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Red Hat, così è possibile innovare su container Windows e Linux

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Red Hat, così è possibile innovare su container Windows e Linux

Red Hat OpenShift fornisce alle organizzazioni che eseguono workload misti i vantaggi di una piattaforma Kubernetes comune, con una soluzione unificata per gestire i container

01 Feb 2021

di Redazione

Red Hat ha annunciato che è possibile eseguire Windows Containers attraverso Red Hat OpenShift. Grazie alla possibilità di gestire workload sia basati su Linux che su Windows, i team IT possono eliminare la necessità di stack di software paralleli in ambienti hybrid cloud.

In pratica, Red Hat OpenShift fornisce alle organizzazioni che eseguono workload misti (Windows e Linux) i vantaggi di una piattaforma Kubernetes comune, con una soluzione unificata per gestire i container, indipendentemente dal fatto che i carichi di lavoro cloud-native eseguano Microsoft Windows o Red Hat Enterprise Linux.

Per consentire il supporto dei container Windows, Red Hat OpenShift utilizza Windows Machine Config Operator (WMCO), un operator certificato OpenShift basato sul Kubernetes Operator Framework, supportato congiuntamente sia da Red Hat che da Microsoft. Gli utenti di Red Hat OpenShift possono accedere al Windows Machine Config Operator tramite l’Operator Hub per iniziare a gestire i loro container Windows all’interno della console OpenShift.

Più nello specifico, con Windows Machine Config Operator come elemento cardine, Red Hat OpenShift orchestra sia Red Hat Enterprise Linux che Windows nell’esecuzione come building block applicativi e supporta le applicazioni .NET Core, .NET Framework e altre applicazioni Windows. Le organizzazioni possono quindi eseguire container Windows su Red Hat OpenShift ovunque sia supportato nell’open hybrid cloud, compresi server bare-metal, Microsoft Azure, AWS, Google Cloud, IBM Cloud e, in futuro, VMware vSphere.

Red Hat OpenShift vuole cioè offire alle aziende la possibilità di: trasferire container Windows su Red Hat OpenShift senza bisogno di ri-architettare com-pletamente o scrivere nuovo codice; ridurre i costi di implementazione per workload containerizzati in ambienti IT eterogenei; innalzare produttività e agilità di DevOps fornendo una gestione cloud-native attraverso un’unica piattaforma; migliorare portabilità e persistenza delle applicazioni in ambienti hybrid cloud, includendo nuove implementazioni di public cloud o installazioni edge.

“Red Hat OpenShift – ha spiegato Ashesh Badani, senior vice president, Cloud Platforms, Red Hat – fornisce già alle aziende una solida base per connettere i workload attraverso il cloud ibrido, e ogni nuova funzionalità è pensata per portare avanti questa mission. Con il supporto di Red Hat OpenShift per i container Windows, le aziende non devono più gestire stack IT separati per i loro container Linux e Windows, aiutando ad abbattere i silos e rendendo più facile per le imprese procedere nel loro per-corso verso il cloud-native”.

“La nostra collaborazione con Red Hat – ha commentato John Gossman, distinguished engineer, Microsoft – continua ad evolversi mentre lavoriamo per soddisfare esigenze dei clienti incentrate sulla modernizzazione del business e sull’adozione del cloud ibrido. Lavoriamo già a stretto contatto su Azure Red Hat OpenShift, un servizio Kubernetes gestito e supportato congiuntamente su Microsoft Azure. L’annuncio di oggi sottolinea ulteriormente il nostro impegno a supportare i clienti affrontando richieste IT in continua evoluzione, e portando i container Windows e Linux su un’unica piattaforma ottimizzata per l’hybrid cloud, come Red Hat OpenShift per Windows Containers”.

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Redazione

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