OpenShift Container Storage 4.5: pensato per ambienti open hybrid cloud

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OpenShift Container Storage 4.5: pensato per ambienti open hybrid cloud

Red Hat ha progettato la nuova soluzione per offrire un supporto esteso dei workload per dati a riposo, in movimento e in azione sulla piattaforma Kubernetes

13 Ott 2020

di Redazione

È stato rilasciato, ed è già disponibile, Red Hat OpenShift Container Storage 4.5, che fornisce servizi dati basati su Kubernetes per applicazioni moderne e cloud-native in ambiente open hybrid cloud. Strettamente integrato con Red Hat OpenShift Container Platform, Red Hat Openshift Container Storage 4.5 è stato progettato per aiutare le aziende ad abilitare un’architettura di servizi dati per le applicazioni senza soluzione di continuità.

Nello specifico, l’ultima versione di Red Hat OpenShift Container Storage rappresenta una nuova opzione di distribuzione in modalità esterna con Red Hat Ceph Storage, che può fornire una scalabilità di oltre 10 miliardi di oggetti, senza compromettere le prestazioni.

Red Hat OpenShift Container Storage 4.5 supporta le notifiche integrate dei bucket Amazon S3, consentendo agli utenti di creare una pipeline di dati automatizzata per ingerire, catalogare, instradare ed elaborare i dati in tempo reale. Con la possibilità di creare architetture guidate dalle notifiche e l’accesso integrato a Red Hat AMQ Streams e OpenShift Serverless, le organizzazioni possono realizzare l’efficienza dei data pipeline automatizzati.

Red Hat OpenShift Container Storage 4.5 offre alle organizzazioni un controllo più granulare sul disaccoppiamento dei calcoli dallo storage, supportando un’ampia gamma di carichi di lavoro, dai database sensibili alla latenza, ai magazzini dati scalabili e orientati al throughput, fino ai data warehouse e ai data lake. Le architetture di intelligenza artificiale, focalizzate sull’inferenza e la modellazione, possono trarre vantaggio dal disaccoppiamento, mentre le architetture di machine learning beneficiano da uno storage più strettamente accoppiato per l’ingest di dati ad alte prestazioni e la formazione dei modelli.

Con il supporto integrato per lo storage a oggetti, file e blocchi, Red Hat OpenShift Container Storage 4.5 può gestire tutti i tipi di dati comunemente usati nelle applicazioni basate su container con un’unica console centralizzata, aiutando a ridurre la complessità e aumentando la scelta per i clienti. Inoltre, l’operatore Rook per Red Hat Ceph Storage migliora ulteriormente la gestibilità della piattaforma.

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Red Hat OpenShift Container Storage è la soluzione di storage dinamico persistente per molti servizi sulla piattaforma Red Hat OpenShift Container Platform, come le metriche, i log e il registro.

Con la recente release di Red Hat OpenShift Virtualization, i clienti possono ospitare macchine virtuali e container su un’unica piattaforma integrata che include Red Hat OpenShift Container Storage, che, nella versione 4.5, offre uno storage persistente altamente disponibile, compreso l’accesso a blocchi di lettura e scrittura condivisa (RWX) per migliorare le prestazioni, e una soluzione di storage integrata per i container e le macchine virtuali.

I servizi dati Red Hat Data Services offrono astrazioni native del cloud per semplificare l’accesso e la trasformazione dei dati mantenendo un’esperienza utente coerente in tutto il cloud ibrido. Basati su Red Hat OpenShift Container Storage, i Red Hat Data Services consentono una collaborazione più profonda tra i fornitori e gli utenti di dati a riposo, in movimento e in azione.

“Mentre le organizzazioni continuano a modernizzare le applicazioni native del cloud – ha dichiarato Mike Piech, vice presidente e direttore generale, cloud storage e servizi dati, Red Hat – una parte essenziale della loro trasformazione è comprendere come sbloccare la potenza dei dati che queste applicazioni stanno generando. Con Red Hat OpenShift Container Storage 4.5, e la sua impareggiabile integrazione con OpenShift, abbiamo compiuto un significativo passo avanti nella nostra missione di rendere i dati aziendali accessibili, resilienti e azionabili alle applicazioni in ambienti open hybrid cloud”.

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Redazione

Nel corso degli anni ZeroUno ha esteso la sua originaria focalizzazione editoriale, sviluppata attraverso la rivista storica, in un più ampio sistema di comunicazione oggi strutturato in un portale, www.zerounoweb.it, una linea di incontri con gli utenti e numerose altre iniziative orientate a creare un proficuo matching tra domanda e offerta.

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