Al Dell Emc Forum il nuovo storage spiegato alle aziende italiane

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Al Dell Emc Forum il nuovo storage spiegato alle aziende italiane

I sistemi di memorizzazione dovranno sempre di più supportare systems of insight. Secondo il responsabile del marketing di Dell Emc, l’architettura del futuro è composta da data lake con analytics on top. Il vendor si propone con un’ampia scelta di tecnologie scalabili e aperte a diversi ambienti e standard

25 Nov 2016

di Riccardo Cervelli

MILANO – Una delle più suggestive slide proiettate da Gaurav Chand, Senior Vice President Global Solutions Marketing di Dell Emc, durante l’ultimo Dell Emc Forum tenutosi a Milano, illustrava come negli ultimi quindici anni, dal punto di vista dell’It, le aziende abbiano fatto affidamento sui cosiddetti systems of record, repository aventi l’obiettivo di rappresentare fonti univoche di dati a supporto di applicazioni amministrative e gestionali. Nei prossimi quindici anni, però, il quadro cambia e acquisiranno sempre maggiore importanza i cosiddetti systems of engagement, le applicazioni e i relativi storage che supportano in modo rapido e flessibile svariati tipi di attività svolte dagli utenti aziendali, come, per esempio, l’interazione con i potenziali clienti tramite i social networks o la raccolta di dati in tempo reale sulle preferenze dei consumatori che visitano i punti vendita. Come ha ben sintetizzato l’analista Ted Schadler di Forrester, i systems of record si focalizzano sui processi, quelli di engagement sulle persone.

Di questo servizio fa parte anche il seguente articolo:
L'EVENTO – Dell Emc Forum: un fornitore unico per i responsabili delle infrastrutture It
Gaurav Chand, Senior Vice President Global Solutions Marketing di Dell Emc,

Secondo Gaurav Chand, intervistato da ZeroUno durante il Dell Emc Forum, i systems of record, naturalmente, non spariranno mai: “Anche in futuro continueranno a esistere i processi che necessitano di Erp come Sap e database come Oracle. Quelle che cambieranno, andando verso una maggiore rilevanza dei systems of engagement, sono le infrastrutture storage. Sempre di più si costituiranno data lake [repository decentralizzati di dati strutturati – come i record del database relazionali – e non-strutturati, interconnessi fra loro, ndr]. Questi data lake sono in grado di raccogliere e mettere a disposizione delle applicazioni come gli Erp e i Crm anche dati per i system of record. Ma possono – come fanno in modo eccellente i nostri Isilon scale-out Nas Storage – memorizzare le informazioni non strutturate che i systems of engagement producono in enormi quantità”.

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Ma quello che, in questo contesto, Gourav Chand tiene a sottolineare, “è che si parlerà sempre di più di systems of insight [che permettono cioè di trovare le informazioni meno accessibili superficialmente, ndr] costituiti da data lake sopra i quali vengono implementati sistemi di analytics”. Ma cosa è necessario per poter abbracciare, integrare e analizzare in tempo reale tutte queste moli di insight? Le piattaforme legacy di data warehousing, non sono più sufficienti a garantire un efficace e veloce aggregazione di dati eterogenei provenienti da repository distribuiti e in crescita. E, soprattutto, ad analizzarli in tempo quasi reale. “Per rispondere queste nuove esigenze – fa notare Gourav – oggi sono disponibili, e supportate in modo eccellente dalle nostre tecnologie, framework di storage e processing distribuito, la più nota dei quali è Apache Hadoop”. Un ultimo, ma non meno importante, aspetto sottolineato da Gourav Chand, è che, per quanto riguarda lo storage, “siamo in grado di offrire dalle hyper-converged infrastructure come Vxrail agli array di fascia più alta come Vmax. Nell’ambito della virtualizzazione o del cloud supportiamo e collaboriamo sia con vendor quali Amazon, Cisco, Microsoft, Vmware [che fa parte del gruppo Dell Technologies, ndr], sia con il mondo open source come Red Hat, con cui abbiamo una strettissima partnership, o OpenStack e CloudFoundry. Desideriamo offrire ai clienti la maggior scelta possibile di tecnologie per le proprie esigenze”.

Riccardo Cervelli

Giornalista

Nato nel 1960, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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