Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

SDN: tecnologie disponibili e investimenti richiesti

pittogramma Zerouno

Technology HowTo

SDN: tecnologie disponibili e investimenti richiesti

05 Lug 2017

di Giorgio Fusari

Dall’analisi condotta da Forrester, sulla base di alcune domande chiave poste ai professionisti I&O, risulta come molti team I&O non comprendano ancora appieno le differenze chiave tra tecnologie, termini e concetti emergenti sul tema ‘software-defined networking’. In un primo articolo abbiamo invece riportato i consigli che la società di analisi ha elaborato per comprendere come implementare una SDN

Forrester, nel corso di un sondaggio rivolto a professionisti I&O sul tema della software defined network ha identificato alcune domande chiave alle quali questi professionisti dovrebbero trovare una risposta.

Da questa analisi ne è sortito il report Q&A: Six Common Questions About Software-Defined Networking (che i clienti Forrester possono scaricare dal sito della società di analisi), le 6 domande sono:

  1. Come posso usare SDN per risolvere i problemi di rete?
  2. Come posso implementare SDN?
  3. SDN sarà in grado di ridurre gli investimenti in networking?
  4. Quale vendor fornisce la soluzione SDN migliore?
  5. Dovrei investire in ACI di Cisco o in NSX di VMware?
  6. Siamo indietro sull’adozione di SDN?

L’articolo Tecnologia SDN: i consigli di Forrester per implementarla correttamente si è focalizzato sulle prime due, mentre in questo affrontiamo i temi più specifici degli investimenti richiesti e delle tecnologie disponibili.

3. SDN sarà in grado di ridurre gli investimenti in networking?

In un primo tempo diversi esperti del settore e vendor avevano sostenuto che SDN avrebbe fatto risparmiare alle aziende denaro sui costi dell’hardware, sfruttando la possibilità di usare gli apparati switch ‘white box’, ossia quegli switch ‘non di marca’, costruiti con componenti di larga diffusione (commodity, ’off-the-shelf’), e non con chip ASIC (application-specific integrate circuit) custom di tipo proprietario. Ma da allora questa opinione ha perso consistenza, nota Forrester, nel momento in cui molti hanno compreso che i costi dell’hardware non pesano tanto quanto l’onere sulle imprese generato dalla mancanza di agilità e flessibilità della rete, necessaria per supportare cloud, virtualizzazione, mobilità, applicazioni IoT (Internet of Things) e trasformazione digitale del business. In aggiunta, in una propria ricerca, la società di analisi indica come vi sia ormai una minima differenza, nei costi hardware, tra prodotti dei vendor di punta e white box switch.

Nel tempo, con l’evoluzione delle infrastrutture, i costi dell’hardware potrebbero conservarsi flat, ma ciò non avverrà per gli investimenti in software, che cresceranno.

Da un lato, utilizzando più strumenti di automazione e orchestrazione integrati nelle soluzioni SDN, i team I&O possono incrementare l’efficienza operativa e fare di più con lo stesso personale. Ma, allo stesso tempo, devono considerare che i costi dell’hardware resteranno pressoché costanti; che i dispositivi fisici, gli switch e router che connettono uffici remoti, server e altri dispositivi, non diminuiranno, e sarà compito del software rendere le operazioni più efficienti e l’infrastruttura molto più flessibile. Secondo Forrester, i team I&O dovrebbero quindi pianificare un incremento dei capex nel networking di oltre il 50%, per compensare la necessità di software aggiuntivo, come controller, e strumenti di orchestrazione e monitoraggio della rete.

L’altro aspetto, spesso non oggetto di attenzione nelle presentazioni di SDN, ma da considerare, avverte la società di ricerche, è quanto costa alle organizzazioni implementare anche solo qualcosa della tecnologia di rete di prossima generazione. Uno degli esempi portati da Forrester è quello di Google, a cui sono serviti più di otto anni per sfruttare SDN nelle proprie WAN tra data center, e investimenti vicini ai 10 miliardi di dollari.

