove soluzioni di intelligenza artificiale, e gamme di servizi di storage e bare metal cloud. “Volendo riassumere, il 2021 è stato un anno di consolidamento del nostro ecosistema locale, e del ruolo di cloud provider di punta in Europa nella promozione di soluzioni sovrane”.

OVHcloud punta a fornire una completa sovranità sui servizi cloud

Nel 2022, aggiunge Gazal, OVHcloud continuerà a supportare l’iniziativa Gaia-X in Italia, mentre il programma Open Trusted Cloud consentirà a nuovi attori, nelle aree PaaS (platform as-a-service) e SaaS (software as-a-service), di unirsi all’ecosistema. Nel 2022, in termini di espansione, “continueremo a far crescere il nostro ecosistema di partner e startup in Italia, con una chiara focalizzazione sull’industria spaziale. L’accelerazione verso le soluzioni PaaS è un elemento chiave, perché siamo storicamente conosciuti come IaaS provider”. Il programma è ambizioso, conclude Gazal, ma l’innovazione sulle soluzioni PaaS e l’accelerazione in quest’area tecnologica rappresentano la risposta alla domanda dei clienti, che stanno ricercando soluzioni cloud facili e rapide da usare.

Giorgio Fusari

Giornalista

Nel settore giornalistico dal 1989, Giorgio Fusari negli anni ha collaborato per numerose pubblicazioni nel panorama tecnologico e ICT italiano, tra cui la rivista NetworkWorld Italia (gruppo IDG); il settimanale di tecnologia @alfa, del quotidiano Il Sole 24 Ore, la testata Linea EDP. Dal 2012 collabora con il gruppo Digital360 e in particolare con ZeroUno. Tra le aree di maggior specializzazione di Giorgio, il crescente universo dei servizi cloud, il networking, le tecnologie di cybersecurity.

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