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Internet of Things: PTC è pronta alla sfida

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Internet of Things: PTC è pronta alla sfida

18 Mag 2015

di Giampiero Carli Ballola

La società presenta la propria visione riguardo la rivoluzione che la cosiddetta ’Internet delle cose’ porterà nell’economia dei paesi industrializzati. Con una strategia che si fonda su due pilastri: primo, la complementarietà fra il proprio Plm e le tecnologie di analisi e di sviluppo applicativo acquisite da società di avanguardia; secondo, accordi strategici per la manutenzione preventiva, la prevedibile ‘killer application’ dell’Iot nel mondo dell’industria manifatturiera.

BOSTON – Nella prima settimana di maggio la capitale dello Stato del Massachusetts ha ospitato LiveWorx 15, manifestazione dedicata agli utenti, sviluppatori e partner di Ptc, la multinazionale di software Plm e Cad/Cae/Cam 3D che appunto a Needham, a poche miglia dal centro storico della città, ha il proprio quartier generale.

Si è trattato di un evento dalla valenza inusitata per la società. Primo, perché non ha sostituito con un nuovo nome il Live Global, punto d’incontro tradizionale di Ptc con il suo ecosistema, ma l’ha di fatto affiancato come evento extra, forse unico in occasione del trentennale della società (Ptc venne fondata come Parametric Technology Corporation giusto nel maggio 1985) ma più probabilmente come primo di una nuova serie. Secondo, perché nonostante la quasi sovrapposizione dei due eventi (il Live Global 2015 si terrà a Nashville dal 7 al 10 giugno, solo 4 settimane dopo l’incontro di Boston), LiveWorx 15 ha registrato un successo eccezionale, tanto che le sessioni plenarie si sono dovute tenere presso una grande struttura esterna alla sede designata. Alla manifestazione hanno infatti partecipato 2.300 delegati di centinaia di aziende, più ben 120 tra giornalisti, blogger e analisti, più un numero imprecisato di dipendenti Ptc negli 11 chioschi informativo-dimostrativi delle soluzioni e dei programmi della società. In quattro giorni si sono svolte una decina di sessioni generali e 22 sessioni specializzate. Sono numeri che più di ogni cosa danno l’idea dell’interesse suscitato dal tema. Perché LiveWorx 15 è stato, e probabilmente sarà, un evento a tema. E questo tema è la IoT, la Internet of Things.

Una rivoluzione per l’industria

James (Jim) Heppelmann, presidente e Ceo di PTC

L’IoT è un fenomeno, o meglio un megatrend, così ampio e complesso nelle sue varie accezioni e nelle implicazioni sociali, economiche e, in ultimo, tecnologiche da non poter essere compiutamente esposto in poche pagine. Qui vedremo, questo sì, come Ptc interpreta e recepisce la IoT e come si prepara a farne una grande occasione. Per sè e per chi, partner o cliente, sceglierà le sue soluzioni.

L’impatto dell’IoT sulla struttura industriale relativa alla produzione sia dei beni materiali sia dei servizi che a tali beni sono collegati (e quindi, come conseguenza indiretta, su tutto l’impianto socio-economico di un paese industrializzato o in via di sviluppo) è stato il tema principale delle sessioni plenarie di LiveWorx 15. Gli interventi più significativi sono stati quelli di James (Jim) Heppelmann, presidente e Ceo della società, di Michael Porter, professore alla Harvard Business School nonché consulente governativo per le politiche economiche degli Usa, e di Russ Fadel, presidente e General Manager di ThingWorx, società che Ptc ha acquisito nel 2013 e che, diventata “A Ptc Business”, oggi gestisce la piattaforma tecnologica di sviluppo sulla quale Ptc poggia la propria offerta in ambito IoT e della quale Fadel ha presentato la nuova ‘major release’ (vedi box "ThingWorx: sviluppo applicativo per l’IoT").

L’IoT e la manutenzione preventiva

Michael Porter, professore alla Harvard Business School nonché consulente governativo per le politiche economiche degli Usa

Se per illustrare gli elementi costitutivi della IoT e presentarne le implicazioni che vanno ad impattare sul modo di progettare e realizzare beni e servizi Michael Porter ha parlato per quasi un’ora, Heppelmann l’ha definita con cinque parole: “smart and connected products, applications and operations”. Chiarendo ciò che specialmente distingue l’IoT dal semplice dialogo machine-to-machine, ossia l’interazione ‘intelligente’ tra i prodotti e le operazioni. “Oggi tutte le cose – ha detto Heppelmann – nascono in forma digitale, ma nel momento in cui questa si materializza nel prodotto ha finito il suo lavoro. Con l’IoT il mondo digitale e reale si completano e complementano chiudendo un ciclo per cui le cose acquistano una voce e si fanno sentire: diventano il sensore dell’impresa sull’utente”.