Oggi le soluzioni SDN indirizzano solo parzialmente le esigenze di networking dell’infrastruttura IT aziendale

4. Quale vendor fornisce la soluzione SDN migliore?

Farsi questa domanda è sbagliato, perché oggi l’obiettivo è realizzare un’infrastruttura fabric agile e flessibile, che permei tutta l’organizzazione: ma, allo stato attuale, una soluzione SDN in grado di coprire l’intera infrastruttura di rete ancora non esiste. Le soluzioni SDN odierne, infatti, automatizzano e orchestrano soltanto determinati segmenti di rete, indirizzando, ad esempio, la rete locale del data center (DC LAN), la WAN (wide-area network) tra filiali o il cloud ibrido, per la gestione di link tra piattaforme cloud.

In secondo luogo, anche le interfacce, o le interazioni, tra le quattro differenti architetture SDN che Forrester distingue (decoupled architecture; distributed intelligence architecture; overlay architecture; hybrid architectures) risultano minime o inesistenti. Infine, i fornitori di telecomunicazioni, per i servizi di gestione delle WAN, non stanno fornendo alle imprese la possibilità di manipolare il backbone del provider, attraverso l’uso di API (application programming interface). In questo scenario, Forrester suggerisce ai professionisti I&O non di attendere la maturazione di SDN, ma di cominciare a sperimentare, sul versante WAN, l’utilizzo di soluzioni SDN basate su rete overlay, come quelle di Nuage Networks o Zentera Systems.

5. Dovrei investire in ACI di Cisco o in NSX di VMware?

In realtà, una decisione non esclude l’altra, poiché, chiarisce Forrester, pur avendo qualche sovrapposizione, ciascuna soluzione fornisce un valore differente. ACI è una soluzione, con hardware e servizi software, che realizza un’architettura fabric per il networking del data center, mentre NSX costruisce su quest’ultimo una rete overlay, e può estendere le connessioni di rete verso una o più piattaforme IaaS (infrastructure as-a-service). Sebbene le soluzioni di rete overlay non rappresentino un approccio di networking completo, esse possono risolvere singoli problemi del data center, come lo spostamento delle virtual machine (VM) o la microsegmentazione della rete, senza richiedere un totale sovvertimento dell’hardware sottostante. Inoltre, Forrester raccomanda ai team I&O di trattenersi dall’acquisire hardware etichettato e commercializzato come ‘SDN’ o ‘SDN-enabled’, sottolineando che la miglior pratica è continuare a usare l’hardware esistente il più a lungo possibile, o sostituire i componenti di networking con ridotte prestazioni.

6. Siamo indietro sull’adozione di SDN?

Molti utenti sono preoccupati che i loro team siano indietro sull’adozione di SDN. Ma un insieme di sondaggi e inchieste indica che molti team I&O hanno soltanto cominciato questo percorso di trasformazione della rete. E poiché, come sostiene Forrester sulla base degli studi effettuati, una tecnologia SDN in grado di coprire l’intera infrastruttura di rete non sarà pronta per le imprese per altri cinque anni, tali team potranno usare questo tempo per prepararsi ad attuare il completo cambiamento (nell’architettura della rete, nelle operation, e nella ‘forma mentis’) necessario per accogliere davvero questo nuovo paradigma di networking.

Giorgio Fusari
Giornalista

Nel settore giornalistico dal 1989, Giorgio Fusari negli anni ha collaborato per numerose pubblicazioni nel panorama tecnologico e ICT italiano, tra cui la rivista NetworkWorld Italia (gruppo IDG); il settimanale di tecnologia @alfa, del quotidiano Il Sole 24 Ore, la testata Linea EDP. Dal 2012 collabora con il gruppo Digital360 e in particolare con ZeroUno. Tra le aree di maggior specializzazione di Giorgio, il crescente universo dei servizi cloud, il networking, le tecnologie di cybersecurity.

Articolo 1 di 5