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Gaia-X Summit lancia l’ecosistema europeo dei dati

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Gaia-X Summit lancia l’ecosistema europeo dei dati

Nel corso di due giornate di Summit pan-europeo, i circa 4mila partecipanti alla conferenza virtuale, in rappresentanza di imprese private, aziende partecipate dal pubblico e associazioni degli stati membri UE, con una nutrita pattuglia italiana, e non, hanno discusso sul ruolo del cloud europeo dei dati come driver per nuovi modelli di innovazione e di business nel vecchio continente.

20 Nov 2020

di Elisabetta Bevilacqua

Il Pan-European Gaia-X Summit è stato il punto di approdo di un percorso per la creazione di un cloud europeo i cui membri fondatori sono Germania e Francia, ma che vede oggi la partecipazione di altri paesi europei e in particolare dell’Italia. Il Summit ha visto una nutrita delegazione italiana (Almaviva, Aruba, Assosoftware, Bit4id, Cefriel, Confindustria Digitale, Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, Cy4gate, Dedagroup, Enel, Engineering, Eurolink, Eustema, Fastnet, Intesa Sanpaolo, Irideos, Leonardo, Lineup, Netalia, Poste Italiane, Real Comm, Reply, Retelit, Siav, Sogei, Tim, Top-ix, Vargroup e Westpole), la terza per numero di partecipanti dopo quella tedesca (con 49 membri) e quella francese (con 33), guidata da Paola Pisano, ministro per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, in rappresentanza del Governo italiano. “Le aziende italiane e altre componenti chiave dell’economia digitale italiana abbracciano pienamente il progetto e sono pronte a sostenere i nostri sforzi per Gaia-X. I dati sono già oggi il fattore determinante della produzione del ventunesimo secolo. Abbiamo bisogno di un ecosistema digitale europeo aperto e interoperabile, in cui i dati e i servizi possano essere condivisi in un contesto di fiducia. La nostra ambizione è promuovere questi obiettivi unendo le forze con i nostri partner europei in Gaia-X”, ha detto la ministra, sottolineando la necessità di costruire una infrastruttura europea cloud pubblica per garantire l’indipendenza dell’UE dai colossi asiatici e statunitensi che oggi dominano il mercato pubblico dell’archiviazione, elaborazione o trasmissione dei dati e raggiungere così l’autonomia digitale.

A rappresentare il mondo delle imprese italiane è intervenuto Luigi Gubitosi, vice presidente per il digitale di Confindustria e amministratore delegato di TIM, che ha candidato la sua associazione alla realizzazione del Regional Hub italiano di Gaia-X. “Confindustria ha da subito seguito il progetto Gaia-X a livello europeo e nazionale e, in accordo con le istituzioni italiane, si è prontamente adoperata per promuoverne le attività sul territorio, avviando una forte azione di sensibilizzazione nei confronti delle aziende e dei player nazionali con l’obiettivo di stimolarne e facilitarne l’adesione al progetto, già da questa prima fase”, ha detto, precisando l’intenzione di supportare Gaia-X nella progettazione e nello sviluppo di un’infrastruttura dei dati sovrana e pienamente operativa, per favorire la diffusione delle best practice a livello di singoli domini e promuovere l’adesione al progetto a nuovi soggetti favorendo lo sviluppo della domanda.

Gaia-X, per promuovere un nuovo spazio europeo dei dati

Il progetto, avviato da Europe for Europe, nasce per creare un’infrastruttura sicura di dati per l’Europa, in grado di soddisfare i più alti standard di sovranità digitale e promuovere al tempo stesso l’innovazione. L’obiettivo è sviluppare requisiti comuni per un’infrastruttura di dati federata e basata sui principi europei di apertura, trasparenza, interoperabilità, capacità di connessione fra i Paesi dell’Unione. A questi requisiti richiede siano allineati i provider di rete e di interconnessione, Cloud Solution Provider (CSP), High Performance Computing (HPC), cloud specifici di settore e sistemi edge, andando identificare i requisiti tecnici minimi e i servizi necessari per far funzionare l’ecosistema federato. Lo sviluppo di questi servizi seguirà i principi di Security by Design e includerà anche il concetto di Privacy by Design al fine di garantire i massimi requisiti di sicurezza e protezione della privacy.

Come illustrato in figura, il progetto Gaia-X è suddiviso in due diversi flussi di lavoro (workstream) su temi specifici: 1) ecosistemi e requisiti degli utenti, 2) implementazione tecnica.

Struttura del progetto Gaia-X
Struttura del progetto Gaia-X. Fonte: Gaia X

È prevista anche un’unità inter-funzionale, nota come Joint requirements expert tribe, composta da due gruppi di lavoro che vengono convocati su base flessibile e che trattano argomenti in cui vi è una forte interdipendenza tra workstream. La struttura del progetto è agile, può essere adattata nel tempo in linea con le condizioni quadro e garantisce la collaborazione su argomenti separati.

La partecipazione al progetto e il contributo per il suo sviluppo sono aperti a tutti i partner europei, oltre ai Paesi fondatori e ai 1-day member, il cui elenco è stato comunicato in occasione del Summit.

Apertura ai grandi cloud provider e integrazione con il “cloud nazionale”

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La partecipazione, almeno in termini di dialogo, è stata aperta ai grandi provider internazionali alcuni dei quali partecipano anche come 1-day member. Fra gli intervenuti al Summit figurano ad esempio Hillary Hunter – IBM Cloud, Caspar Klynge – Microsoft, Max Peterson – Amazon Web Services, Wieland Holfelder – Google, che si sono aggiunti agli interventi di provider europei con Michel Paulin della francese OVHcloud, Maximilian Ahrens della tedesca T-Systems International, e il già citato Gubitosi di TIM.

Si tratta di capire quale sarà il loro ruolo, visto il loro coinvolgimento sembra inevitabile in quanto detentori di gran parte delle tecnologie. Sembra di capire che l’obiettivo di Gaia-X non sia tanto creare un cloud europeo in competizione con i grandi provider internazionali, quanto di definire un sistema di regole e standard comuni per gestire, far circolare e estrarre valore dai dati. In questo senso l’UE potrebbe giocare un ruolo analogo a quello esercitato con il regolamento europeo GDPR che sta di fatto definendo lo standard internazionale per la privacy a cui i grandi player si stanno allineando.

Un altro punto aperto è l’integrazione con il cloud nazionale di cui da tempo si parla. “Il cloud è importantissimo perché rende i servizi più efficienti, più sicuri ma è anche importante per una politica del Paese. Dobbiamo iniziare ad avere queste competenze all’interno del Paese”, aveva detto la ministra Pisano in occasione del Forum PA, ricordando che attualmente ci approvvigioniamo di risorse di cloud per l’80% da fornitori extra Ue.

Nell’attesa di realizzare il cloud nazionale, un progetto che si prospetta lungo e costoso, come si muoverà l’Italia? È ad esempio significativo che i case use di Gaia-X provengono da organizzazioni e aziende di diversi Paesi come Germania, Francia, Paesi Bassi, Spagna e Svizzera, ma al momento nessuno dall’Italia.

È il momento per imprese e organizzazioni pubbliche italiane di battere un colpo e non limitarsi ad un’adesione formale.

Elisabetta Bevilacqua

Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

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