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Sviluppo cloud native: il ruolo di Red Hat OpenShift 4.7

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Sviluppo cloud native: il ruolo di Red Hat OpenShift 4.7

Maggior velocità, sicurezza e scalabilità per lo sviluppo software, con questi obiettivi è stata progettata la nuova versione di Red Hat OpenShift

15 Mar 2021

di Redazione

La nuova versione di Red Hat OpenShift, la 4.7, si basa su Kubernetes 1.20 ed è stata progettata per aiutare ad alleggerire lo sforzo dei team IT che cercano di unire applicazioni tradizionali e cloud-native.

Tutte le nuove funzionalità si basano sulla piattaforma unificata che Red Hat OpenShift fornisce in ambiente open hybrid cloud.

Più nello specifico, Red Hat OpenShift 4.7 comprende la più recente versione di OpenShift Virtualization. Presentato inizialmente a luglio 2020, OpenShift Virtualization è pensato per aiutare le organizzazioni ad abbattere le barriere applicative tra l’infrastruttura tradizionale e quella cloud-native ed estendere il controllo sulle risorse distribuite.

Nuove funzionalità e miglioramenti poi includono: possibilità di importare in Red Hat OpenShift macchine virtuali esistenti; modelli per la creazione di VM con un solo clic; integrazione con Red Hat Advanced Cluster Management for Kubernetes, che fornisce policy e governance migliorate per l’implementazione delle applicazioni, comprese quelle virtuali.

Inoltre, Red Hat OpenShift 4.7 espande il supporto ai Windows Containers, annunciato alla fine del 2020.

Oltre al supporto di Windows Container su Amazon Web Services (AWS) e Azure, OpenShift includerà presto il supporto per Windows Containers su vSphere (previsto per il mese prossimo) utilizzando Installer Provided Infrastructure (IPI). Questo fornisce un percorso di riferimento alle organizzazioni che intendono spostare Windows Container su Red Hat OpenShift indipendentemente da dove si trovano, senza la necessità di ri-architettare completamente o scrivere nuovo codice.

Red Hat ha inoltre annunciato che Migration Toolkit for Virtualization, presto disponibile come technology preview, è stato pensato per semplificare la migrazione di macchine virtuali su ampia scala verso Red Hat OpenShift Virtualization. In questo modo, gli sviluppatori hanno la possibilità di accedere più facilmente alle macchine virtuali legacy, mentre sviluppano nuove applicazioni cloud-native.

Migration Toolkit for Virtualization può essere rapidamente implementato in un ambiente OpenShift, sfruttando il facile utilizzo di Operator disponibile su OperatorHub. Le migrazioni vengono eseguite in pochi semplici passi, fornendo inizialmente le credenziali di origine e di destinazione, poi mappando l’infrastruttura di origine e di destinazione, creando un piano operativo dettagliato e infine eseguendo la migrazione.

Migration Toolkit for Virtualization sarà generalmente disponibile nel corso di quest’anno e includerà estese funzionalità per ridurre ulteriormente i tempi di inattività, diminuire il rischio e ottimizzare il successo complessivo del progetto. Tra le funzionalità ci saranno controlli pre-migrazione per rilevare potenziali problemi di compatibilità, funzionalità avanzate di copia dei dati e capacità di automazione più spinte, per ridurre la necessità di ricorrere ad attività manuali durante la migrazione.

Red Hat OpenShift 4.7 introduce anche la technology preview di OpenShift GitOps, fornendo un fra-mework per le organizzazioni che intendono iniziare a operare su GitOps. Basato su Argo CD, Open-Shift GitOps offre una delivery dichiarativa e continua a OpenShift integrando strumenti CI/CD tra cui OpenShift Pipelines, con i repository di codice GitHub e GitLab, per aggiornare le operazioni attra-verso flussi di lavoro Git.

Erogando l’infrastruttura sotto forma di codice dall’idea alla produzione, OpenShift GitOps permette alle organizzazioni di gestire, proteggere e aggiornare le applicazioni attraverso Git, migliorando time to market, facilità degli aggiornamenti e sicurezza.

“Red Hat – ha spiegato Ashesh Ba-dani, senior vice president, Cloud Platforms, Red Hat – ha chiaro come la modernizzazione delle applicazioni presenti immense opportunità per le organizzazioni, ma aumenti anche la pressione su team IT già messi sotto stress. Red Hat OpenShift 4.7 offre funzionalità che aiutano le aziende a modernizzare in più fasi, seguendo una tempistica in linea con le loro esigenze e senza interrompere i servizi esistenti. Inoltre, collegando applicazioni moderne e tradizionali, Red Hat OpenShift è in grado di fornire un’esperienza operativa e di gestione unica tra le applicazioni, indipendentemente da dove esse si trovano o dall’infrastruttura sottostante”.

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Redazione

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