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Vendor, i differenti percorsi dell’innovazione

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Vendor, i differenti percorsi dell’innovazione

17 Nov 2015

di Arianna Leonardi

Una sintesi di alcuni spunti emersi da una serie di incontri realizzati con alcuni player durante lo scorso Smau. Cloud, mobility e sicurezza i temi più caldi, ma anche Big Data e nuovi orizzonti applicativi.

Veloce "giro di opinioni" tra alcuni dei protagonisti dell’innovazione italiana presenti allo scorso Smau. Un modo per provare a raccogliere, anche da player differenti, visioni e linee strategiche.

Cloud e mobility, driver di sviluppo

Il team di Kuldat – Ultima da sinistra Ilaria Puerari, Marketing & Sales Director della società

Tra i temi più caldi dell’Ict, nuvola e big data nell’ottica di sviluppo del business sono in prima linea, come dimostra Kuldat, vendor bostoniano che offre una piattaforma in cloud per la ricerca di potenziali clienti B2B o rivenditori nel mondo: “La nostra soluzione – spiega Ilaria Puerari, Marketing & Sales Director della società – permette di identificare i contatti di interesse, grazie all’analisi incrociata di insights provenienti dal Web (circa 130 fonti tra directory pubbliche, social networks e news)”. I settori di punta per Kuldat sono innanzitutto Ict, industrial machinery / manufacturing, marketing e vendite, ma Puerari sottolinea che in Italia c’è una generale “fame di lead, qualificati e in target”.

Piero Camurati, Consigliere delegato di Peoplelink

La nuvola è driver di innovazione anche a fronte della workplace transformation. Lo racconta Piero Camurati, Consigliere delegato di Peoplelink, società che offre un’infrastruttura cloud nativa da cui accedere a soluzioni Hr (Rilevazione Presenze, Controllo Accessi, Note Spese e Trasferte, Paghe e così via): “Oggi il lavoro è mobile: servono strumenti innovativi per la gestione delle risorse umane e il cloud può portare benefici interessanti, a partire dal modello di pagamento a consumo”, afferma il manager.

Marenza Altieri-Douglas, Emea Enterprise Accounts di Airwatch by VMware

La diffusione del telelavoro guida anche la roadmap tecnologica di AirWatch by VMWare. Marenza Altieri-Douglas, Emea Enterprise Accounts della società, spiega l’Emm (Enterprise Mobility Management) come evoluzione dell’Mdm (Mobile device management): “Dalla semplice protezione dei dispositivi tramite password, si è passati alla gestione centralizzata di app, email, accessi e infine contenuti”. Sotto i riflettori di Smau, il vendor porta infatti le soluzioni Content Locker, che permette l’accesso sicuro da dispositivo mobile ai documenti aziendali, e Inbox per la gestione della posta elettronica, che sarà arricchita con nuove feature grazie alla recente acquisizione da parte di VMware di Boxer, società texana specializzata in tecnologie per il Personal Information Management (Pim), nota in virtù dell’omonimo email client per smartphone. “Tra le novità – cita Altieri-Douglas – anche l’annuncio di Virtustream, un servizio di hybrid cloud fornito al 50% da Emc e VMware”.

Sistemi hybrid per la flessibilità

Stefano Lombardi, Responsabile Marketing di Npo Sistemi

La nuvola ibrida è il punto focale anche di Npo Sistemi. “Oggi – afferma Stefano Lombardi, Responsabile Marketing della società, parte del Gruppo Ricoh -, i temi più caldi del digital sono legati alla transformation, ovvero al passaggio dalle infrastrutture on premise agli ambienti ibridi (on premise e public cloud). Anche come partner di Hp, il nostro focus è diretto principalmente in questo ambito: il cloud viene visto ancora come componente di rischio e il nostro compito è aiutare le imprese a superare le diffidenze e abbracciare tutti i benefici dell’hybrid, come la gestione efficiente dei picchi di calcolo”. Secondo Lombardi, il budget rientra tra i principali ostacoli al cloud journey: “Si tratta di progetti che richiedono investimenti iniziali a fronte di un Roi che non va calcolato solo in termini economici, ma ad esempio anche in flessibilità e capacità di risposta ai cambiamenti imprevisti”.

