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Switch2Product, dall’idea innovativa al prodotto

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Switch2Product, dall’idea innovativa al prodotto

10 Mar 2015

di Elisabetta Bevilacqua

È questo il percorso che PoliHub, l’incubatore del Politecnico di Milano, propone a giovani innovatori attraverso una competizione per selezionare una decina di idee tecnologiche che saranno accompagnate fino alla realizzazione del prodotto e al suo lancio. Un tentativo per proporre, anche sulla base dell’esperienza degli anni precedenti, una via italiana all’imprenditoria tecnologica.

In occasione del lancio della nuova edizione di Switch2Product , competizione organizzata da PoliHub per la ricerca di persone di talento con idee innovative, abbiamo fatto il punto con Stefano Mainetti, Consigliere Delegato di PoliHub, sull’iniziativa dell’incubatore gestito da Fondazione Politecnico di Milano e passato da 8 a 42 startup ospitate.

Stefano Mainetti, Consigliere Delegato di PoliHub

Una misura del successo delle imprese accompagnate da PoliHub può venire dall’entità dei fondi raccolti dalle startup che hanno vinto le precedenti edizioni: 1,3 milioni di euro con il crowdfunding e circa 2,5 milioni in capitali di rischio. “Per le startup ammesse nella fase preliminare si punta, prima ancora della raccolta di seed, al crowdfunding attraverso piattaforme come IndieGoGo e SiamoSoci, – spiega Mainetti, che aggiunge – La novità della nuova edizione consiste nella possibilità per i dieci finalisti di accedere a un percorso di empowerment imprenditoriale della School of Management del Politecnico (MIP) dedicato a startupper e aspiranti imprenditori, della durata di 2 mesi”.

In questo periodo verranno offerte opportunità di networking con i principali stakeholder dell’ecosistema startup. Successivamente i vincitori (fra 3 e 5 imprese) avranno la possibilità di usufruire dei servizi di accelerazione di PoliHub per un periodo della durata di 4 mesi durante i quali sarà possibile ricevere feedback sul proprio progetto imprenditoriale da partner industriali. A questo punto scatterà anche l’opportunità di ricevere un investimento seed da investitori partner dell’iniziativa.
“Cerchiamo idee che facciano leva sull’imprenditoria tecnologica. Ma vorrei precisare che la via italiana può essere diversa da quella strettamente tecnologica – sottolinea Mainetti – Penso ad esempio al design dei servizi, dove il differenziale è la user esperience e non solo la disruptive technology ”.
Testimoniano questa via alcune startup di successo delle precedenti edizioni. È il caso di Empatica che ha progettato un wearable per misurare le emozioni: dopo la fusione con uno spinoff del MIT, ha lanciato Embrace, un wearable device per prevedere l'arrivo di un attacco epilettico per la cui realizzazione ha raccolto 500K dollari in crowdfunding.
Un altro esempio è Ginkgo che ha realizzato un ombrello di design, riciclabile e ha raggiunto il record italiano di raccolta fondi su Indiegogo superando l’obiettivo di oltre il 350%.
FABtotum, che ha vinto il primo premio dell'edizione 2013 di S2P grazie alla prima stampante digitale 3D personale, ha raccolto circa 600K dollari e a oggi ha venduto più di 1500 stampanti.
Ai giovani, eventualmente ancora studenti, che parteciperanno alla nuova competizione proponendo un’idea tecnologica innovativa verrà chiesto di saper spiegare:
– perché c’è bisogno del prodotto/servizio proposto;
– perché si ritiene di essere la persona giusta per colmare quel bisogno;
– quanto denaro serve per arrivare alla creazione di un prototipo e per far vedere che si tratta di un prodotto effettivamente realizzabile.
Per queste startup è ipotizzabile un percorso diverso rispetto al modello Silicon Valley dove il successo si misura soprattutto attraverso l’acquisizione milionaria: “Le realtà che hanno vinto le precedenti edizioni sono entrate in contatto con aziende industriali o imprenditori, che spesso sono entrati come Business Angel nel capitale aziendale”, conclude Mainetti.

Per ulteriori informazioni sulla competizione Switch2Product, il cui termine per la domanda è il 2 aprile 2015, clicca qui

Elisabetta Bevilacqua
Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

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