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Colt: le telecomunicazioni al tempo del cloud

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Intervista

Colt: le telecomunicazioni al tempo del cloud

28 Lug 2017

di Piero Todorovich, Stefano Uberti Foppa

Le strategie dell’operatore in Italia hanno al centro il supporto delle nuove applicazioni d’impresa, l’auto-provisioning oltre alla qualità del rapporto con i clienti. Ce ne parla Mimmo Zappi amministratore delegato di Colt Italia

A 25 anni dalla sua nascita, Colt Technology Services è oggi impegnata nell’espansione della propria rete e nella creazione di servizi avanzati a misura dei progetti di digitalizzazione dei business che  investono le aziende clienti. Colt investirà oltre 200 milioni di euro quest’anno nell’aggiornamento della rete, come parte di un piano di investimento strategico triennale per indirizzare la domanda in rapido cambiamento. La società ha annunciato negli scorsi mesi nuovi servizi software-defined a banda flessibile per creare connessioni private (Dedicated Cloud Access) ai cloud AWS di Amazon e Azure di Microsoft.  “I clienti non hanno bisogno più soltanto della larga banda  – spiega nel corso di un incontro con ZeroUno Mimmo Zappi, amministratore delegato di Colt Italia -, ma di aiuto nell’introdurre l’innovazione tecnologica che cambia il loro business, oltre al supporto nel disegno delle soluzioni”.

Mimmo Zappi

Amministratore Delegato di Colt Italia

I nuovi servizi di connessione sicura e a latenza garantita a supporto delle applicazioni cloud costituiscono un salto di qualità per il carrier, un valore non facile da trasferire al mercato.  “Dobbiamo spiegare ai clienti come le nuove soluzioni di software defined networking  applicate alle WAN possono aiutarli ad avere un’infrastruttura sempre pronta alle nuove esigenze – precisa Zappi -. I nuovi paradigmi sono il risultato dell’investimento che abbiamo fatto nell’aggiornamento del networking. La nostra rete è molto diversa da com’era 10 anni fa; l’intelligenza si è spostata sul lato software: una innovazione dirompente”. La nuova infrastruttura di rete, operativa in Italia dal prossimo ottobre, implementa i concetti del software-defined networking (SDN) e permette il rapido provisioning di nuove capacità, con scalabilità virtualmente infinita. “Se domani il cliente ha bisogno di più banda non deve inoltrare alcuna richiesta, ma fare provisioning online – precisa Zappi –. Questo vale anche per esigenze solo temporanee, come collegarsi a uno specifico hub, disporre di contenuti multimediali o altro, per alcune ore ore o giorni, pagando il consumo del traffico in base ai volumi effettivamente scambiati”. La flessibilità della rete si accompagna con la possibilità di abilitare nuovi business in passato nemmeno possibili. “La componente infrastrutturale di rete è diventata neutrale nei progetti. Non serve perdere tempo per chiedere nuove risorse; ci sono già. Ma manca ancora la consapevolezza per sfruttarlo nel business”.

Tutto questo non può non avere ripercussioni in termini di cambiamento organizzativo e culturale, sulla realtà Colt. Un “change” di cui Zappi è ben conscio e che sta portando avanti con decisione e continuità: “vogliamo approcciarci in modo differente ai clienti: partendo dai decision maker per creare relazioni di medio e lungo periodo che ci permettano di capire le necessità, i tempi, le esigenze di budget del cliente”. Per Colt, operatore di nicchia, è un modo di differenziarsi rispetto a concorrenti più grandi e agguerriti. “Abbiamo la fortuna di avere le spalle finanziariamente coperte per poter guardare lontano: seguire il cliente, aiutarlo anche nelle relazioni interne, laddove altri fornitori creano attriti, si mettono in competizione per vendere”. Colt ha investito risorse al proprio interno per creare un clima disteso tra i dipendenti e sviluppare una nuova cultura aziendale. “Non si può proporre ad altri di trasformare l’azienda se prima non si è lavorato al proprio interno, per cambiare modalità di business e persone – prosegue Zappi –. Il nostro piano di recruit per la forza commerciale ha portato a bordo professionalità con la capacità di costruire strategie e pacchetti su misura per il cliente. Persone con capacità d’ascolto, capaci all’occorrenza di fare dei business plan per conto del cliente”. Colt intende approcciare il mercato con persone fidate e formate, “con percorsi di formazione specifici curati dall’Academy interna che comprendono anche la conoscenza approfondita dei trend di mercato, il business development e molto altro rispetto alle normali e un po’ datate tecniche di vendita”.

Piero Todorovich
Giornalista

Giornalista professionista dal 91, ha scoperto il Computer negli Anni 80 da studente e se n'è subito innamorato, scegliendo di fare della divulgazione delle tecnologie e dell'informatica la propria professione. Alla passione per la storia delle tecnologie affianca quella per i viaggi e la musica.

Stefano Uberti Foppa
Direttore Responsabile

Giornalista professionista dal 1989, inizia ad occuparsi di giornalismo nel settore informatico nel 1981, partecipando all'avvio della sede italiana del settimanale Computerworld. Nel 1987 passa al mensile ZeroUno di cui nel 1997 assume la direzione insieme a quella del settimanale PcWeek Italia. Opinion leader riconosciuto nel settore Ict in Italia, attualmente è direttore responsabile di ZeroUno edito da Ict&Strategy, società del Gruppo Digital360.

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