Roberto Beneduci, Amministratore di CoreTech

Il cloud rappresenta il core business anche per due altre realtà tutte italiane: “Ci poniamo come provider di nuova generazione, coniugando l’offerta sia cloud sia on premise rivolta a hosting provider, system integrator, software house e sviluppatori – puntualizza Roberto Beneduci, Amministratore di CoreTech -. Al canale rivolgiamo la nostra offerta Stellar di server garantiti e una piattaforma che consente di gestire gli ambienti cloud pubblici e privati da un unico punto”. La gestione centralizzata della moltitudine di nuvole rappresenta secondo Beneduci lo step successivo nell’evoluzione dell’ecosistema cloud, che potrà essere realizzato soltanto da enti super partes.

Diego Sampaoli Ceo di fastEra

L’altra società nazionale si chiama fastEra, gruppo di Varese specializzato dal 2003 in campo It e cloud, con sedi in Italia e Svizzera. “Abbiamo quattro divisioni – illustra il Ceo Diego Sampaoli -: private cloud, system integration, progettazione e sviluppo software, gestione di spazi di co-working. A Smau abbiamo presentato espriDR, il servizio di Disaster Recovery as a Service offerto in collaborazione con Esprinet”. Con questa soluzione è possibile disporre di un cloud privato nei due datacenter fastEra, dove viene creata una rete privata collegata al network del proprio datacenter tramite un bridge.

Servizi a valore e reti

Cesare Valenti, Vice Presidente Esecutivo di Itway

Ma se il cloud per certi versi promette di semplificare i sistemi informativi, da un altro lato i nuovi ecosistemi aperti e ibridi crescono in sofisticazione e servono operatori specializzati per accompagnare le aziende nei percorsi di transformation. È questo il punto di vista di Itway.

“Siamo un distributore a valore aggiunto – chiarisce Cesare Valenti, Vice Presidente Esecutivo della società -, ovvero offriamo tecnologie di più elevata complessità, in cui le fasi di formazione e presales sono cruciali”. Come spiega il VP, il supporto ai progetti It è più che mai necessario a fronte dei nuovi trend tecnologici, nuvola in primis che, se da un lato permette di snellire le infrastrutture, dall’altro aggiunge problematiche legate a integrazione, sicurezza, governance. “Abbiamo istituito una società appositamente dedicata al cloud, iNebula; in quest’ambito ci occupiamo di trovare e fornire le migliori tecnologie, mettendo a disposizione tutta una serie di servizi a corollario (prevendita, sicurezza, gestione ecc.)”.

Rodolf Schmit, Europe and Africa Sales&Operation Director di Array Networks

Tra le aziende presentate a Smau dal distributore, Array Networks è una società attiva da quindici anni sul mercato e ben posizionata su tre aree di prodotto: Application Delivery Control, Ssl Vpn Secure Access, Wan Optimization. “Lanceremo prossimamente – dichiara Rodolf Schmit, Europe and Africa Sales&Operation Director della società – una quarta linea dedicata ai Web Application Firewalls (Waf), mentre tra le soluzioni di punta forniamo anche appliance virtualizzate. Grazie a una serie di partnership, le nostre soluzioni di application delivery oggi sono disponibili sulle principali piattaforme di cloud Iaas pubblico: Amazon Web Services, Microsoft Azure, VMware vCloud Air e SoftLayer, an IBM company”. Nel futuro di Array Networks, Schmit vede una sempre maggiore focalizzazione sulle soluzioni di protezione in un mondo caratterizzato dal proliferare dei dispositivi / utenti mobili che metteranno sempre più a dura prova le reti in termini di capacità, efficienza e sicurezza.

Sicurezza dai firewall al recupero dati

Ivan De Tomasi ‎Country Manager di WatchGuard Italia

La security è stato un altro tra i temi protagonisti di Smau. Ne parla Ivan De Tomasi, ‎Country Manager di WatchGuard Italia, che racconta strategie di marketing e novità di prodotto: “La direzione verso cui stiamo andando è il rilascio di next generation firewall, per proteggere le infrastrutture e i dati aziendali dalle nuove minacce. Tra le ultime novità, le appliance di sicurezza T30 e T50. I rilasci del 2016 serviranno a creare tre linee di prodotto, ovvero small office, medium enterprise ed enterprise, con l’obiettivo di coprire tutti i target di mercato. Saranno anche potenziate le soluzioni di Access Point nell’ottica di realizzare progetti di sicurezza monobrand”.

