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NetApp, il Software Defined Storage per l’hybrid cloud

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NetApp, il Software Defined Storage per l’hybrid cloud

25 Mag 2015

di Riccardo Cervelli

Il vendor punta sul suo framework NetApp Data Fabric per permettere alle aziende di implementare i modelli di cloud ibrido più confacenti alle proprie esigenze. Con la funzionalità Clustered Data Ontap possibili migrazioni non disruptive verso cloud pubblici e fra diversi public cloud.

MILANO – Il prossimo futuro delle architetture It aziendali sarà contrassegnato dall’hybrid cloud. Secondo un’analisi sui trend del 2015 realizzata da Jay Kidd, Senior Vice President e Cto di NetApp, “le organizzazioni cercano di integrare sempre più servizi di cloud pubblico per garantirsi costi prevedibili, provisioning più rapido e scalabilità potenzialmente infinita. D’altra parte, anche il cloud privato comporta notevoli vantaggi in termini di scalabilità, rendimento della struttura It e privacy. Ciò a cui però siamo di fronte è una sempre maggiore affermazione del modello di cloud ibrido, che permette di ottimizzare i costi, sfruttare le opportunità e ridurre i rischi”.

Presentando le evidenze di questo studio e contestualizzandole in Italia, Roberto Patano, Senior Manager Systems Engineering NetApp Italia, sottolinea la diversità degli approcci al cloud che possono esserci fra un’azienda e un’altra. “Nel definire la propria offerta per l’hybrid cloud – afferma – NetApp ha attribuito la massima importanza alla comprensione profonda dei processi che possono essere implementati in ogni organizzazione. Quest’analisi l’ha portata a creare NetApp Data Fabric”.

Roberto Patano, Senior Manager Systems Engineering NetApp Italia

Il vantaggio principale di questo framework è l’agilità con cui permette di spostare dati e workload tra public e private cloud. “Da azienda che ha il suo punto focale nello storage – continua Patano – riteniamo fondamentali gli aspetti di movimentazione, automazione e controllo”. Per controllo NetApp intende anche il monitoraggio dell’utilizzo delle risorse, reso possibile da un unico cruscotto per tutto l’ambiente storage. La movimentazione e l’automazione sono invece le principali prerogative del modello Software Defined Storage, che consente di capitalizzare su risorse hardware storage eterogenee, all-flash array, sistemi ibridi a tecnologia flash e disco (“Anche in futuro – afferma il Senior Manager Systems Engineering NetApp Italia – continueranno ad esserci esigenze di archiviazione che è più conveniente soddisfare con dischi capacitativi ad alte prestazioni”), tecnologie NetApp e di terze parti, definite a livello software.

La funzionalità Software Defined Storage per eccellenza, all’interno del framework NetApp Data Fabric, è il sistema operativo Clustered Data Ontap. Una tecnologia complementare alla nuova soluzione Cloud Ontap, che permette di implementare Clustered Data Ontap su cloud pubbliche e di integrare al meglio queste con i clienti finali e con altre cloud. Una risposta, quindi, anche a un altro trend evidenziato da Jay Kidd: il desiderio della maggior parte degli utenti di implementare cloud ibridi multi-vendor ed evitare il lock-in con un solo cloud provider.

Il software NetApp Data Ontap in cluster vanta, fra le referenze italiane, quella prestigiosa di Italiaonline, che raggruppa tutti i brand e gli asset di Matrix e Libero. L’internet company ha scelto la tecnologia NetApp per rinnovare la propria infrastruttura per l’erogazione dei servizi di posta elettronica relativa ai domini del mercato Consumer free e Consumer Premium. “Nel giro di soli cinque mesi – testimonia Mauro Binda, Vice President information Technology Italiaonline – siamo riusciti a migrare 15 milioni di caselle Libero. Gli utenti non si sono accorti di nulla e si sono ritrovati anche con più spazio di memoria a disposizione e maggiori servizi”.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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