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1Backup di CoreTech, ecco perché mettere in sicurezza i dati sul cloud

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CoreTech Point of View

1Backup di CoreTech, ecco perché mettere in sicurezza i dati sul cloud

Presente da quasi 10 anni sul mercato, la soluzione di backup in cloud proposta da CoreTech non solo risponde efficacemente alle esigenze di compliance al GDPR, ma è l’occasione per avviare un percorso di migrazione verso la nuvola reso opportuno dall’evoluzione tecnologica e dalla digital transformation

05 Dic 2019

di Redazione

1Backup, il servizio di backup in cloud offerto da CoreTech è stato lanciato nel 2010, quando in Italia parlare della “nuvola” era avveniristico. Oggi, che il paradigma del cloud computing è diventato uno dei trend più rilevanti nel mercato IT, l’azienda fondata da Roberto Beneduci raccoglie i frutti del suo pionierismo. “Da allora – spiega Patrick Vaccalluzzo, Marketing & Sales di CoreTech – 1Backup è stato oggetto di continui upgrade che lo hanno reso uno dei servizi di backup più affermati a livello nazionale. Inoltre, a supporto della continua crescita, CoreTech può contare sui migliori sistemisti presenti in Italia”.

Tecnologia, prezzo e trasparenza: il cloud secondo CoreTech

Nell’arco di un decennio la consapevolezza dell’importanza del cloud è cresciuta, fino a considerare il modello della nuvola come uno dei più determinanti: un modello che necessita di tecnologie sempre più evolute e performanti. Per questo CoreTech ha deciso di fare ospitare tutto il comparto cloud, server e hosting compresi, e non soltanto 1Backup, in un data center TIER IV, il massimo degli standard odierni di sicurezza in termini tecnologi e di accessibilità fisica.

Inoltre, per 1Backup e per tutta l’offerta dei servizi a portafoglio, la politica commerciale dell’azienda si fonda su due principali cardini: competitività del prezzo, pari o inferiore a quello dei principali competitor, e soprattutto trasparenza.

“Se si guarda ad altre soluzioni analoghe – precisa Vaccalluzzo – c’è quasi sempre un costo aggiuntivo dietro l’angolo… talvolta per eventuali ripristini, talvolta per il traffico in uscita. Per noi, invece, l’assoluta trasparenza dell’offerta e il prezzo competitivo sono valori fondamentali”.

foto Patrick Vaccalluzzo
Patrick Vaccalluzzo, Marketing & Sales di CoreTech

1Backup, come diventare compliance a misura di GDPR

Da un paio di anni a questa parte la richiesta di effettuare il backup sfruttando il cloud ha subito un’impennata, complice l’entrata in vigore del GDPR e l’introduzione di una normativa più stringente sulle misure di protezione dei dati che le aziende sono tenute ad adottare. “1Backup è un sistema del tutto compliant – continua Vaccalluzzo -, perché rispetta i requisiti richiesti dal provvedimento europeo: dalla criptazione del dato a 256-bit al suo trasferimento in HTTPS, fino all’allocazione in Italia in un data center con i più elevati livelli di sicurezza. Abbiamo definito questa offerta con la consulenza dell’avvocato Gianluca Dalla Riva, uno dei pochi professionisti del mondo legale specializzati in materia”. Una consulenza tanto più opportuna visto che il GDPR non specifica quali debbano essere i mezzi da utilizzare per mitigare le possibilità di violazione, perdita o distruzione dei dati personali, limitandosi a raccomandare di ’’mettere in atto misure tecniche e organizzative adeguate per garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio’’ si legge all’art. 23. L’adeguamento normativo, secondo Vaccalluzzo, non va visto come un ostacolo ma come un’opportunità per avviare un percorso di migrazione verso il cloud.

“La compliance al GDPR spesso viene considerata solo un onere da parte delle aziende italiane, così come la sicurezza informatica viene ritenuta un costo. Sebbene oggi si parli tanto di digital transformation, l’approccio più comune è che bisogna fare il backup perché c’è una legge che lo impone e non tanto perché il dato è l’elemento più importante per il business”.

E se la connessione è carente? CoreTech pensa anche a questo

“Una delle obiezioni classiche alla scelta del backup in cloud – dice ancora Vaccalluzzo – riguarda la prestazione della linea di alcuni clienti che si trovano fuori dai grandi centri urbani o in zone rurali (talvolta è il rivenditore stesso a non fare delle prove empiriche sul campo per verificare la fattibilità della soluzione). In ogni caso, per ovviare al problema, mettiamo a disposizione un servizio di backup in locale, sempre utilizzando la compressione del dato e la criptazione a 256-bit, con spedizione tramite hard disk per facilitare il caricamento in cloud del primo full backup. Da quel momento in poi il backup è incrementale, quindi è fattibile con qualsivoglia linea, compreso un hotspot telefonico”.

R

Redazione

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