Massimo Mazza, Senior Product Marketing Manager di Kroll Ontrack Italia

Sul tema sicurezza, entra in causa anche Kroll Ontrack, multinazionale americana attiva nei settori recupero dati, cancellazione sicura e computer forensics. “Il nostro target – racconta Massimo Mazza, Senior Product Marketing Manager della società per l’Italia – è trasversale: utente privato, professionista, Pmi, grande azienda, Pubblica Amministrazione. Gli uffici della filiale italiana sono a Gallarate, in provincia di Varese, dove ha sede l’unica camera bianca professionale in Italia”. Il maggiore driver di cambiamento nel settore di Kroll Ontrack è rappresentato dall’evoluzione dei supporti di storage. “Dobbiamo sempre stare al passo con i tempi – dichiara Mazza – e sviluppare delle metodologie di recovery parallelamente all’introduzione di nuove tecnologie. Ci stiamo concentrando oggi sulle tecniche di recupero dai nuovi media e dispositivi mobili”. Sul fronte cancellazione sicura (ovvero senza possibilità di ripristino) dei dati critici dai supporti di storage, invece, l’obiettivo del vendor è sensibilizzare maggiormente il pubblico italiano: “Deve crescere la consapevolezza – conclude Mazza – sulla necessità di eliminare definitivamente i dati sensibili e strategici dai dispositivi o sistemi di archiviazione dell'azienda sia per questioni normative [legate alla privacy, alla proprietà delle informazioni, al rischio di furto e così via, ndr] sia di riservatezza [ad esempio, in caso di spionaggio industriale o divulgazione di dati che possono causare danni all'immagine, ndr]. In Italia, il 90% delle aziende non adotta procedure idonee di cancellazione sicura, come la sovrascrittura e la demagnetizzazione”.

Le nuove frontiere

Ma se cloud, mobility e sicurezza sono trend ormai scontati, ci sono nuovi fenomeni tecnologici e applicativi all’orizzonte.

Stefano Sordi, Direttore Marketing di Aruba e Gabriele Sposato, Marketing Manager di Aruba Business

Dallo stand di Aruba, invece, si colgono alcuni interessanti aggiornamenti in merito a conservazione sostitutiva, firma grafometrica (realizzata manualmente attraverso una tavoletta grafica) e Spid, ovvero il sistema pubblico di identificazione digitale che permetterà il riconoscimento univoco di ogni cittadino al fine di abilitarne l’accesso ai servizi online della Pa: “Nascerà quindi – spiega Stefano Sordi, Direttore Marketing della società aretina – un sistema di Identity Provider, di cui Aruba farà parte (siamo già stati scelti insieme a poche altre aziende, che hanno superato i requisiti stringenti di selezione), con il compito di effettuare il processo di autenticazione e storage delle identità digitali”. “Stiamo parlando di settori in cui il nostro Paese è all’avanguardia  – commenta Gabriele Sposato, Marketing Manager di Aruba Business -. La firma remota, ad esempio, porta l’Italia in una posizione di eccellenza tecnologica rispetto a molti Stati europei, considerati tipicamente più avanzati”.

Gaia Costantino, Product Manager nel Business Marketing di Vodafone Italy

Infine, rimanendo in tema di nuove frontiere, Vodafone mette in campo soluzioni verticali avveniristiche, posizionandosi sempre più come provider di servizi che vanno oltre la semplice connettività. In ambito retail, la società propone uno strumento per creare il catalogo del negozio online oppure tecnologie di digital signage, in grado di profilare i clienti al passaggio e identificarne le abitudini di acquisto. “A Smau – elenca Gaia Costantino, Product Manager nel Business Marketing di Vodafone Italy – presentiamo un’offerta rivolta agli hotel che include connettività di rete fissa e la possibilità per la struttura di fornire servizi ai propri clienti attraverso una dashboard di gestione centrale. La app per la smart mobility è diretta invece a tutte le società che hanno personale operativo sul territorio e devono potere comunicare rapidamente con la sede centrale”.

Arianna Leonardi

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