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Kubernetes, RedHat presenta la nuova generazione di OpenShift

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Kubernetes, RedHat presenta la nuova generazione di OpenShift

OpenShift 4 è stata progettata per offrire un’esperienza cloud-like in ambiente hybrid cloud, spingendo aggiornamenti automatizzati sulle diverse installazioni Kubernetes, ovunque

27 Mag 2019

di Redazione

Red Hat ha aggiornato la sua offerta con la versione Red Hat OpenShift 4, la nuova generazione della sua piattaforma Kubernetes enterprise, reingegnerizzata per rispondere ai complessi scenari reali dell’orchestrazione di container in sistemi di produzione. OpenShift 4 è progettata per offrire un’esperienza cloud-like in ambiente hybrid cloud, spingendo aggiornamenti automatizzati sulle diverse installazioni Kubernetes, ovunque. Abbinata a una superiore flessibilità di sviluppo e con il supporto di Kubernetes Operators, questo aiuta a porre una base più solida e costante per carichi di lavoro cloud-native, nuovi ed emergenti.
In pratica, Red Hat OpenShift 4 opera come un’unica esperienza cloud per il mondo hybrid, e consente un approccio automation-first con: una piattaforma hybrid cloud self-managing per fornire un’esperienza cloud-like tramite aggiornamenti automatici software e lifecycle management sull’hybrid cloud, partendo dalle solide basi rappresentate da Red Hat Enterprise Linux e Red Hat Enterprise Linux CoreOS. Questo consente livelli superiori di sicurezza, possibilità di effettuare audit, ripetibilità, semplicità di gestione ed esperienza utente. Garantisce, inoltre, adattabilità e supporto eterogeneo, disponibile nel corso dei prossimi mesi verso i principali vendor cloud (tra cui Alibaba, Amazon Web Services (AWS), Google Cloud, IBM Cloud, Microsoft Azure, tecnologie private cloud come OpenStack, piattaforme di virtualizzazione e server bare-metal) e installazione full stack lineare con un processo automatico che rende più semplice partire celermente con Kubernetes enterprise.

Inoltre, l’implementazione applicativa e lifecycle management sono semplificati con Kubernetes Operators. Red Hat è stato all’avanguardia per quanto riguarda applicazioni stateful e complesse su Kubernetes con Operators in grado di automatizzare application maintenance, scaling e failover. Ora, OpenShift 4 offre Red Hat OpenShift Certified Operators. Operando di concerto con un esteso ecosistema di partner, OpenShift 4 include un ampio set di applicazioni che possono operare come servizio nel cloud ibrido.
Per fornire una piattaforma di sviluppo più flessibile, mantenendo livelli avanzati di sicurezza e stabilità, OpenShift 4 introduce Red Hat Enterprise Linux CoreOS, una variante di Red Hat Enterprise Linux embedded e specifica per OpenShift. Red Hat Enterprise Linux CoreOS offre una maggiore libertà di scelta alle aziende che implementano Kubernetes a livello enterprise, offrendo una distribuzione Linux OS leggera, del tutto immutabile e ottimizzata per i container. In questa versione, sicurezza e stabilità sono fondamentali, con gli aggiornamenti automatici gestiti da Kubernetes e abilitati da OpenShift con il tocco di un tasto. Questo aiuta a ridurre la manutenzione e migliora la produttività in ottica business.

OpenShift 4 vanta il supporto assicurato dai servizi professionali di Red Hat, compreso il team Red Hat Consulting. Forte di competenze tecnologiche e di capacità consulenziali e di analisi, Red Hat aiuta le organizzazioni IT a costruire soluzioni in grado di rispondere alle loro necessità, oggi come in futuro.
Qui di seguito i servizi messi a disposizione da Red Hat per rispondere alle necessità dinamiche dello sviluppo applicativo come piattaforma coerente per migliorare la produttività degli sviluppatori.

  • Servizi automatizzati e applicativi self-service, per aiutare gli sviluppatori a estendere le loro applicazioni con un provisioning on-demand di servizi applicativi e offrendo un’automazione build and deploy per applicazioni containerizzate supportate da Operators.
  • Red Hat CodeReady Workspace consentono agli sviluppatori di sfruttare la potenza dei container e di Kubernetes, operando con gli strumenti di sviluppo (IDE) che utilizzano ogni giorno. I CodeReady Workspaces sono più stabili, collaborativi e protetti rispetto all’utilizzo come container o macchine virtuali (VM) su un laptop. Questo comprende gli strumenti e le interdipendenze necessarie per codificare, costruire, testare, operare ed effettuare il debug di applicazioni containerizzate in un IDE web-based.
  • OpenShift Service Mesh, che combina progetti Istio, Jaeger e Kiali come un’unica funzionalità che racchiude la communication logic per architetture applicative basate su microservizi, liberando così i team di sviluppo dalla necessità di lavorare su business-add logic.
  • Knative per la creazione di applicazioni serverless in Developer Preview, che rende Kubernetes una piattaforma ideale per creare, implementare e gestire carichi di lavoro serverless o function-as-a-service (FaaS). Le funzionalità Knative comprendono scale-to-zero, autoscaling, build in-cluster e framework eventing per lo sviluppo di applicazioni cloud-native su Kubernetes. Questo consente agli sviluppatori di concentrarsi sulla scrittura di codice, nascondendo le porzioni complesse di costruzione, implementazione e gestione delle loro applicazioni.
  • KEDA (Kubernetes-based event-driven autoscaling), una collaborazione tra Microsoft e Red Hat che supporta il deployment di container serverless event-driven su Kubernetes, consentendo Azure Functions su OpenShift, in Developer Preview. Questo permette uno sviluppo più veloce di funzioni serverless, event-driven, nel cloud ibrido e on-premises with Red Hat OpenShift.
  • Operator-enabled application environments on OpenShift with Red Hat Middleware, mette la potenza di OpenShift Certified Operators a disposizione delle tecnologie fondamentali di integrazione e process automation. Questo permette alle organizzazioni IT di unificare i propri ambienti di sviluppo attorno alle funzionalità Operator, consentendo agli sviluppatori di concentrarsi esclusivamente sull’offerta di servizi e applicazioni di nuova generazione, senza doversi preoccupare dell’aggiornamento o della manutenzione degli strumenti.
  • Operator-enabled Red Hat OpenShift Container Storage 4, attualmente in fase di sviluppo. Offre uno storage persistente e altamente scalabile, per applicazioni cloud-native, che richiedono caratteristiche quali encryption, replica e disponibilità in ambito hybrid cloud. I team applicativi possono effettuare un provisioning dinamico di volumi persistenti per un’ampia varietà di tipologie di workload, tra cui database SQL/NoSQL, pipeline CI/CD e AI/ML.
R

Redazione

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