Russ Fadel, presidente e General Manager di ThingWorx

Fondamentale in questo passaggio il ruolo dei sistemi di analisi che traducono i dati dei sensori fisici, posti sui prodotti, nell’insieme di informazioni che costituisce il ‘sensore’ sull’utente citato da Heppelmann. Da qui l’annuncio della definizione dell’accordo per l’acquisizione di ColdLight Solutions. Per circa 105 milioni di dollari entra nel portafoglio Ptc una società specialistizzata nel ‘machine learning’ (quello, per capire, che alimenta i sistemi cognitivi) che con ColdLight Neuron offre una piattaforma di analisi predittiva-prescrittiva tra le più avanzate, in grado di sviluppare in modo autonomo la capacità di prevedere i guasti e prescrivere gli interventi di manutenzione preventiva.

E siccome, ha detto ancora Heppelmann, “sarà l’automazione dei servizi di assistenza e manutenzione la ‘killer application’ che farà decollare il business dell’IoT” è arrivato il secondo annuncio strategico della giornata: quello della partnership tecnologica e commerciale con ServiceMax, una società specializzata in software di gestione del ‘field service’, quello cioè che si svolge presso l’utente. Con questo accordo, che in pratica permette di collegare in modo interattivo i prodotti alle operazioni, ServiceMax potenzierà la propria offerta con una tecnologia d’avanguardia mentre i 28 mila clienti Ptc nel mondo potranno ottimizzare i servizi di manutenzione e gestione ricambi con soluzioni capaci di attivare anche da remoto azioni contestuali alla specifica situazione, cioè intervenendo solo dove ciò occorre davvero e prima che un possibile danno si verifichi, a tutto vantaggio degli utenti ma anche dei loro fornitori, dato che il field service è oggi una delle maggiori voci di costo per le imprese manifatturiere.

ThingWorx: sviluppo applicativo per l’IoT

Acquisita nel dicembre 2013 per circa 130 milioni di dollari, di cui 110 ‘cash’, ThingWorx, pur mantenendo il proprio brand, è la business unit che costituisce il braccio operativo sul piano dei prodotti della strategia IoT di Ptc. La tecnologia sviluppata da questa software house della Pennsylvania sfrutta le funzioni di ricerca e collaborazione sociale tipiche del Web 2.0 applicandole al mondo degli oggetti: prodotti finiti, macchinari, sensori ed apparati industriali. Ne risulta una piattaforma tecnologica che permette di sviluppare rapidamente (per Ptc, in un decimo del tempo necessario a un approccio tradizionale di tipo analitico-funzionale) applicazioni model-based per il monitoraggio, il controllo, l’ottimizzazione e, in prospettiva, l’autonomia degli oggetti connessi e dei servizi ad essi correlati. La complementarietà con le soluzioni Ptc per la progettazione 3D e la gestione del ciclo di vita dei prodotti è, intuibilmente, sinergica per gli utenti di entrambe le società. ThingWorx ha infatti portato in Ptc un parco-clienti nei settori automotive, medical equipment, minerario, oil & gas e in generale manifatturiero che in buona parte sono già clienti Ptc. A questi, come pure ai nuovi account, si propone oggi un’offerta in grado di potenziare sensibilmente il valore aggiunto derivante dal ciclo operativo dei loro prodotti.

A Boston sono state presentate due importanti novità. La prima è la versione 6.0 della piattaforma, i cui servizi sono fruibili anche via cloud e che appare decisamente potenziata nella sicurezza e soprattutto nell’adozione di un’architettura per modelli che permette alla società e ai suoi partner di integrare nelle applicazioni IoT nuovi e diversi data-store per soddisfare specifiche richieste di prestazioni, scalabilità e compatibilità con l’infrastruttura. In particolare, grazie a un data-store che sfrutta la potenza di Apache Cassandra (Dbms distribuito open-source), il runtime di ThingWorx 6.0 può gestire in quasi-real time grandi volumi di dati. Il secondo annuncio è quello di ThingWorx Converge, un framework che facilita lo sviluppo di applicazioni IoT fornendo data-model predefiniti su best practice di settore e un accesso centralizzato ai dati di produzione dell’azienda utente.


Il grande “Woz” e l’IoT per la gente

Steve Wozniak, Cofondatore di Apple

Steve Wozniak è un personaggio che non ha bisogno di presentazioni. Cofondatore della Apple e anima tecnologica della stessa (Jobs era il ‘visionario’, ma era “Woz” che faceva il lavoro) è stato ed è tuttora un’icona della Silicon Valley. Lasciato, ma non dimenticato, il mondo dell’informatica, da trent’anni svolge attività filantropiche, specie rivolte ai giovani, ed è in questa veste che Ptc l’ha invitato a Boston: per premiare i team vincitori dello IoT Hackathon, concorso per soluzioni Iot-based intese ad aiutare la gente. Nelle tre classi, smart cities, smart agriculture e blind people, Wozniak ha premiato, rispettivamente, un sistema che dice alla gente che fare e dove andare in caso di calamità; uno che regola l’irrigazione sulle previsioni meteo e sul Ph del terreno e uno che guida i ciechi tramite sensori ai semafori, ai cartelli stradali e così via.

Giampiero Carli Ballola
Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

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